Dal giornale

“Quelle quattro villette sono da demolire”

Dal giornale 24 Aprile 2021 ore 03:51

Hanno 60 giorni per lasciare le loro case e farle demolire: sono 4 famiglie di La Thuile, per un totale di 13 persone, che di fronte al Consiglio di Stato hanno perso la causa cui si sono rivolti alcuni proprietari di seconde case del Condominio Hermite. La sentenza è stata emessa giovedì 25 marzo ma è stata pubblicata solo giovedì scorso, 22 aprile, mettendo la parola “fine” ad una discussione che va avanti da una decina d’anni, da quando nel villaggio di Moulin hanno costruito le loro villette le famiglie di Carlo Ceffa, Stefano Raffaelli, Adelaide Cermenati e Alessandro Bandito.

Insieme al Comune di La Thuile - il cui sindaco Mathieu Ferraris preferisce non commentare la situazione - si sono trovati a rispondere alle richieste del Condominio Hermite e dei proprietari Giancarlo Ciceri, Alessandra Albertini e Maria Teresa Fadin. Le famiglie avevano acquistato un terreno edificabile servito da una strada vicinale, accanto al condominio, e durante la costruzione avevano avuto accesso, temporaneo, al cantiere attraverso una zona protetta. Il diritto di passaggio però non è mai arrivato e, di sentenza in sentenza, si è arrivati a quest’ultima del Consiglio di Stato, che fa riferimento anche ai lavori approvati dal Comune per un parcheggio da costruire su un terreno del condominio che servirebbe anche per la nuova fermata della navetta interna al paese, nella zona di Moulin. La nuova viabilità servirebbe a creare l'accesso alle villette che però, secondo la sentenza, sarebbero state costruite con concessione edilizia non legittima "Poiché gli interessati erano privi della disponibilità giuridica della viabilità necessaria per l’accesso ai nuovi fabbricati". L’ultima possibilità per salvare le abitazioni, su cui grava ancora un mutuo, sarebbe un accordo stragiudiziale mediato da un commissario, che il Consiglio di Stato ha identificato nel Prefetto della Regione.

Intanto il Comune ha recentemente approvato interventi di miglioramento dell’area, i cui progetti sono avviati ma non ancora finanziati: il costo raggiunge il mezzo milione di euro per la sistemazione della nuova strada comunale, di un impianto di fognatura per lo scarico delle acque bianche e dell'illuminazione pubblica. Ma soprattutto, nell’area oggetto della sentenza, sarebbe previsto un nuovo punto di fermata e manovra della navetta per il servizio di trasporto pubblico e un nuovo parcheggio sorgerebbe sul terreno che verrebbe espropriato al condominio: una scelta che, in virtù della sentenza, sarà da rivedere.

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