Dal giornale

L’Uv nel caos chiede altro tempo

L’Uv nel caos chiede altro tempo
Dal giornale 19 Novembre 2022 ore 21:54

Ormai è caos all’interno del Mouvement. Il cammino verso il rimpasto si fa sempre più tortuoso e le curve sono tutte disegnate dal Leone rampante, dilaniato da feroci polemiche interne. Archiviata la staffetta Lavevaz-Testolin, la rinuncia a un posto in giunta dello stesso Renzo Testolin prima e di Giulio Grosjacques dopo ha complicato le cose. Anzi, le ha fatte precipitare. Perchè poi a prendere le distanze è stato anche Evolvendo, proprio quando sembrava che l’ingresso nell’Esecutivo del suo esponente Claudio Restano fosse ormai cosa fatta.

Al suo interno, il Comité fédéral dell'Union Valdôtaine - che si è riunito ancora nel pomeriggio di ieri venerdì 18 novembre - deve fare i conti con due diverse visioni. «C'è chi dice di iniziare a fare dei ragionamenti che escano dal perimetro dei 18 e chi dice che i numeri ci sono e che si può andare avanti così», dice la presidente dell’Union Cristina Machet, al termine dell'incontro con gli alleati di governo, preceduto da una riunione del vertice unionista. Il mandato (il nuovo, l’ennesimo) è chiaro: entro lunedì il Mouvement dovrà trovare una sintesi. «E’ in programma una serie di incontri a partire da sabato mattina per arrivare ad una soluzione in tempi brevi», spiega Cristina Machet. Sui possibili allargamenti della maggioranza, la presidente risponde: «È un'ipotesi al vaglio che richiede un confronto con il Conseil fédéral. Più che di un allargamento sono emerse le criticità rispetto a un Consiglio che con i numeri risiscati non sempre riesce a esprimersi». E precisa: «Va detto che, ad oggi, questo è un problema che è stato sempre bypassato perchè non ci sono atti amministrativi che si sono fermati o leggi che sono state bocciate. L'attività amministrativa sta funzionando anche se non è sempre semplice con dei numeri risicati». Anzi, la maggioranza si è dimostrata compatta anche nell’evitare le possibili «trappole» innescate dall’opposizione con le risoluzioni portate in aula. Su tutte quella che sembrava una mozione di sfiducia all’assessore Jean-Pierre Guichardaz, difeso senza defezioni dai suoi mentre un voto è mancato proprio alle opposizioni.

Fino a lunedì

«Abbiamo accettato di aspettare fino a lunedì come termine ultimo per avere una risposta, non abbiamo avuto nessun'altra indicazione» afferma Bruno Milanesio portavoce di Evolvendo all'uscita dell'incontro «lampo» tra l'Union Valdôtaine e i suoi alleati di governo sulla situazione politica in Regione.

I gruppi di maggioranza torneranno a incontrarsi lunedì. «Immaginavamo che oggi ci sarebbe stata una chiusura del cerchio, invece serve ancora del tempo» afferma Albert Chatrian, capogruppo in Consiglio Valle di Alliance Valdôtaine-Vda Unie. Che aggiunge: «Noi abbiamo chiesto all'Union Valdôtaine che nel giro di pochi giorni definisca il suo posizionamento perché c'è un po' di confusione al suo interno, con delle visioni diverse. È giusto che trovino una sintesi, in tempi brevi, e poi che ci sia modo, attraverso le nostre segreterie, di fare una valutazione in base alla loro discussione interna».

Sulla stessa linea anche Carlo Marzi, segretario di Stella Alpina: «E’ stato dato loro un ultimatum temporale per presentarci un proposta rispetto a quello che non è stato concluso oggi». Luca Tonino del Partito Democratico aggiunge: «Noi siamo sempre per continuare a 18 e immaginare degli allargamenti in un determinato perimetro composto dalle forze autonomiste di centro sinistra».

Il dibattito riemerso nell’Uv riguarda di nuovo lo scenario politico: continuare a 18 o allargare alla Lega. Aurelio Marguerettaz è tornato a spingere su questa seconda ipotesi, che però non vede l’unanimità del gruppo consiliare e del Comité. Certo la faccenda della staffetta Lavevaz-Testolin ha intaccato la solidità e la compattezza del gruppo in Consiglio Valle. E ora vengono fuori i mal di pancia.

Tornare al voto

«Si abbia il coraggio di tornare al più presto al voto dopo aver rivisto la legge elettorale». Lo scrive in una nota il direttivo confederale del Savt, il sindacato autonomo valdostano, guidato da Claudio Albertinelli. La via delle elezioni è l'unica strada «se non sarà possibile comporre un governo regionale in grado di lavorare fino a fine legislatura senza essere messo continuamente sotto scacco da non importa quale gruppo o singolo consigliere». Il Savt ricorda che «purtroppo da diversi anni la Valle d'Aosta è vittima di un'instabilità politica che nelle ultime settimane ha raggiunto, probabilmente, il culmine. Da troppo tempo la politica valdostana è ostaggio di personalismi e rancori che, oltre a creare un forte rallentamento dell'attività, stanno mettendo a grave rischio la credibilità stessa delle istituzioni nei confronti dei cittadini, che fanno sempre più fatica a riconoscersi in chi di volta in volta è chiamato a rappresentarli».

Il sindacato guidato da Claudio Albertinelli ricorda «Lo scollamento tra istituzioni e cittadini», che «rischia di mettere a forte rischio la sensibilità autonomista» dei cittadini. «Sempre più spesso viene messa in discussione la nostra autonomia speciale - sostiene il Savt - visto che sovente viene identificata nell'inefficacia della macchina amministrativa. Al contrario l'autonomia speciale dovrebbe garantire un operato migliore e più rapido rispetto allo Stato». Per il Savt, «la Valle d'Aosta ha bisogno di essere governata e soprattutto di avere una programmazione del futuro. Tanti i dossier che sono in attesa di risposte, a partire dalla riforma del sistema sanitario e di welfare. Bisogna ripartire dai principi dello Statuto speciale, rivedendoli in chiave moderna dove necessario, e lavorare per dare riposte necessarie oggi e domani e per disegnare la Valle d'Aosta dei prossimi anni».

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