Zootecnia: sparite 200 aziende in 10 anni “Soffrono” soprattutto quelle in alta quota

Zootecnia: sparite 200 aziende in 10 anni “Soffrono” soprattutto quelle in alta quota
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Negli ultimi 10 anni l’allevamento valdostano ha perso 200 aziende. Si sono dimezzate quelle di piccolissime dimensioni mentre “tengono” quelle più strutturate. A soffrire maggiormente sono soprattutto quelle in alta quota. Sono alcuni dei dati emersi dall’assemblea annuale dell’Arev - Association Régionale Eléveurs Valdôtains che si è svolta nella mattinata di giovedì scorso, 16 maggio, nel salone polivalente di località Pacou.

I numeri alla fine del 2023

La consueta relazione annuale è stata presentata dal direttore dell’Arev Edi Henriet, che ha proposto un parallelo tra la situazione a fine 2023 e quella del 2013. Oggi le aziende sono complessivamente 698 mentre 10 anni fa erano 899. Le stalle piccolissime - quelle cioè fino a 5 capi - sono scese drasticamente passando da 221 a 124; se nel 2013 erano il 24,58 per cento del totale, adesso sono solo il 17,76 per cento. Le aziende da 6 a 10 capi sono diminuite da 167 a 115. Quelle da 11 a 20 capi oggi sono 147 (erano 175 nel 2013) e quelle da 21 a 30 capi sono 123 (erano 141). Coerentemente con la tendenza fisiologica delle imprese a strutturarsi sempre di più, le aziende zootecniche con più di 31 bovini sono passate dalle 195 del 2013 alle 189 di oggi: sostanzialmente invariate.

Come incide l’altitudine

Significativa l’analisi del calo del numero di aziende in base all’altitudine. Ne risulta che a soffrire maggiormente sono quelle in alta quota: sopra i 1.100 metri oggi sono insediate 171 aziende (il 24,49 per cento del totale), contro le 252 del 2013 (erano il 28,03 per cento). La quota delle aziende di fondovalle (sotto i 700 metri di altitudine) è cresciuta fino al 47,70 per cento del totale: sono 333 contro le 412 di 10 anni fa (quando rappresentavano il 45,82 per cento del totale).

I capi bovini sono 31.313

Il numero dei capi bovini al 31 gennaio 2024 ha tenuto nell’ultimo anno: sono 31.313 rispetto ai 31.296 di 12 mesi prima. Le pezzate rosse sono 20.275 (erano 20.148), le castane e pezzate nere 11.038 (erano 11.148). In aumento i capi più giovani: tra le pezzate rosse, 6.919 sotto i 2 anni (+1 per cento rispetto al 2023) e 2.928 oltre i 2 anni (+9,2 per cento). Tra le castane e le pezzate nere, 4.136 sotto i 2 anni (-4,9 per cento rispetto al 2023) e 2.292 sopra i 2 anni (+9,7 per cento). Lieve flessione per le vacche in lattazione: sono 10.428 pezzate rosse (-1,8 per cento) e 4.610 castane e pezzate nere (-2,1 per cento).

La sostanziale tenuta nell’ultimo anno non può fare dimenticare il calo significativo - di circa 2.000 capi complessivi - rispetto al 2022.

La superficie agricola è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni, segno che le aziende tendono a gestire più terreno di un tempo.

L’età dei conduttori

Interessante anche l’analisi sull’età dei conduttori delle aziende. Rimane stabile rispetto a 10 anni fa la quota di stalle gestite da giovanissimi (sotto i 30 anni), poco superiore al 5 per cento. Aumenta nettamente (dall’8,35 al 17,75 per cento) la percentuale di aziende gestite da società.

Fatturato da 50 milioni di euro L’agricoltura valdostana complessivamente produce ogni anno in Valle d’Aosta un valore di beni e servizi stimato in 99,6 milioni di euro. I prodotti della zootecnia rappresentano oltre la metà della produzione ai prezzi di base (50,6 milioni di euro) e il latte e la carne valgono, rispettivamente, 25,7 e 23,3 milioni di euro. Il problema dei predatoriI problemi creati dai predatori - e in particolare dal lupo - sono stati ancora una volta l’argomento principale sollevato dalla platea degli allevatori presenti all’assemblea, a cui ha preso parte anche l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Carrel. Desta sempre più preoccupazione l’interazione tra gli animali selvatici e quelli da allevamento, soprattutto in vista della prossima stagione d’alpeggio. A questo proposito, i capi monticati nel 2023 in Valle d’Aosta sono stati 26.775 (di cui 23.389 provenienti da allevamenti valdostani): in calo del 7,21 per cento rispetto a 10 anni fa, quando però il numero complessivo di bovini in Valle d’Aosta era superiore dell’11,22 per cento.

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