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Referendum sulla riforma della legge elettorale Nuova richiesta di precisazioni agli esperti

Referendum sulla riforma della legge elettorale Nuova richiesta di precisazioni agli esperti
Dal giornale 07 Gennaio 2023 ore 20:56

Per il Progetto Civico Progressista, la richiesta di precisazioni al professor Massimo Luciani sulla base del parere del costituzionalista Andrea Morrone «è l'ennesimo episodio dell'affannosa ricerca da parte dei vari consiglieri regionali, in particolare di esponenti della Lega e dell'Union Valdôtaine, di trovare pretesti per non consultare la popolazione valdostana su un tema cruciale come quello della riforma elettorale». Lo scrivono Chiara Minelli ed Erika Guichardaz, consigliere del Pcp, dopo la seduta di giovedì scorso, 5 gennaio della prima commissione, convocata d'urgenza per discutere del referendum consultivo di iniziativa popolare sulla proposta di legge per l'elezione diretta del presidente della Regione.

«È da maggio che si rinnovano questi tentativi di trovare supporti giuridici al rifiuto di fare il referendum consultivo richiesto da 3.363 elettori valdostani» ricordano Chiara Minelli ed Erika Guichardaz. Secondo le quali, il referendum consultivo «sarebbe di estrema utilità per capire qual è il sentire comune sui principi fondamentali della riforma». La richiesta di approfondimenti a Massimo Luciani è «assai discutibile, poiché i pareri pervenuti sono ampi e articolati, la deliberazione sul referendum è all'ordine del giorno in quanto ammissibile e ora la decisione sulla sua effettuazione spetta al Consiglio e non può essere risolta attraverso un confronto meramente teorico tra costituzionalisti». Chiara Minelli ed Erika Guichardaz concludono: «La scelta ha un carattere strettamente politico e i consiglieri devono decidere se dare o meno la parola ai cittadini».

La richiesta di ulteriori precisazioni a Massimo Luciani, sulla base del parere di Andrea Morrone, è stata decisa dalla prima commissione Istituzioni e autonomia: «La commissione è stata convocata su richiesta della Lega - dice il presidente Claudio Restano - e abbiamo deciso di trasmettere al professor Luciani, consulente della prima commissione, il parere del professor Andrea Morrone, consulente di parte nominato dal Progetto Civico Progressista che, più volte, richiamava nel suo documento le dichiarazioni di Luciani».

Ora Massimo Luciani «potrà formulare, qualora lo ritenga opportuno, precisazioni in merito a quanto da lui esposto». Per Claudio Restano è «un passaggio doveroso per permettere all'assemblea di confrontarsi senza dubbi residui, con chiarezza e serenità su una materia delicata e complessa che deve essere affrontata con un dialogo aperto, leale, teso a ottenere la massima condivisione possibile».

Nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale è iscritto l'oggetto che riguarda appunto l'approvazione dell'iniziativa popolare sulla richiesta di referendum consultivo sulla riforma della legge elettorale regionale della Valle d'Aosta. Il Consiglio si riunirà mercoledì 11 e giovedì 12 gennaio. «L'assunto è che questa sia una scelta politica che deve fare il Consiglio regionale» afferma Erika Guichardaz di Progetto Civico Progressista, che aggiunge: «I consiglieri dovranno decidere se consentire ai valdostani di esprimersi o se continuare nell'idea che la partecipazione non sia importante e che i 35 eletti possano decidere senza mai sentire i cittadini, anche su temi di particolare rilievo».

«Mi farebbe specie se il Consiglio regionale dicesse 'no'. Perché poi comunque se i cittadini arriveranno a votare 'sì' a questi quesiti, è il Consiglio regionale che deve fare la legge» sostiene Chiara Minelli, consigliera del Progetto Civico Progressista.

«Il comitato ha inviato una richiesta alle varie forze politiche per sentirsi e per capire qual è l'orientamento. Credo che qualcuno ha risposto, qualcuno non ancora. Effettivamente i tempi si riducono. Bisognerà arrivare perlomeno con un'idea». La consigliera ha attaccato: «La nostra proposta di legge è di maggio, le audizioni sono iniziate a novembre. Ci siamo resi conto in questo periodo di un atteggiamento teso a rimandare. Si è cercato di acquisire pareri a conforto del fatto che la materia sia troppo complessa».

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