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Iniziata la causa di beatificazione di suor Rosetta Marchese, è stata superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Iniziata la causa di beatificazione di suor Rosetta Marchese, è stata superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice
Dal giornale 13 Marzo 2021 ore 11:59

Ha preso il via la causa di beatificazione della religiosa valdostana suor Rosetta Marchese. Nata il 20 ottobre 1922 ad Aosta, Rosetta Marchese è la primogenita di Giovanni Marchese e Giovanna Stuardi, che hanno avuto in seguito altre due figlie: Anna, a sua volta divenuta suora, e Maria Luisa. Fin dall’infanzia le tre sorelle ricevono un’educazione cristiana, coerentemente con la salda fede dei genitori. Sarà soprattutto il padre - che oltre a portare avanti incarichi di responsabilità alla Nazionale Cogne è stato una delle figure eminenti dell’Azione Cattolica valdostana, presidente diocesano, e fondatore delle Acli valdostane - a incidere fortemente sulla formazione di Rosetta Marchese.

«Si può dire che sia stato il primo direttore spirituale delle figlie» si legge nella biografia redatta dall’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) di Torino. «Ogni sera infatti faceva con loro l’esame di coscienza, e ogni mattina lui stesso le accompagnava alla Messa, accostandosi quotidianamente alla Comunione». A Rosetta Marchese piace studiare e dedicarsi alla vita dell’oratorio di via San Giocondo (dal 1928 al 1938) ad Aosta, un ambiente tutto salesiano, che presto farà sbocciare in lei la vocazione. Frequenta la scuola materna e le tre prime classi elementari presso l’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice di Aosta. Non essendoci le altre due classi elementari per mancanza di locali, si iscrive alla quarta e alla quinta alla scuola statale, dove continua le classi complementari e il ginnasio.

A soli 16 anni entra come aspirante in casa Madre Mazzarello a Torino. Il 5 agosto 1941, anno centenario dell’opera salesiana degli oratori, fa la sua professione religiosa aderendo alla congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dette anche Salesiane di Don Bosco.

Dopo aver completato gli studi tra il 1943 e il 1947 e avere conseguito la laurea in Lettere presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, svolge la sua missione in varie città italiane e anche estere, dapprima come insegnante, poi come direttrice. A Roma dal 1965 fece anche la sua prima esperienza come ispettrice presso l’Ispettoria Romana Santa Cecilia. In particolare in questo ruolo favorì lo sviluppo dell’apostolato catechistico, avendo di mira la formazione e la preparazione delle suore, e partecipò al XV Capitolo Generale Speciale. Nel 1971 provò il grande dolore della perdita del padre, avvenuta ad Aosta il 5 febbraio. Nel XVI Capitolo Generale venne eletta come consigliera generale, con il compito di Visitatrice. Questa nomina la portò in alcune Ispettorie d’Italia e in Austria, Belgio, Francia, Germania e Zaire. Infine, il 24 ottobre 1981 il XVII Capitolo Generale elesse madre Rosetta Marchese come Superiora Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. La dote di governo, la spiccata capacità di ascolto e discernimento sono tra le note più caratteristiche della spiritualità di madre Rosetta Marchese.

Nella circolare del 24 maggio 1982 esortava «A prestare fede alle modalità misteriose con le quali Dio entra nella nostra storia personale, nella storia delle nostre comunità, della Chiesa, del mondo». Con una granitica convinzione e un’unica meta da raggiungere: «Arrivare in Paradiso con tutti i giovani per cui abbiamo donato e consumato l’esistenza». Perché l’offerta di se stessa a Dio per la Chiesa, i sacerdoti, la sua congregazione, le nuove generazioni, è stata una costante nella sua esistenza, sulla scia della santa co-fondatrice. E’ in preparazione la ristampa riveduta della prima biografia di madre Rosetta Marchese, scritta nel 1992 dalla consorella suor Maria Collino. «Pietra viva per un sacerdozio santo» il titolo del volume: una sintesi della sua testimonianza quotidiana.

La Commissione storica sta già lavorando per la raccolta della documentazione che annovera, fra l’altro, 22 taccuini personali in cui madre Rosetta Marchese racconta la sua esperienza personale con il Signore. Poi un epistolario di centinaia di lettere, 270 delle quali inviate al suo direttore spirituale, monsignor Francesco Fasola, arcivescovo metropolita di Messina e a sua volta servo di Dio dal 2006. Oltre a numerosi altri scritti di madre Rosetta Marchese - dalle conferenze alle circolari, dai lavori durante la sua collaborazione con l’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi) ai discorsi in occasioni di visite alle comunità sparse per il mondo -, sono state raccolte anche diverse testimonianze di consorelle, ex allieve, sacerdoti e familiari che l’hanno conosciuta

Il 24 maggio 1982 a Torino si ammalò di leucemia, che in 2 anni la portò alla morte, che avvenne l’8 marzo 1984 a Roma.

A 35 anni dalla sua scomparsa, nel 2019, è stata avanzata la richiesta di beatificazione per restituire un’inchiesta diocesana sulla sua vita, le virtù e la fama di santità. Mercoledì 13 gennaio scorso la Santa Sede ha concesso il nullaosta per aprire ufficialmente la causa.

«Molto viva umanamente e spiritualmente, vicina alle consorelle, alle alunne e alle persone che incontrava» la ricorda suor Giuseppina Franco, segretaria dell’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice di Torino. «Sempre molto affabile, concreta e profonda nella sua spiritualità».

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