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La Giunta regionale ha approvato il Programma triennale delle attività comprese tra il 2021 e il 2023 della Fondazione Montagna sicura

Dal giornale 30 Gennaio 2021 ore 04:28

Lunedì scorso, 25 gennaio, la Giunta regionale - su proposta dell’assessore alle Finanze Carlo Marzi - ha approvato il Programma triennale delle attività 2021-2023 della Fondazione Montagna sicura - Montagne sûre per l’attuazione di iniziative istituzionali, di ricerca applicata, formative, documentali e divulgative, riguardanti la glaciologia, i rischi glaciali, la prevenzione dei rischi idrogeologici, la neve e le valanghe, lo sviluppo sostenibile, l’Espace Mont-Blanc, la medicina di montagna e lo studio dei fenomeni ambientali che condizionano la vita in montagna per un importo complessivo di spesa nel triennio pari a 780 mila euro all’anno.

«Al fine di indirizzare le attività della Fondazione in tali settori secondo gli obiettivi dell’Amministrazione, - si legge in una nota - sono state definite le iniziative di ricerca e i servizi istituzionali da realizzarsi da parte della Fondazione mediante una convenzione e un programma triennale delle attività con i due Dipartimenti regionali ambiente e programmazione, Risorse idriche e territorio. Questi sono gli strumenti attraverso i quali la Fondazione supporta le strutture regionali e organizza le proprie attività operative nel corso dell’anno in stretta collaborazione con le strutture stesse. Tali attività sono poi verificate e supervisionate dal punto di vista scientifico da un apposito comitato scientifico».

«Le attività svolte dalla Fondazione Montagna Sicura negli ambiti dei ghiacciai e delle valanghe sono sempre più caratterizzate da un elevato livello scientifico - riferisce l’assessore Carlo Marzi - che viene riconosciuto da diversi enti di ricerca nazionali ed internazionali che sempre più realizzano progetti di ricerca congiunti con la Fondazione. Le esperienze condotte e la qualificazione tecnica acquisita consentono di gestire le situazioni molte complesse che si stanno determinando in montagna a seguito dei cambiamenti climatici, come quanto sta accadendo ai ghiacciai».

«L’eccellenza raggiunta costituisce un forte punto di attrazione a livello internazionale di ricercatori e studenti - prosegue Carlo Marzi - che trovano nella nostra regione un laboratorio a cielo aperto dove poter sperimentare ed acquisire esperienze e conoscenze. Le esperienze condotte e la qualificazione tecnica acquisita dai collaboratori della Fondazione consentono di gestire in sinergia con gli altri enti operanti in materia sul territorio, come Arpa VdA, le situazioni complesse che si stanno determinando in montagna a seguito dell’impatto del cambiamento climatico, come quanto sta accadendo ai nostri ghiacciai. L’attività della Fondazione nell’ambito dell’Espace Mont Blanc è importante nell’ambito della pianificazione degli usi del territorio montano e per il suo sviluppo fornendo indicazioni importanti».

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