È mancato il colonnello degli alpini Roberto Celi

È mancato il colonnello degli alpini Roberto Celi
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Il colonnello degli alpini Roberto Celi è mancato nella sua abitazione in Regione Brenlo ad Aosta la sera di venerdì scorso. Il suo cuore si è fermato mentre si accingeva a coricarsi. Aveva 81 anni, essendo nato il 14 dicembre 1942 a Bassano del Grappa ed essere alpini era una tradizione di famiglia, dato che lo erano stati suo padre e il nonno che fu addirittura promosso sul campo di battaglia. La famiglia di Roberto Celi era numerosa, infatti i suoi genitori Luigi ed Elisabetta Cremona ebbero 9 figli: 4 maschi e 5 femmine. Lui era il terz’ultimo e l’unico ancora in vita è Gianpio che abita a Bassano del Grappa. Frequentata la scuola sottufficiali, Roberto Celi indicò come sede preferenziale di assegnazione Aosta dato che qui risiedevano dei parenti. Con il grado di sergente di prima nomina fu assegnato al Battaglione Aosta. In quegli anni conobbe la futura moglie Renata Lugon, sposata il 19 aprile 1968 e mancata nel 2007. Dal loro matrimonio nacquero il 12 novembre 1969 Alessandro, apprezzato storico nonché presidente del Comitato scientifico della Fondation Emile Chanoux, autore di numerose pubblicazioni, insegnante e segretario del sindacato Snals-Confsal, e il 12 luglio 1971 Stefano, titolare dell’azienda agricola La Source a Saint-Pierre. Nel 1977 Roberto Celi, che allora era maresciallo, superò il concorso per ufficiali ruolo speciale unificato e quindi con il grado di sottotenente venne trasferito a Cuneo per 10 anni, i primi 4 al Battaglione Mondovì, dedicato all’addestramento delle reclute, e i successivi 6 al Saluzzo che invece aveva compiti operativi. Rientrato ad Aosta con la sua famiglia nel 1987 fu assegnato alla Scuola militare alpina e alla Caserma Cesare Battisti dove si occupò prima di vettovagliamento e poi di infrastrutture, in particolare seguì i lavori per la costruzione della palestra. La sua carriera si interruppe nel 1994 a causa di un infarto per cui fu inevitabile il congedo. Aveva solo 52 anni. Fortunatamente si ristabilì e quindi fece parte con la moglie de La Clicca de Saint-Martin-de-Corléans e della cantoria della parrocchia di Saint-Martin-de-Corléans dove era anche molto attivo come volontario. Quando restò vedovo, restrinse la cerchia delle sue conoscenze ma non rinunciò ai soggiorni marini, ai pellegrinaggi a Lourdes e al gioco delle carte con gli amici, in particolare la pinacola. I funerali sono stati celebrati lunedì scorso, 6 maggio, nella chiesa di Saint-Martin-de-Corléans e fra i tanti che si sono stretti accanto al dolore dei suoi cari erano numerosi gli alpini che furono ai suoi comandi.

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