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Nella cascina del castello una comunità per persone autistiche Dopo tre anni il progetto sembra arrivato a un punto di svolta

Nella cascina del castello una comunità per persone autistiche Dopo tre anni il progetto sembra arrivato a un punto di svolta
Dal giornale 13 Marzo 2021 ore 09:09

Torna di attualità la fondazione “La Cascina del castello”, costituita nel mese di ottobre del 2017 con l'obiettivo di creare sul territorio valdostano la prima “farm community” dedicata all'autismo. Il progetto consiste nella ristrutturazione della cascina del castello di Fénis, che da edificio in disuso verrà recuperata e trasformata in una comunità residenziale affiancata da una fattoria dove adulti con autismo potranno vivere ed essere impegnati in attività agricole. Si tratta della prima iniziativa dell’associazione "Durante e Dopo di Noi" per l'autismo in Valle d'Aosta. Dalla costituzione della fondazione sono ormai passati più di tre anni e finalmente a breve si dovrebbe compiere il primo importante passo.

«Per quello che riguarda l'avanzamento del progetto ha sicuramente pesato l'instabilità politica. - spiega Antonio Corraine, ideatore dell’iniziativa e fratello di un giovane adulto con autismo - Per fortuna, però, sembra che adesso si stia finalmente avviando l'iter formale per la sua realizzazione e quindi, dopo tanti confronti ai tavoli, l'ultimo agli inizi dello scorso mese di febbraio, nelle prossime settimane dovremmo arrivare ad avere qualcosa di scritto. Con l'ultima riunione si è giunti finalmente ad una quadra e si è capito che l'iter da seguire sarà quello di convocare la Conferenza dei Servizi, primo passo per arrivare all'accordo di programma che andrà a definire i ruoli dell’Assessorato della Sanità, del Comune di Fénis e della Fondazione stessa. Quello che aspettiamo è di avere qualcosa di scritto che attesti finalmente l'assegnazione alla Fondazione di quell'area per la realizzazione del progetto».

«Per quello che riguarda le tempistiche - prosegue Antonio Corraine - vorremmo partire sin da subito con i bandi perché l'epidemia ha fatto emergere in maniera brutale la mancanza di servizi altamente specializzati dedicati all'autismo in particolare per il “dopo di noi” e dobbiamo fare in fretta perché è già passato troppo tempo e i genitori dei nostri ragazzi stanno invecchiando. La speranza è di realizzare il progetto in quattro o cinque anni».

La struttura potrà accogliere sedici ragazzi a tempo pieno mentre per tutte le altre attività diurne - laboratori, stalla, inserimenti socio-occupazionali e lavorativi - l'idea è quella di raccogliere un centinaio di persone che possano turnare e far parte così della rete dei servizi offerti. «In maniera ottimistica ma realizzabile possiamo dire che tutta la popolazione autistica della Valle d'Aosta potrebbe gravitare intorno a questo progetto e dai dati in capo all'Usl si parla di circa centocinquanta persone. - sottolinea Antonio Corraine - Si tratterà della prima struttura di questo tipo in Valle d'Aosta che diventerà il polo dell'autismo anche per le forme più gravi dal momento che l'alternativa per questi ragazzi sarebbe quella finire in istituti ed essere sedati tutto il giorno perdendo qualsiasi tipo di autonomia e di abilità».

Per la realizzazione del progetto si parla di milioni di euro. «Come Fondazione - conclude Antonio Corraine - faremo partecipare il nostro progetto a bandi sia nazionali che europei per ottenere dei finanziamenti utilizzando il doppio canale per avere più opportunità. Inoltre prenderemo parte anche ai bandi emanati da altre fondazioni presenti sul territorio nazionale che si occupano di aiutare dal punto di vista molto pratico di raccogliere fondi per altre fondazioni. Tutto questo per consentire alla struttura stessa di essere pienamente sostenibile con risorse proprie sgravando così l'Amministrazione regionale dei costi, fatti salvi quelli previsti per le spese socio-sanitarie come da livelli essenziali di assistenza».

«Sui terreni interessati da questo progetto - commenta il sindaco di Fénis Mattia Nicoletta - sono stati fatti dei test per verificare se in quell'area fossero presenti reperti archeologici importanti e i risultati sono stati negativi, quindi si potrà procedere con i lavori. E' chiaro che la Regione deve decidere al più presto cosa fare perché la fondazione è pronta a partire così come noi come Amministrazione comunale siamo disponibili a fare tutti gli atti e le convenzioni necessari».

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