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Si è spento don Giovanni Battista Minuzzo Fu parroco di Valpelline per ventisette anni

Si è spento don Giovanni Battista Minuzzo Fu parroco di Valpelline per ventisette anni
Dal giornale 02 Gennaio 2021 ore 12:36

E’ mancato al Priorato di Saint-Pierre nel tardo pomeriggio della Vigilia di Natale - giovedì scorso, 24 dicembre -, all’età di 95 anni, don Giovanni Battista Minuzzo.

Era nato a Vallonara, in provincia di Vicenza, il 6 luglio 1925. Ordinato sacerdote il 24 giugno del 1951, iniziò il suo ministero come vicario parrocchiale a Champoluc di Ayas e a Challand-Saint-Victor. Il 22 novembre del 1952 fu nominato parroco di Challand-Saint-Victor e venne poi trasferito a Valpelline il 1° settembre del 1973.

Dal 1998 al momento delle dimissioni da parroco - nel mese di luglio del 2000 - fu anche amministratore parrocchiale ad Ollomont.

Successivamente ricoprì l’incarico di cappellano del Monastero “Mater Misericordiae” di Quart fino al 2014 quando, per ragioni di salute, si ritirò al Priorato di Saint-Pierre.

Nei ventisette anni in cui è stato parroco a Valpelline, don Giovanni Battista Minuzzo ha saputo farsi amare per il suo grande dinamismo.

Erano ancora gli anni in cui il parroco non doveva “dividersi” in numerosi Comuni e quindi poteva vivere il paese e la parrocchia a trecentosessanta gradi. «Don Minuzzo è legato per me a tanti ricordi dell’infanzia. Io sono della classe 1974 e quindi ho fatto tutto il percorso di catechismo, Prima Comunione e Cresima con lui. - ricorda il sindaco di Valpelline Maurizio Lanivi, classe 1974 - Era iperattivo, sempre presente per organizzare iniziative per i giovani della parrocchia o per andare a trovare i malati, anche in ospedale. Ricordo che possedeva un “go kart” a motore: domenica la Messa era sempre piena di ragazzi che dopo si fermavano per poter fare un paio di giri! Distillava la grappa e aveva un grande amore per la montagna, condiviso dall’attuale parroco don Ivano Reboulaz. Non stava mai fermo, lo ricordo camminare in paese con la sua lunga tunica. Aveva mille risorse: ogni anno c’era un presepe diverso, con le statuine che si muovevano. Era davvero il parroco di una volta, che viveva la comunità e che poteva mantenere una parrocchia con una grande vitalità, cosa che ora non è più possibile, non certo per colpa di chi gli è succeduto ma semplicemente perché ora il parroco - con la responsabilità di tante parrocchie - dovrebbe avere il dono dell’ubiquità per essere presente tanto quanto lo era don Minuzzo».

La Messa esequiale, presieduta dal vescovo monsignor Franco Lovignana, è stata celebrata lunedì scorso, 28 dicembre, nella chiesa parrocchiale di Challand-Saint-Victor, paese nel cui cimitero ora don Giovanni Battista Minuzzo riposa.

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