Dal giornale

Sono 18 i chilometri di piste per il fondo ad Ayas “Per prepararle è servito un lavoro impegnativo”

Dal giornale 09 Gennaio 2021 ore 09:09

A Ayas ha preso il via lo sci di fondo, con tutti i 18 chilometri del comprensorio aperti: sono a disposizione a Varasc 3 anelli da 2,2 chilometri, 4,2 chilometri e 5,3 chilometri (da lunedì 28 dicembre); a Periasc 4 anelli da 2, 3, 5 e 7,5 chilometri più il campo scuola (da mercoledì scorso, 6 gennaio). Le piste sono di proprietà del Comune, che le ha affidate in gestione per la stagione 2020-21 a Giuseppe Merlet, in sinergia con la Scuola di Sci, a cui si affianca il Consorzio turistico Val d’Ayas - Monterosa per quanto riguarda il marketing. Le abbondanti nevicate di inizio gennaio hanno aiutato, anche se sono state disomogenee in valle ed inversamente proporzionali alla quota: 70 centimetri a Challand, 40-50 centimetri a Brusson, 30 a Champoluc e 20 a Antagnod. Rendere la qualità dell’innevamento quasi perfetta è stato quindi laborioso.

«Lunedì 28 dicembre c’erano solo 18 centimetri di neve e, in assenza di innevamento programmato, è stato necessario un intervento di sistemazione del fondo della pista che ha richiesto un lungo lavoro. - spiega il direttore delle piste Giuseppe Merlet - I tracciati per lo sci da discesa sono preparati fin dall’estate; gli anelli per il fondo invece non vengono bonificati, sono prati pieni di buche, adibiti in primavera ed estate a pascoli e il cui terreno va reso omogeneo, prima di trasportarvi e battere la neve naturale. Ci vuole tenacia nella preparazione».

«Abbiamo cominciato da Varasc, che è la zona più fredda, per passare poi a Periasc, al cui centro servizi si possono acquistare i biglietti. - dichiara Tiziana Turino, assessore al Turismo di Ayas - Dopo che sono stati preparati i tracciati, è stato necessario, prima di aprirli al pubblico, valutare il rischio di valanghe e posizionare la cartellonistica, alla quale abbiamo lavorato insieme al Consorzio Turistico. Da circa un anno e mezzo avevamo in animo di rilanciare lo sci di fondo. Poi è arrivata la pandemia, che ha reso indispensabile trovare alternative allo sci da discesa, che sono sempre esistite ma che ora devono diventare più appetibili sul territorio. Nei prossimi anni continueremo questo lavoro di riposizionamento di Ayas come località ben attrezzata pure per il fondo, come era in passato».

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