Dal giornale

La sanità valdostana nella morsa del Covid è ancora senza fiato Recuperato solo un quarto degli interventi rinviati nel 2020

Dal giornale 24 Aprile 2021 ore 21:21

«Non c’è solo il Covid. Perché non si parla più degli altri malati?». Negli ultimi mesi questa frase si è trasformata in un tormentone sui social e non solo. Come se i medici avessero interesse a nascondere qualcosa o a sottovalutare le altre patologie. In realtà nessuno come chi lavora in ospedale sa bene quanto sia stata - e sia tuttora - dura la battaglia per non trascurare anche gli “altri” pazienti. Con risultati che, purtroppo, dimostrano quanto la lotta al Covid stia influenzando pesantemente il resto dell’attività ospedaliera. Tutto ciò emerge chiaramente dalle risposte alle nostre domande elaborate dalla dottoressa Chiara Galotto, direttore della Direzione Medica di Presidio, insieme a un gruppo di lavoro.

Quanti sono gli interventi chirurgici rinviati dall’inizio della pandemia e per quali patologie? Quanti di questi, in particolare, riguardano pazienti oncologici? Quanti sono stati recuperati e quanti, invece, sono ancora in attesa?

«Nel periodo di riferimento compreso tra marzo e dicembre 2020, in totale il fabbisogno di ricoveri programmati chirurgici da riassorbire era pari a 1.468 per varie patologie. Nel periodo tra gennaio e marzo 2021 sono stati effettuati 1.418 ricoveri chirurgici programmati. Di questi, 384 provenivano dalla lista "storica" dei 1.468 rimandati al 31 dicembre 2020. La priorità viene sempre data ai pazienti oncologici».

Nel momento attuale, quali interventi chirurgici vengono effettuati e quanti vengono ancora procrastinati?

«Le sedute operatorie sono ancora assai ridotte, per cui la priorità viene data alle urgenze e agli oncologici».

In quali tempi si prevede di recuperare il ritardo accumulato? Gli interventi saranno nuovamente calendarizzati in base all’ordine cronologico precedente o si seguiranno altri criteri?

«Ad oggi è difficile stabilire delle date precise per il recupero del ritardo, dipende dall'evoluzione della pandemia. Le priorità sono stabilite sia in base all'ordine cronologico sia all'urgenza clinica».

Oltre agli interventi chirurgici, altre prestazioni sono state rinviate, in particolare per i pazienti oncologici? Chemioterapia, radioterapia, visite specialistiche?

«Per i pazienti oncologici sono stati sempre mantenuti tutti i trattamenti salvavita radioterapici e chemioterapici (radioterapia e day hospital oncologico). Le visite specialistiche oncologiche durante le chemioterapie sono sempre state eseguite regolarmente; invece le visite di controllo oncologico (i cosiddetti “follow-up”) hanno subito sospensioni totali temporanee (marzo - aprile 2020, novembre 2020, aprile 2021) a causa della necessità di precettare anche i medici oncologi per i turni nei reparti Covid. Negli altri periodi, la struttura complessa di Oncologia, nei limiti del possibile, ha recuperato la maggio parte dei controlli di “follow-up” sia in presenza che con televisite».

Le altre attività a sostegno degli ammalati oncologici proseguono o hanno anch’esse subito rinvii o interruzioni?

«Il Cas (prime visite e accoglienza) ha sempre regolarmente lavorato (5 giorni alla settimana) e ha gestito tutti i pazienti che gli sono stati inviati. Stessa cosa per gli operatori di supporto (psicologi ed assistenti sociali)».

In generale, quali sforzi si stanno facendo per tutelare anche gli altri ammalati e per limitare al massimo gli “effetti collaterali” della pandemia?

«Sicuramente i medici ospedalieri, che devono garantire prioritariamente i turni nei reparti Covid, cercano nei limiti del possibile di tutelare anche altre categorie di pazienti. Però, le sale operatorie elettive (ovvero gli interventi pianificati in anticipo ndr) sono state assai ridotte perché il dottor Luca Montagnani ha dovuto potenziare i turni medici ed infermieristici nelle 2 sezioni di Rianimazione (Covid e non Covid). Gli interventi chirurgici urgenti (tra cui gli oncologici) sono sempre stati garantiti ed eseguiti nel più breve tempo possibile. A causa dell'emergenza Covid abbiamo dovuto riconvertire per pazienti Covid 4 reparti al 1° piano (ex Neurologia di 18 posti letto, ex Gastro/Pneumo di 18 posti, ex Ortopedia di 28 posti ed ex Chirurgia Generale di 30 posti) e quindi, a parte la riduzione delle sedute operatorie, le Chirurgie hanno anche meno posti letto per i pazienti "puliti". Infine, per garantire i turni medici ed infermieristici nei reparti Covid abbiamo dovuto utilizzare anche i chirurghi, oltre agli internisti, per cui pure le risorse umane per l'attività non Covid si è dovuta ridurre. Purtroppo l'ospedale “Parini”, unico ospedale regionale su 3 sedi, non ha potuto avvalersi come in altre regioni d'Italia, di altri ospedali Covid nel 2021 (invece nel 2020 la Clinica Isav di Saint-Pierre aveva dato la disponibilità di 30 posti letto per Covid nei periodi aprile - maggio e ottobre - dicembre 2020) e ha dovuto rimanere ospedale "misto" con reparti Covid e reparti “Covid free”. Speriamo che alla fine del mese di aprile si smorzi la terza ondata e che quindi l'azienda sia in grado di ripartire con l'attività ordinaria, riducendo le liste d'attesa».

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