Wet Industry chiuso: si infiamma la polemica sulla movida aostana

Wet Industry chiuso: si infiamma la polemica sulla movida aostana
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È scontro tra Amministrazione comunale di Aosta e Fipe Confcommercio Valle d’Aosta sul caso del Wet Industry, in via Tourneuve. Il locale è stato chiuso a tempo indeterminato con un provvedimento di sequestro preventivo firmato dal giudice Davide Paladino su richiesta della Procura. Il motivo? Viene ipotizzato il reato di disturbo del riposo delle persone, continuato da giugno 2023. I sigilli al cocktail bar sono stati posti i sabato scorso, 4 maggio, dalla Polizia. Pertanto il titolare Luca Lamberti risulta indagato. Da quando è stato aperto il Wet Industry è diventato un locale di tendenza della movida aostana. Ma proprio il suo successo, con clienti e musica fino a tarda notte, ha disturbato i vicini al punto di spingerli a sporgere denuncia. Secondo l’accusa, Luca Lamberti nonostante le numerose segnalazioni «Persiste nei suoi comportamenti da quasi un anno, incurante dei disagi arrecati». Anche le rilevazioni fonometriche da parte dei tecnici dell’Arpa, hanno evidenziato «Un importante superamento dei livelli consentiti di diffusione sonora». «Il locale è stato posto sotto sequestro per via degli eccessivi rumori e della musica, - dichiara Luca Lamberti - resteremo chiusi per un po’ anche al fine di sistemare il locale e risolvere il problema. Stiamo già affrontando tutto con il nostro avvocato e contiamo di riaprire al più presto. In questo anno di vita il Wet Industry ha sperimentato tanto, ma mai avremmo immaginato di trovarci i sigilli al locale. In questo momento abbiamo le lacrime agli occhi, ma siamo certi che presto torneremo a ridere insieme».

Critiche da Confcommercio

La vicenda, al di là degli aspetti giudiziari, però è diventata terreno di scontro. Infatti, in una nota Fipe Confcommercio Valle d’Aosta, presieduta da Graziano Dominidiato, attacca: «A seguito dei fatti accaduti che hanno portato alla conseguente chiusura del locale Wet Industry sito in via Tourneuve ad Aosta è doveroso che la nostra associazione esprima preoccupazione rispetto al sequestro preventivo del locale in oggetto. Accogliamo con un certo stupore la notizia che il sindaco di Aosta Gianni Nuti dichiari di aver appreso tale notizia dagli organi di stampa. Siamo decisamente straniti sul fatto che il primo cittadino non sappia cosa avvenga nella sua città. Rimarchiamo che in base all’articolo 3 del protocollo della “MoVda” sottoscritto nel luglio dello scorso anno tra i compiti del Comune di Aosta vi è l’impegno di coordinare la cabina di regia di cui all’articolo 7 dello stesso protocollo. Tale cabina ha come obiettivo quello di valutare al meglio le azioni preventive onde evitare che ad altre attività accada ciò che è avvenuto al Wet Industry. Dalla data di sottoscrizione del protocollo risalente a luglio 2023 tale azione non è mai stata attivata». Il presidente Graziano Dominidiato evidenzia: «Non contestiamo l’eventuale responsabilità dell’azienda e consci del fatto che il superamento dei limiti acustici di legge possa creare disagi ai residenti ma constatiamo che non è stato correttamente applicato il protocollo MoVda. La nostra associazione rappresenta la maggior parte dei pubblici esercizi di Aosta e proprio a tal proposito ribadiamo con forza che la soluzione non sia la chiusura delle attività ma impegnare tutti gli attori nel rispetto del documento in questione». Il presidente Graziano Dominidiato aggiunge: «Apprendiamo infine dalle pagine social che un’impresa a noi associata, la Maison Publique de la Cervoise (sempre in via Tourneuve, poco distante dal Wet Industry, ndr), ha annullato l’evento di venerdì (ieri, 10 maggio, per chi legge, ndr) per solidarietà. Ci auguriamo che ciò non rappresenti il primo segnale per far accantonare da parte dei pubblici esercizi ogni tipo di attività di intrattenimento. Tali eventi sono essenziali per una città che si definisce turistica oltre che universitaria. In base a quanto sopra esposto lanciamo un accorato appello a tutti i sottoscrittori del protocollo sulla movida per prendersi cura di tale spiacevole situazione. Non siamo ancora all’inizio dell’estate e già iniziano i conflitti e le problematiche».

La risposta del Sindaco

Critiche a cui il sindaco Gianni Nuti risponde constatando che «Per l’ennesima volta l’associazione Confcommercio Valle d’Aosta stipula patti e poi, invece di dialogare, lancia moniti a mezzo stampa. Il Sindaco viene accusato di ignoranza rispetto a cosa succede in città, ma è piuttosto Confcommercio a ignorare che quando la Procura della Repubblica adotta una misura così grave, evidentemente suffragata da accadimenti altrettanto straordinari, è tenuta alla massima riservatezza e dunque non avvisa proprio nessuno, compreso il Sindaco. Si ricorda, poi, all’associazione che ha sottoscritto il protocollo che il provvedimento adottato dalla Procura non ha nulla a che vedere con le misure previste dall’accordo in esso contemplate. Pertanto, nessuna delle iniziative adottate all’interno della cabina di regia - che l’Amministrazione contava di riunire a breve in vista dell’imminente stagione estiva e della posa dei fonometri già acquistati - avrebbe potuto evitare quanto accaduto con l’apertura di un fascicolo a seguito di una denuncia da parte del condominio di cui il locale fa parte. Infine, si fa presente che, nella mattinata di martedì 7 maggio, nel corso di una riunione a cui l’Amministrazione comunale ha preso parte con il Sindaco e con la vicesindaca Josette Borre, sono state affinate alcune procedure coordinate di controllo e comunicazione interistituzionale insieme al questore Gian Maria Sertorio sulla base degli accordi già presi al momento del suo insediamento».

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