Sgombero neve a St-Pierre, il Consiglio di Stato dà ragione alle ditte che avevano ricorso contro l’affidamento diretto
Il Consiglio di Stato ha annullato l'affidamento diretto del servizio di sgombero neve del Comune di Saint-Pierre per gli inverni 2020-2021, 2021-2022 e 2022-2023.
I lavori da 831 mila euro erano stati assegnati nel novembre 2020 dall'ente locale guidato, dal febbraio dello stesso anno, da una commissione straordinaria nominata dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose deciso dal Consiglio dei ministri.
A fare ricorso, e a vincerlo, è stata, insieme alla Tour Ronde, la ditta di Davide Bochet, 54 anni, di Saint-Pierre (già assolto 6 mesi fa nel procedimento penale per corruzione contestata dalla procura in diverse vicende legate a società partecipate valdostane, tra cui il Forte di Bard).
Le imprese che si sono aggiudicate in via diretta i lavori (il raggruppamento temporaneo composto da Pietra di Morgex, Renda Angelo & C, Ediluboz) avrebbero beneficiato di condizioni contrattuali migliori («notevoli divaricazioni» secondo i giudici) rispetto a quelle prospettate durante le 2 precedenti procedure di affidamento andate deserte anche perché per Davide Bochet e la Tour Ronde - scrivono gli stessi ricorrenti - non era stato possibile «formulare una offerta ragionevolmente redditizia». Secondo i giudici della quinta sezione «non è dato comprendere come, nella gara aperta, sia stata previsto un maggior numero di mezzi per un corrispettivo annuale inferiore a quello riconosciuto per l'affidamento diretto; e, in questo, sia stato preteso un minor numero di mezzi per un corrispettivo annuale maggiore».
Per i magistrati, inoltre - si legge nella sentenza -, «le modifiche alle condizioni contrattuali introdotte in sede di procedura negoziata incidono in maniera significativa su profili fondamentali del programma contrattuale (dall'importo del corrispettivo alla durata dell'affidamento, alla disponibilità dei mezzi), né tali previsioni risultano comparabili o proporzionate».
Le 2 gare andate deserte erano una procedura aperta e una richiesta di manifestazione di interesse. Con l'affidamento diretto - è la tesi dei ricorrenti, sposata dal Consiglio di Stato - «le modifiche avrebbero interessato la durata dell'appalto (tre anni, in luogo della durata pari a un anno per l'appalto di cui alla prima procedura negoziata); la non suddivisione dell'appalto in lotti; il corrispettivo dell'appalto notevolmente più elevato (277.000 euro per ciascun anno, in luogo di 224.400 euro oltre Iva, peraltro suddiviso in due lotti, per un unico anno)» ma anche «la disponibilità, a titolo gratuito, di spazi pubblici per il ricovero di mezzi e attrezzature o dei luoghi di scarico della neve; la richiesta di mezzi con caratteristiche e costi inferiori rispetto a quelli previsti per entrambi i lotti nella manifestazione di interesse e comunque in numero inferiore». Il Consiglio di Stato è passato all'esame del merito dopo aver smentito la decisione del Tar della Valle d'Aosta, che aveva dichiarato il ricorso irricevibile «per la tardività della notifica». I giudici amministrativi di secondo grado hanno infine condannato il Comune di Saint-Pierre al pagamento di 4 mila euro per spese giudiziali ai due ricorrenti.
«Abbiamo sempre sostenuto con l’amministrazione che quella procedura non fosse corretta, abbiamo dovuto impegnare gli atti per ottenere soddisfazione. Siamo contenti del risultato» dichiara Davide Bochet, assistito dall’avvocato Giovanni Borney.