Dal giornale

Scoppia la polemica sul progetto di due nuove sale da gioco a Quart

Dal giornale 13 Marzo 2021 ore 08:44

Rischia di diventare un caso politico in Regione il progetto per aprire 2 nuove sale giochi nel palazzo de L’Amérique di Quart. A dare l’altolà, sia pur non citando esplicitamente l’operazione che vede in campo 2 distinte cordate, è il Progetto Civico Progressista con un comunicato a sorpresa in cui si legge che «Visto il grande lavoro svolto dalle precedenti legislature per arginare il gravissimo fenomeno dell’azzardopatia, reputa preoccupante l’inserimento di un articolo nella legge omnibus per limitare i luoghi sensibili che sono determinanti per definire la collocazione delle slot ai soli luoghi pubblici lasciando libera apertura presso strutture identiche ma private. Tale proposta è priva di alcuna motivazione plausibile che non sia l’interesse dei gestori delle sale da gioco e simili e rischia di vanificare i frutti del faticoso lavoro non solo della regione ma anche dei Comuni che hanno emesso i regolamenti. Ricordiamo che il fenomeno ha aumentato in modo esponenziale il tasso di suicidi e coinvolge spesso anche minorenni. La grave crisi economica provocata dalla pandemia rischia di aumentare ulteriormente il danno sociale che, proprio per l’aumentata comprensione della situazione da parte delle autorità, è stato e deve restare drasticamente limitato. Ci sentiamo quindi di lanciare un appello a tutte le forze presenti in Consiglio regionale per evitare che questo articolo arrivi in aula, costringendo il Consiglio, e a cascata gli Enti locali, a reiterare un percorso già fatto con dedizione e sensibilità per arginare questo problema universalmente riconosciuto». Il retroscena è che la modifica alla legge permetterebbe di insediare nell’edificio a Quart 2 nuove sale giochi, una nel Prince della Snai e l’altra nel Tatoo della Sisal. Peccato che proprio qui siano presenti pure un paio di palestre, una scuola di danza e uno studio medico che a rigor di logica vanno considerati come un luoghi sensibili e perciò impedirebbero l’apertura nelle loro vicinanze di attività di questo tipo. Il ruolo di controllore, in questo caso, spetta al Comune di Quart.

Tutto ciò però cambierebbe con la variazione della norma che si profila all’orizzonte, dato che appare renderla meno stringente. Nel disegno della “Legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per l’anno 2021”, che il Consiglio Valle esaminerà prossimamente, è infatti contenuta una revisione della definizione degli “obiettivi sensibili”. Nella nuova formulazione del testo, spariscono gli sportelli bancomat.

Inoltre, viene previsto che il divieto di aprire sale gioco nel raggio di 500 metri da “strutture culturali, ricreative o sportive, nonché da strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e da strutture ricettive per categorie protette” valga solo se queste sono di natura pubblica, mentre ad oggi era in vigore in senso assoluto, cioè anche per quelle gestite da privati. Al momento, il testo è stato esaminato da 3 Commissioni consiliari e prosegue il suo iter verso l’aula.

Insomma, un quadro che farebbe storcere più di un naso in maggioranza, perché se sembra che le modifica alla legge potrebbe trovare una sponda nella Lega Vallée d’Aoste, considerato che l’avvocato Paolo Sammaritani segue professionalmente la vicenda, è altrettanto vero che per esempio l’assessore alla Sanità Roberto Barmasse, di professione medico, non sarebbe, secondo le voci, favorevole a questo passaggio. Senza dimenticare il sindaco di Aosta Gianni Nuti, molto attento a queste problematiche, che potrebbe vedere i giocatori aostani “migrare” verso la vicina Quart. Il sindaco Gianni Nuti commenta: «Il fenomeno azzardopatia non è risolvibile sposando un regime di proibizionismo assoluto, soprattutto oggi quando il fenomeno dilaga in rete, ma neppure con un lassismo che lasci campo libero a chi ama lucrare sulle schiavitù dei deboli. La strada maestra non è tanto censurare, quanto dare confini stretti e sensibilizzare le coscienze - soprattutto dei giovani - al valore del fare produttivo, del creare, del vivere di esperienze e non solo di denaro facile. Certo, ho sempre trovato deplorevole concedere licenze a sale gioco d’azzardo in prossimità di scuole e luoghi di aggregazioni per le nuove generazioni, perché questo è implicitamente diseducativo».

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