Dal giornale

«Reincarico a Conte? Il mio voto non sarà scontato» Crisi di governo, l’avvertimento del senatore Lanièce

«Reincarico a Conte? Il mio voto non sarà scontato» Crisi di governo, l’avvertimento del senatore Lanièce
Dal giornale 16 Gennaio 2021 ore 16:04

Le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto di Italia Viva, decise assieme a Matteo Renzi al termine di trattative e caos, hanno aperto la crisi di governo. Il leader di Italia Viva ha come obiettivo principale quello di dare vita a un governo istituzionale che arrivi fino alla fine della legislatura. Un esecutivo con tutti dentro ma senza la guida di Conte. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiede di fare in fretta e ha incontrato il Premier.

Il tema di questi giorni quindi è la ricerca dei cosiddetti «costruttori», ovvero i nuovi «responsabili», in sostanza una pattuglia di senatori (alla Camera il problema della maggioranza non c’è) da recuperare tra i diversi gruppi politici per dare vita ad una nuova formazione che possa sostituire Italia Viva. Il presidente della Repubblica ha però fin dall’inizio posto dei paletti spiegando a Conte - che ha assicurato di volere parlamentarizzare la crisi affrontando la discussione alle Camere all’inizio della prossima settimana chiedendo il voto di fiducia - che avrebbe accettato solo una nuova maggioranza con gruppi organici, non insomma composta da singoli senatori che vi aderiscono a titolo personale.

Una situazione, quella provocata dall’ex premier Matteo Renzi, che il senatore Albert Lanièce giudica «Spericolata, perché potrebbe paralizzare il paese in un momento in cui c’è bisogno di affrontare una crisi difficilissima che necessita di tutte le istituzioni nel pieno delle loro funzioni. C’era però bisogno di più condivisione - ammette - nelle scelte strategiche tra Governo e Parlamento e questo può essere una motivazione a favore di chi ha aperto la crisi».

Secondo Albert Lanièce «La via d’uscita rappresentata dalle elezioni è la più remota». Ora si parla del voto di fiducia la prossima settimana, lunedì alla Camera e martedì al Senato, dove i numeri sono risicatissimi. Cosa farà Albert Lanièce? Voterà la fiducia? «Il mio voto può essere determinante qualora vi sia coesione di tutto il gruppo “Per le Autonomie”, - riferisce Albert Lanièce - diversamente da solo conta molto relativamente».

Tra le ipotesi messe in campo figura pure un reincarico a Giuseppe Conte: «Il mio appoggio ad un Conte ter non è per nulla scontato e ho già dato segnali in questo senso. - puntualizza il Senatore valdostano - La scarsa attenzione per la montagna e per la Valle d’Aosta in particolare, sono un punto critico di questo Governo durante la crisi pandemica. Segnali di dissenso li ho dati e li sto dando. Quindi ad una eventuale richiesta di fiducia per un Conte ter o per un nuovo governo questa volta vorrei vedere azioni concrete per la nostra realtà alpina, a partire da ciò che sarà previsto per la Montagna sul ristori».

Pare infatti non vi siano concrete alternative a Conte, «Se non i nomi di Mario Draghi, che mi sembrerebbe non utile sprecare in questa fase visto l’alto profilo della persona, e Dario Franceschini. Vedremo».

«Ci sarebbe parecchio da dire nel merito di ciò che è accaduto in queste settimane, - riferisce la deputata valdostana, Elisa Tripodi, Movimento 5 stelle - fino ad arrivare alla consegna delle dimissioni delle Ministre di Italia Viva, ma ciò che traspare con assoluta certezza è la totale irresponsabilità di Matteo Renzi, accecato esclusivamente dalla sua invidia nei confronti del Presidente del Consiglio, ha anteposto le necessità del paese al suo narcisismo smisurato. Alle responsabilità che ha questo governo, di fronte ad un momento estremamente drammatico per il Paese, Matteo Renzi si è dimostrato estremamente inaffidabile; alla stabilità e al bisogno di dare risposte immediate ai problemi reali, si decide di aprire una crisi al buio dove è stato impossibile trovare il merito: unico obiettivo,infatti, era quello di arrivare alla vera e propria rottura».

«La crisi ha dei tempi tecnici che dovranno inevitabilmente essere compressi proprio perché al paese serve una stabilità immediata e ogni tentativo di ricomporre lo strappo dovrà essere praticato dal Presidente Conte.

Il Movimento 5 stelle è compatto intorno a Conte cosi come il Partito democratico e Leu. Il Movimento ha a cuore la ripartenza di questo paese utilizzando al meglio tutte le enormi risorse che stanno arrivando dall’Europa. Si deve lavorare per dare risposte al tessuto produttivo, economico, sociale e sanitario dell’Italia.

Ogni scenario in questo momento è assolutamente possibile - conclude - e, in ogni caso, sarà il Parlamento a decidere, com’è giusto che sia in una Repubblica parlamentare».

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