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Quadro di Ligabue rubato, il curatore della mostra Sandro Parmiggiani respinge l’accusa di ricettazione

Quadro di Ligabue rubato, il curatore della mostra Sandro Parmiggiani respinge l’accusa di ricettazione
Dal giornale 03 Settembre 2022 ore 23:53

Giovedì scorso, 1° settembre, è durato un’ora e 45 minuti l’interrogatorio di Alessandro - detto Sandro - Parmiggiani, 75 anni, di Reggio Emilia, uno dei 2 indagati per ricettazione dopo il sequestro di un quadro di Antonio Ligabue risultato rubato nel 1991 in una villa di Boretto, in provincia di Reggio Emilia. «Il mio assistito si è fatto interrogare e ha chiarito la sua posizione, ribadendo l'assoluta estraneità ai fatti contestati. - ha dichiarato il suo avvocato Domenico Noris Bucchi al termine dell'interrogatorio in Procura - Siamo fiduciosi che la procura possa aver recepito positivamente la nostra ricostruzione».

Con un valore stimato stimato tra i 250 e i 300mila euro, il dipinto “Autoritratto con spaventapasseri” era stato notato in una mostra al Forte di Bard - polo museale che gli inquirenti ritengono parte lesa - nel gennaio scorso da un’ottantenne emiliana, oggi residente a Milano, che nel 1991 subì il furto e che da allora non ha mai smesso di cercare l'opera. Sandro Parmiggiani, tra i massimi esperti dell'artista morto 57 anni fa a Gualtieri, era il curatore di quella mostra. La Procura di Aosta ha ricostruito che ha avuto l'opera dalla gallerista Patrizia Lodi, 67 anni, di Sala Baganza, in provincia di Parma, per poi organizzare la mostra “Antonio Ligabue e il suo mondo” e vendendola al Forte di Bard. Di quel quadro - sempre secondo gli inquirenti - Patrizia Lodi non avrebbe accertato la provenienza. Anche lei è indagata per ricettazione e si è sottoposta a interrogatorio mercoledì 13 luglio scorso. L'inchiesta del pm Giovanni Roteglia non è ancora chiusa.

Dopo la segnalazione ai carabinieri del Nucleo tutela dei beni culturali di Monza era scattato il sequestro e la Procura di Aosta aveva aperto il fascicolo. Secondo quanto accertato dalla Pinacoteca di Brera, il quadro esposto è effettivamente quello rubato nel 1991. Realizzato tra il 1957 e il 1958 e pagato 4.000 lire all'epoca, dopo il furto di 31 anni fa ha subito una modifica: la rimozione di una libellula dipinta in alto a destra, poi ricoperta con i colori del cielo. Un'operazione utile secondo gli investigatori a mascherare l'opera. L'ultimo passaggio di proprietà del quadro risale al 2015 e da allora, ha appurato la Procura di Aosta, è stato esposto almeno in altre 3 mostre.

Il curatore della mostra Sandro Parmiggiani respinge le accuse, a sinistra il quadro risultato rubato

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