Dal giornale

«Quali altre “importanti novità” servono perché si opti per un nuovo ospedale?”

Dal giornale 17 Aprile 2021 ore 03:03

Da un lato un ospedale nuovo dal costo stimato di 140 milioni di euro, tempi di costruzione di 4 anni (più quelli necessari alla progettazione), una superficie di 80mila metri quadri (con altri 1.000 per i parcheggi), strutture innovative per il risparmio energetico, una piazzola interna per gli elicotteri e arredi e attrezzature completamente nuovi. Dall’altra una ristrutturazione dal costo di 170 milioni di euro che verrà realizzata in 10 anni su 73mila metri quadri, con parcheggi da definire, nessuna area di atterraggio per elicotteri prevista e attrezzature tecnologiche rinnovate solo al 44 per cento. E’ questo il raffronto proposto dal comitato ValléeSanté, che caldeggia la realizzazione di un nuovo ospedale anziché l’ampliamento del “Parini”. L’argomento è recentemente tornato all’ordine del giorno anche in Consiglio Valle, con la Lega che - nella persona della consigliera Nicoletta Spelgatti - ha preso posizione per la nuova edificazione.

«Uno studio della Investing in Hospital of the Future invita gli amministratori “a non concentrarsi solo sulla tattica e i costi immediati ma a guardare alla strategia cioè alla durata della vita delle strutture per non gravare sulle generazioni future”. - si legge in una nota del comitato ValléeSanté - Qualche domanda: a quali generazioni stanno guardando i nostri amministratori? Quanti sono i posti letto previsti nel progetto attuale? Quante saranno le future sale operatorie? Che spazio è previsto per le post-acuzie? Dove sono previste le attività ambulatoriali? Quali attività “green” sono previste nella realizzazione delle nuove strutture? Quali sono gli specifici motivi che fanno ritenere opportuno il progetto in corso rispetto ad una scelta alternativa? Qualcuno dice che si va avanti con il vecchio progetto a meno che non intervengano importanti novità. L’insorgenza del Covid, la scoperta del guerriero celtico, la ridefinizione del progetto originale, l’eliminazione della piazzola per l’elisoccorso e di un piano dell’ampliamento per far posto al Museo, la mancata scelta, ancora ad oggi, tra le 2 ipotesi progettuali che vedono l’una la demolizione dell’ala attuale delle Chirurgie e l’altra il suo mantenimento, il mancato rispetto (sempre ad oggi) della Direttiva Europea 31/2010/UE del 19 maggio 2010 per arrivare a strutture ad energia zero: non sono queste “importanti novità” che dovrebbero suggerire di rivedere la vecchia scelta progettuale?».

Mercoledì scorso, 14 aprile, la petizione del Comitato ValléeSanté è stata presa in esame dalla quinta commissione consiliare “Servizi sociali”. «Abbiamo determinato le audizioni da effettuare e pianificare in accordo con i colleghi della terza commissione "Assetto del territorio": - illustra la presidente Erika Guichardaz - sentiremo i progettisti e la Société Infrastructures Valdôtaines per avere gli ultimi aggiornamenti, il soggetto attuatore del piano di adeguamento dell'ospedale Raffaele Rocco, l'assessore alla Sanità Roberto Barmasse, la direzione strategica dell'azienda Usl, i sindacati confederali e i sindacati medici. Inoltre, vogliamo confrontarci con i progettisti della Città della salute di Torino e dell’ospedale di Garbagnate, nonché con l'assessore alla Sanità del Piemonte Luigi Icardi»

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