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“Le Otto Montagne” al Festival di Cannes “Vetrina internazionale per la Val d’Ayas”

“Le Otto Montagne” al Festival di Cannes “Vetrina internazionale per la Val d’Ayas”
Dal giornale 30 Aprile 2022 ore 10:22

La Valle d’Aosta è sulla ribalta internazionale grazie alla partecipazione del film “Le Otto Montagne” alla 75esima edizione del Festival di Cannes, dove sarà in concorso per la Palma d’oro. Il film di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, coppia anche nella vita, è stato tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Cognetti vincitore del Premio Strega nel 2017 e, come il libro, è per la gran parte per cento ambientato in Val d’Ayas. Una soddisfazione per la Film Commission Vallée d’Aoste, che ha creduto molto in questo film, in cui il territorio assume quasi il ruolo di personaggio. Non a caso i due registi hanno soggiornato per circa un anno in Val d’Ayas per coglierne appieno l’essenza e conoscerne ogni angolo, grazie al tramite di Paolo Cognetti, che ne è appassionato conoscitore, nonché ormai anche residente.

Se il periodo delle riprese ha già offerto una notevole ricaduta economica, grazie alla permanenza della troupe e all’utilizzo di maestranze anche locali, ora Cannes sarà il trampolino di lancio per un turismo internazionale, con effetti a cascata sull’intera regione.

Ha già registrato un interesse crescente nei clienti del proprio bed and breakfast Maria Lucia, proprietaria di Mi Casa Tu Casa a Extrepieraz, che ha ospitato il regista e la moglie e alcune comparse: «Spesso ci chiedono se conosciamo Paolo Cognetti e quali siano i luoghi in cui sono avvenute le riprese. La realizzazione del film ha accentuato il legame con il territorio e ha suscitato in molti il desiderio di leggere il libro. L’estate avrà qualche presenza in più, non solo tra gli amanti di Cognetti che cercheranno i luoghi dei suoi romanzi, ma anche tra gli appassionati di cinema».

Contento del movimento portato dal set nei mesi delle riprese è anche Daniele Fassin, gestore del Ristorante Pizzeria Al Bacio, che ha accolto spesso la troupe per i pasti ed è stato palcoscenico della festa di fine riprese: «Il ritorno di immagine è certo, già la fama di Paolo Cognetti e il suo legame con Brusson erano preesistenti, ora avere un film dedicato a questi luoghi è il coronamento finale».

«Credo che sia una delle più grandi pubblicità per la Valle d’Aosta, grazie alle tante riprese paesagitiche realizzate per la pellicola» aggiunge Michele Alliod, operaio dell’impresa “Gabriele Alliod”, che ha collaborato alla logistica, ha organizzato un trasporto con motoslitte per 40 persone fino a una baita a 2.400 metri in un giorno in cui l’elicottero non poteva volare a causa del meteo avverso e ha fornito i muli, insegnando agli attori a rapportarsi con loro, «il che non è stato per niente facile».

«L’occasione è notevolissima, la visibilità che ne potrà derivare è su scala internazionale. - commenta il sindaco di Brusson Danilo Grivon - Già il libro aveva creato interesse, ma la forza delle immagini è ancora maggiore. Come Amministrazione dovremo sfruttare questa notorietà per attrarre turisti esteri, anche olandesi e belgi, che amano molto la montagna, organizzando itinerari che ripercorrano le vicende del film».

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