Dal giornale

Sci, per la partenza la nuova data è lunedì 18 gennaio «La scorsa stagione avevamo già fatturato 34 milioni»

Dal giornale 02 Gennaio 2021 ore 00:00

«Aprire gli impianti di risalita oggi vorrebbe dire consentire di sciare al massimo a qualche valdostano e basta. Si aggiungerebbe così danno a danno. Sarebbe un esercizio sterile anche se è una possibilità che ci consente la legge da poco approvata». Lo ha detto l'assessore regionale con delega agli impianti di risalita, Luigi Bertschy, nel corso della conferenza stampa di fine anno della Giunta regionale, convocata nella mattinata di martedì scorso, 29 dicembre. In buona sostanza quella di Luigi Bertschy è stata una replica alle affermazioni della Lega secondo cui la Valle d'Aosta potrebbe riaprire subito gli impianti di sci, proprio grazie alla legge regionale «anti Dpcm».

Lunedì 18 gennaio

La riapertura degli impianti sciistici al 7 gennaio è quindi definitivamente tramontata. A confermarlo è anche una lettera del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che chiede ai ministri della Salute e degli Affari Regionali di rimandare l'apertura a lunedì 18 gennaio, 10 giorni dopo la data inizialmente prevista. Una decisione non sarà comunque presa prima di un ulteriore parere del Comitato Tecnico Scientifico che ha fatto sapere che una discussione sull'argomento sarà sul tavolo nella prima decade del nuovo anno.

Le Regioni chiedono anche che a riaprire siano solo gli impianti nelle zone gialle e non quelli in zone rosse o arancioni. E questo in modo automatico, come avviene per le altre aperture e chiusure a seconda della zona. La richiesta della Conferenza è quella di far valutare il documento al Cts entro il 7 gennaio, affinché possa essere incluso nel prossimo Dpcm che entro il 15 gennaio sostituirà quello in scadenza.

La data indicata - il 18 gennaio - è un lunedì. Non un fine settimana, proprio per evitare l’«arrembaggio» degli sciatori agli impianti e quindi l’ennesimo autogol con le immagini degli assembramenti alla partenza di seggiovie e funivie.

«Questa data la riteniamo ultima per poter dare un senso a questa stagione invernale e per programmare sia le assunzioni che le aperture degli impianti» dichiara Luigi Bertschy.

«Dall'altra parte, per la prima parte della stagione, - prosegue l’Assessore - chiediamo una richiesta forte di ristori per le società di impianti a fune, per i maestri di sci, per tutti gli operatori che in questo periodo sono rimasti fermi e senza reddito. Oggi non si può fare programmazione perché si vive nell'incertezza, quindi abbiamo modificato il protocollo di modo che nel prossimo Dpcm ci possano essere le indicazioni per la gestione degli impianti e per la data di apertura».

Nel suo discorso di fine anno Luigi Bertschy ha pure precisato che «Gli obiettivi, per il rilancio dello sci, sono la revisione del modello di governance delle società partecipate per i grandi comprensori, la pianificazione degli investimenti strategici, lo studio di una legge a sostegno dei piccoli comprensori e il sostegno alla pratica del fondo e dello sci alpinismo».

«L’anno scorso di questi tempi festeggiavamo un fatturato di 34 milioni di euro» ha rilevato l’Assessore per far capire quanto sta perdendo il settore con le chiusure, in particolare senza vacanze di Natale. Fatturato limitato agli incassi delle società di gestione, sicuramente il doppio per l’indotto. «Il danno economico che stiamo subendo sta tutto in questi numeri: in un fatturato pari quasi a zero ed un settore completamente fermo».

L’appello delle terre alte

«La montagna è vita»: parte dalla Valle d'Aosta un appello al Governo italiano per chiedere la giusta attenzione per le terre alte. Promotrice dell'iniziativa è l'Avif Associazione valdostana degli impianti a fune presieduta da Ferruccio Fournier, che ha annunciato la presentazione di un documento nel quale «sono riportate le istanze del mondo della montagna, che attende tempistiche certe e modalità sicure per la ripartenza della stagione turistica invernale». Hanno contribuito la Giunta regionale, le organizzazioni sindacali del settore impianti a fune (Cgil, Cisl e Savt), la Chambre valdôtaine, l'Associazione valdostana enti gestori piste di fondo, il Consiglio permanente degli enti locali. Sono invitati all'adesione tutti i professionisti della montagna «Che si ritrovano nell'esigenza di tutelare un mondo che vive della neve, accogliendo residenti e turisti tra le montagne della Valle d’Aosta».

Nei prossimi giorni, infine, verrà chiesto al presidente della Regione Erik Lavevaz di farsi portavoce dell'iniziativa, inviando il documento al Governo italiano.

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