Dal giornale

La straordinaria storia della Corale Morgex nel 70esimo anniversario delle “Floralies”

La straordinaria storia della Corale Morgex nel 70esimo anniversario delle “Floralies”
Dal giornale 11 Giugno 2022 ore 02:14

L’eco dei canti delle corali partecipanti all’edizione 2022 della rassegna organizzata dalla Regione, le “Floralies”, risuona ancora nella Valle d’Aosta visto che la manifestazione si è conclusa domenica scorsa. Si è trattato della 70esima edizione anche se la rassegna nacque nel 1951 (la pandemia ha stravolto la regolare progressione) su iniziativa dell’allora assessore regionale Aimé Berthet, grande appassionato ed esperto di canto. E il 27 maggio del 1951 nel primo raduno vinse quella che oggi potremmo definire un’ousider, la Corale di Morgex, nata solamente qualche mese prima, nell’inverno del 1950: a dirigerla era un amico del parroco del paese don Alexandre Bougeat, un giovane prete di La Salle che ebbe dei meriti fondamentali per la conservazione e il rilancio dell’abilità canora dei nostri gruppi, Jean Domaine, all’epoca ventottenne. «Non bisogna dimenticare - ricorda Alfredo Artari, classe 1931 che all’epoca dell’edizione inaugurale delle “Floralies” aveva vent’anni - che il nostro coro fu il primo a quattro voci maschili e femminili, una caratteristica che fu importante per aggiudicarci il premio nel 1951.»

Per Alfredo Artari quei giorni e quelli che seguirono fino al 1958, quando la Corale di Morgex si sciolse, rappresentano dei ricordi bellissimi, tanto che gli occhi gli brillano quando racconta di quel gruppo di quasi tutti coetanei proiettato dalle “Floralies” del 1951 a cantare addirittura per il presidente della Repubblica Luigi Einaudi in vacanza ad Arpy, il 10 agosto del 1952 nella casa messa a disposizione dall’ingegnere aostano Luigi Fresia, assessore regionale alle Finanze. «Il presidente Einaudi arrivò alla stazione di Morgex con il treno presidenziale e una domenica pomeriggio ci esibimmo davanti a lui, eravamo bravi, ma senza costumi. Perciò decidemmo di creare una nostra divisa, per le donne prendemmo spunto dai costumi della Valdigne ideati in occasione della visita di Benito Mussolini a La Thuile nel maggio del 1939, per gli uomini fu una modista originaria di Morgex, mademoiselle Decré, come la chiamavamo tutti, la figlia del poeta Albert Decré, a disegnarli: lei aveva imparato a Parigi dove avevano abitato a lungo fino al 1940, quando li erano stati rispediti in Italia a causa dell’avvicinarsi della Guerra. I tessuti di drap li acquistammo dai Guglielminetti a Chatillon, poi facemmo razzia di passamaneria in una vecchia merceria di Pré-Saint-Didier, il risultato fu più che buono.» «Certo ci mancavano i soldi, il periodo era quello che era - commenta ridendo Alfredo Artari - ma con un certo coraggio Franco Revel ed io chiedemmo un incontro all’allora presidente della Regione Severino Caveri. Le nostre simpatie democristiane erano note, come quelle di tanti membri del coro, mentre altri erano comunisti, ma l’unionista Caveri fu un vero signore, ascoltò la nostra richiesta, le spiegazioni e alla fine disse “va bene, mandate la fattura e la Regione la pagherà”.»

Fu con quei costumi particolari e appositamente studiati che la Corale di Morgex, dopo avere vinto il 28 aprile 1952 anche la seconda edizione, si presentò al Teatro Romano di Aosta per le “Floralies” del 1953 (vedi la fotografia), poi ancora tante avventure, come l’accoglienza a Genova degli alpinisti guidati da Ardito Desio in arrivo dopo la conquista del K2 nel 1954 e la partecipazione all’Adunata degli Alpini di Napoli del 1956. Nel 1958 chiuse la miniera di La Thuile, fu un colpo duro per Morgex, almeno sessanta famiglie persero il lavoro e dovettero partire, tra queste parecchie erano quelle dei coristi. «Inoltre - ricorda Alfredo Artari - don Domaine aveva partecipato nel 1957 alla costituzione dei “Lou Tintamaro” di Cogne e aveva meno tempo per noi, insomma propose un sostituto, ma a noi non piacque, quindi l’entusiasmo per tanti fattori venne meno e la Corale di Morgex concluse la sua bella esperienza iniziata con la vittoria al concorso regionale del 1951.»

Nell’occasione del 70esimo concorso delle “Floralies” vogliamo anche ricordare che tutto nacque dalla passione di Aimé Berthet, studioso del canto popolare valdostano, autore di libri al riguardo, come il “Chansonnier Valdôtain”, ancora oggi un riferimento, capitano degli alpini decorato al Valore, poi partigiano, consigliere comunale di Aosta, segretario regionale della Democrazia Cristiana, insegnante al “Manzetti”, direttore dell’Ospedale Mauriziano, presidente del Cai e dell’Avis, infine senatore della Repubblica dal 1968. Un personaggio veramente molto amato, che da assessore regionale alla Pubblica istruzione, nominato nel 1949, portò avanti e concretizzò l’idea di una rassegna che valorizzasse l’attività dei vari gruppi attivi all’epoca nel canto popolare. Spesso in occasione delle manifestazioni canore Aimé Berthet si faceva accompagnare dalla figlia Elena, poi moglie di Emanuele Saroglia, il farmacista di Villeneuve, mentre la sorella Paola sposò il medico Umberto Parini. Proprio Elena nei giorni scorsi ha trovato nelle carte del papà un ricordo riguardante l’esibizione della Corale di Morgex a Torino, organizzata dal Club Alpino torinese il 30 novembre del 1952. Quella sera Aimé Berthet disse: «Nella prefazione del “Chansonnier Valdôtain” scrissi, confesso con un po' di perplessità, je serais largement payé de mon travail si je pouvais cooperer à arreter la flote incessante des chansonnettes exotiques, qui menacent de faire sombrer nos bonnes traditions, je serais vraiment heureux d’avoir pu contribuer à conserver à notre pays le charme et la richesse de son glorieux patrimoine ancestral. Ebbene questa sera sono contento, perché il mio lavoro non è stato vano e siete voi ad affermarlo, voi gli amici del canto e della montagna, invitandoci ed ascoltandoci».

Parole e propositi ancora oggi molto attuali, che rivivono ogni anno nell’impegno delle corali valdostani, che si preparano con passione per le “Floralies” create da Aimé Berthet e cresciute grazie al contributo di gruppi come la Corale di Morgex che, pur scomparsi, hanno comunque lasciato un segno di amore nella storia della nostra comunità.

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