Librerie Antiquarie di Montagna Edizione superiore alle aspettative
A Quincinetto le “Librerie Antiquarie di Montagna” di sabato e domenica scorsi, 25 e 26 settembre, con la loro 24esima edizione, la seconda nel paese al confine della Valle d’Aosta, hanno confermato forza e attrazione: i risultati non potevano essere migliori.
Tutto è iniziato alle 10 di sabato, quando la coda dei tanti visitatori in attesa affronta senza problemi i controlli del green pass e della temperatura: poi, via tra gli stand, ampi e ben distanziati nel vasto Auditorium comunale Dante Conrero.
A capire per primo che sarebbe stata una festa è probabilmente il libraio svizzero Ben Hartveld di Friburgo - uno degli antiquari che propone i pezzi più importanti ed impegnativi - che subito sorride e si agita come e più dei colleghi italiani. I libri finiscono l’uno dopo l’altro nelle borse e nei sacchetti degli appassionati, arrivati naturalmente da tutto il Piemonte e dalla Valle d’Aosta, ma come sempre in gran numero anche dalla Lombardia: non solo milanesi, che proverbialmente sono dappertutto, perché più d’uno giunge dalla Valtellina, dall’alto Lario e molti da ogni provincia. Come sempre non mancano i visitatori svizzeri e francesi, tra i quali si nota Jacques Perret, autore della fondamentale bibliografia alpina conosciuta nell’ambiente come “Il Perret”. E quanti liguri, insieme ad alcuni veneti ed a più di un romano, perché - per inciso - non è mica tanto vero che i romani vanno solo sulle Dolomiti, tantissimi apprezzano, eccome, la Valle d’Aosta e le montagne del Piemonte.
Non solo libri, però. Il calamaio con funivia fuso in ottone per l’inaugurazione del primo tronco della funivia che da Chamonix avrebbe infine portato all’Aiguille du Midi e quindi a Punta Helbronner parte per Milano, il manifesto che la Gilera stampò per celebrare la vittoria nella gara in salita Aosta-Gran San Bernardo del 1954 torna alla base di partenza, cioè ad Aosta. Presto troverete invece presso la Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, al Monte dei Cappuccini di Torino, la collezione di opuscoli delle Colonie Alpine per Fanciulli Poveri, compresa tra il 1894 e il 1910: non c’è nulla di triste, sfogliarli, anzi, rasserena.
Il fisiologico calo di affluenza della domenica, compensato dal massiccio afflusso del sabato, dovuto al fatto che i collezionisti vogliono vedere subito cosa c’è in mostra, prima che possa finire nella mani dei “concorrenti”, è stato contrastato quest’anno con successo da diversi eventi: l’annullo filatelico con bollo postale dedicato alla mostra, la presentazione di volumi appena pubblicati e la “Fiera del Cipollino”, prodotto locale e storico di Quincinetto. Il cipollino peraltro è finito prima di mezzogiorno e non è escluso che gli ultimi esemplari siano stati raccolti negli orti del paese in tutta fretta nella tarda mattinata, ma c’erano tante altre cose a “chilometri zero” e anche meno. Insomma una festa, con coro finale, improvvisato ma intonato, guidato dal parroco don Luca Pastore sotto lo sguardo attento del sindaco Angelo Canale Capietto e dell’anima della manifestazione Luisella Distazio.
Il libro antico e raro può essere qualcosa di raffinato, costoso e perfino difficile da capire, ma questo mondo delle librerie antiquarie di montagna è pur sempre un ambiente di montagna: semplice, amichevole, perfino inarrestabile. Quindi malgrado il tempo incerto, la rassegna di Quincinetto ha probabilmente superato le migliori aspettative, di partecipazione e di volume di vendite, senza risentire minimamente dell’ edizione saltata nel 2020, anzi ponendo ancora una volta - per i valdostani - l’interrogativo sul perché Verrès abbia rinunciato ad accogliere l’evento, che ha trovato una nuova accogliente a Quincinetto.