Dal giornale

Studiare musica, tanti percorsi in Valle d’Aosta Si lavora alla riorganizzazione dell’offerta formativa

Dal giornale 30 Gennaio 2021 ore 15:27

La passione per la musica dei valdostani ha tante sfumature, non la superficialità. La musica si studia, da piccoli e da grandi, in tutti i modi possibili: in Conservatoire, in banda, nei cori, alla Sfom, oppure nelle scuole ad indirizzo musicale. Un gruppo di lavoro sul tema era stato chiesto già durante il Consiglio Valle di mercoledì 2 ottobre 2019 ed ora l'assessore regionale all’Istruzione Luciano Caveri richiama la mozione di Daria Pulz (Adu) di quel giorno per riaprire il discorso. «In passato ci fu del lavoro significativo - spiega l'Assessore - attorno ad un riordino e ad una razionalizzazione del settore dell'offerta musicale in Valle d’Aosta, dove la musica è importante e ricca. Su quel solco aggiorniamo il lavoro con tutte le espressioni del mondo musicale - preciso che chiederemo anche alle bande come ai cori di avere un rappresentante ciascuno - per capire come intrecciare il percorso verticale dei diversi insegnamenti». Negli anni Sessanta gli unici corsi di musica erano quelli proposti dal Cral Cogne, se non altro fino al 1966, quando l'Amministrazione regionale decide di sostenere i «Corsi regionali di musica» che poi si trasformeranno, nel 1980, nell'Istituto musicale regionale, che 12 anni dopo diventa Fondazione. E' del 1999 il pareggiamento della scuola di musica, che a quel punto si divide fra chi vuole fare della musica una professione, conseguendo un diploma di strumento, oppure che vuole suonare senza pensare ad una carriera specifica. Intanto si moltiplicano anche i corsi nelle bande, nascono nuovi cori e in ogni paese gli appassionati si ritrovano nelle sale parrocchiali o in quelle polivalenti per cantare e suonare qualunque genere, dal sacro al popolare, fino al pop e rock che, prima della nascita delle sale prova e degli studi di registrazione, si appoggiano agli spazi delle biblioteche. Si accende l'interesse per la musicoterapia, con corsi specifici, e si torna a parlare di scuola: questa volta non solo come Conservatorio, aprendo le scuole medie agli strumenti musicali. Nel 2006, coinvolgendo la Fondazione Istituto Musicale, l’Arcova (Associazione Regionale Cori Valle d’Aosta) e la Fédération des Corps Philarmoniques, il progetto «Musiquécole» si inserisce nei programmi scolastici di ogni ordine e grado, con Musica a Scuola (MaS) per infanzia e primaria; le prime Scuole Medie a Indirizzo Musicale (SMIM) che oggi sono 5 (ad Aosta Saint-Roch, Martinet e Lexert, poi a Morgex e a Pont-Saint-Martin). Viene data attenzione ai gruppi musicali dei ragazzi delle superiori, perché non è detto che tutti vogliano suonare in banda o nei gruppi tradizionali. Con la legge regionale 22 del 2012, si formalizza da un lato l'esistenza del Conservatoire e dall'altro la nascita della «Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale». Intanto nelle scuole di musica entra anche il jazz, si fa improvvisazione in una sala, mentre nell'altra si studia musica d'assieme nel programma classico. Oggi 28 cori fanno parte dell'associazione Arcova, le bande e i «corps philarmoniques» sono 17, riuniti nella «Fédération des Harmonies Valdôtaines». Volendo, si può iniziare a studiare musica in modo più impegnativo già in prima media, per poi iscriversi al Liceo musicale, nato nell'anno scolastico 2011-2012, e proseguire al Conservatoire nell'Alta formazione musicale, con il diploma di primo livello e, per alcuni strumenti anche di secondo livello. Ora, il nuovo gruppo di lavoro avrà tempo fino a venerdì 30 aprile per valorizzare e riorganizzare la ricca offerta formativa. Sarà composto dall'Assessore, da rappresentanti del Liceo musicale (Licam), del Conservatoire (IMP), della Sfom, e anche da 2 membri esterni, un rappresentante del mondo universitario valdostano e un rappresentante per cori, bande e gruppi musicali. «Ci vuole una normativa che eviti sovrapposizioni e duplicazioni - conclude Luciano Caveri - e che, se si può usare un termine musicale, dia armonia nei rapporti, che spesso hanno visto momenti polemici o incomprensioni, quando invece credo che si possa andare d'amore e d'accordo».

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