Dal giornale

Valanghe, formati 488 cittadini e 263 studenti in Valle d’Aosta

Dal giornale 21 Maggio 2022 ore 16:04

Ben 30 atelier, di cui 13 sul territorio valdostano e 17 nelle scuole, per un totale di 488 cittadini e 263 studenti coinvolti. Sono i numeri del ciclo di incontri formativi del progetto "Risk-Act", per sensibilizzare studenti, cittadini e turisti sul pericolo valanghe e sulla sicurezza in montagna in inverno, mediante l'uso dell'innovativo strumento 3D Vr-Avalanche. Il progetto fa parte del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia "Alcotra" 2014- 2020. Gli incontri si sono conclusi giovedì 12 maggio al Liceo linguistico di Courmayeur e sono stati realizzati dalla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur, con la collaborazione di 18 guide alpine.

«La risposta delle persone coinvolte, la qualità della partecipazione e i riscontri ottenuti - spiega l'assessore regionale al Territorio, Carlo Marzi - sono la dimostrazione dell'efficacia dell'applicazione in realtà virtuale Vr-Avalanche, che è stata percepita in primo luogo come un importante strumento di introduzione al mondo della sicurezza in montagna, in secondo luogo come un valido supporto alla formazione. Grazie alla ripetibilità dei gesti i ragazzi hanno avuto modo di memorizzare le procedure di autosoccorso, automatizzando la sequenza di azioni che, in caso di incidente, si sarebbe tenuti ad eseguire».

Al progetto, hanno aderito sei istituzioni scolastiche, per un totale di 19 classi: «L'ampia richiesta da parte degli istituti scolastici e degli enti coinvolti di ripetere questi incontri formativi - prosegue l'assessore Carlo Marzi -, dimostra la concreta validità del percorso realizzato dal progetto e dell'interesse che esiste per i temi della sicurezza in montagna».

I progetti europei secondo Carlo Marzi sono «l'occasione per sviluppare e applicare con partner di altre regioni e paesi nuove tecnologie in settori di comune interesse, creando innovazione e occasioni di sviluppo per i territori.

In questo caso inoltre il connubio tra la ricerca applicata ai rischi naturali e la scuola consente di avvicinare i giovani alla montagna, attraverso un linguaggio moderno e accattivante, rendendoli maggiormente consapevoli e quindi più pronti rispetto ai pericoli».

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