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Paolo Mei, per 12 anni speaker del Giro d’Italia “Una gioia immensa tornare nella mia Cogne”

Paolo Mei, per 12 anni speaker del Giro d’Italia “Una gioia immensa tornare nella mia Cogne”
Dal giornale 14 Maggio 2022 ore 18:18

Gli speaker valdostani sono stati protagonisti di 21 edizioni della corsa rosa, di 3 Mondiali di fondo in Val di Fiemme e di tanti eventi internazionali ma mai nessuno era riuscito a poter commentare un grande evento nel suo paese come accadrà domenica 22 maggio a Paolo Mei di Cogne. Il suo esordio nelle corse de La Gazzetta dello Sport e in particolare al Giro è nel 2011 a 2 passi da casa nella crono a squadre da Venaria Reale a Torino con Marco Pinotti in maglia rosa. Adesso con Stefano Bertolotti e in alcune occasioni Barbara Pedrotti e in lingua inglese Anthony Mc Crossan si alterna a presentare partenze e arrivi, da Budapest alla Sicilia ed ora la risalita dello stivale verso casa.

«La 105esima edizione del Giro - sottolinea Paolo Mei - coincide per me con la mia 12esima volta alla corsa rosa dal 7 maggio 2011 ad oggi. Una gioia immensa per me, innamorato di ciclismo e di mountain bike, ex corridore di scarsissimo livello ma appassionatissimo di 2 ruote. Con Stefano Bertolotti abbiamo iniziato assieme al Giro e dopo 12 anni, siamo ancora qui. Siamo molto affiatati, diversi nel modo di lavorare, tuttavia complementari. Non avrei mai immaginato, da giovane di diventare speaker, ma soprattutto voce del Giro. Ho corso in bici per diversi anni e il mio punto di riferimento era Cesarino Cerise, valdostano, 9 anni al Giro d’Italia da speaker dal 1989 al 1997, è stato il mio maestro quando descriveva dal microfono le gare in cui giocavo a fare il corridore. La mia prima volta al Giro, da spettatore fu nel 1985 proprio a Cogne, il paese dove vivo. Poi andai a Pila nel 1992 a vedere l’arrivo di tappa, a Genova nel 2004 e a La Thuile nel 2006.» Quindi come è approdato alla corsa rosa? «Venni contattato dopo aver fatto lo speaker quasi per caso ad alcune gran fondo di ciclismo, in primis la Fausto Coppi, poi la Colnago e la Polti. Venni notato e mi testarono al Giro del Piemonte 2010. Da allora ho avuto l'onore di raccontare tutte le corse di RCS, per me un sogno. Da bambino preferivo il calcio, però quando iniziai a correre in bici il mio mese di maggio era scandito da lavoro, allenamento e ovviamente Giro d'Italia incollato alla televisione. Ho commentato tutti gli arrivi valdostani in questi anni, Cervinia 2012, 2015, 2018, Courmayeur 2019 e adesso ho la fortuna di farlo in casa a Lillaz. Credo di essere la persona, nel mondo, che ha percorso più di tutti quel tratto di strada, poiché fa parte dei miei giri in bicicletta ancora adesso. Vedere quel tratto tutto rosa ed accendere il microfono davanti ai miei compaesani sarà come mettere la ciliegina sulla torta.» Un altro evento da non dimenticare? «Direi come nel 2019 quando commentai la doppietta valdostana in Coppa del Mondo di fondo nella sprint sui prati di Sant’Orso di Federico Pellegrino e Francesco De Fabiani.» Chi vincerà il Giro 105? «Richard Carapaz o Joao Almeida». E domenica 22 la tappa a Cogne? «Simon Yates, Alejandro Valverde o Joao Almeida.»

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