Dal giornale

La Valle d’Aosta in prima linea negli studi dedicati alla vena cava inferiore

Dal giornale 30 Gennaio 2021 ore 11:59

La Valle d’Aosta è protagonista di innovativi studi dedicati alla vena cava inferiore, un grosso tronco venoso? che trasporta il sangue povero di ossigeno proveniente dalla parte inferiore del corpo (cioè dagli arti inferiori e da tutti gli organi che si trovano al di sotto del diaframma) al cuore.

Sabato 9 gennaio scorso si è tenuto in modalità on line il convegno “Nuove tecniche ultrasonografiche di studio della vena cava inferiore per guidare il management del paziente in diversi contesti clinici”. L’appuntamento era stato organizzato per promuovere e divulgare le informazioni relative alla ricerca portata avanti dal dottor Stefano Albani, medico della Struttura complessa di Cardiologia dell’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta recentemente insignito dalla Società Italia di Cardiologia del titolo “Fellow Sic”, riservato a cardiologi che si sono distinti a livello nazionale per attività di ricerca, in collaborazione con il professor Luca Mesin del Politecnico di Torino.

«La ricerca ha contribuito a incrementare le conoscenze sull'ottimizzazione della caratterizzazione dello stato volemico dei pazienti, ambito medico trasversale rispetto a tutte le specializzazioni. - spiega il dottor Stefano Albani, ricordando come il dottor Paolo Scacciatella, direttore della Struttura complessa, abbia supportato l’iniziativa - Il convegno ha fornito l’occasione per descrivere il progetto, che ha dato vita a una decina di pubblicazioni su riviste internazionali, e i risultati ottenuti negli ultimi cinque anni. L’importanza dell’implementazione di tale metodica non è appannaggio esclusivo dei medici ma in prospettiva potrà essere utilizzata, sotto supervisione medica, anche dagli infermieri».

Nel corso dell’appuntamento sono stati approfonditi i metodi non invasivi per studiare la vena cava inferiore, confrontando lo stato dall’arte clinico con tecniche innovative di elaborazione di video ecografici, ed è stato analizzato l’utilizzo delle informazioni ricavabili dallo studio del vaso.

«Lo studio ultrasonografico della vena cava inferiore - sottolinea l’assessore Roberto Alessandro Barmasse - è largamente effettuato dai clinici operanti in diverse specializzazioni e in vari contesti clinici, sia nella diagnostica che nel monitoraggio del paziente. Siamo felici che la Valle d’Aosta sia coinvolta in questo progetto e che continuerà a dare il proprio contributo anche nei prossimi anni».

Il progetto prevede, infatti, collaborazioni di livello internazionale con l’Università di Glasgow, la Fondazione Toscana Monasterio di Pisa e l’Università di Trieste.

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