Dal giornale

Iniziata in anticipo la campagna di vaccinazione in Valle d’Aosta

Iniziata in anticipo la campagna di vaccinazione in Valle d’Aosta
Dal giornale 02 Gennaio 2021 ore 04:28

È iniziata giovedì scorso, 31 dicembre, la campagna di vaccinazione contro il Coronavirus in Valle d’Aosta che avrebbe dovuto prendere il via a metà gennaio. Ad annunciarlo mercoledì 30 è stato il direttore sanitario dell'Usl della Valle d'Aosta Maurizio Castelli. «Visto che i vaccini sono arrivati - ha precisato il dottor Maurizio Castelli - non ci possiamo permettere di aspettare la metà di gennaio come era stato preventivato. L'invito è a sottoporsi alla vaccinazione perché in assenza di cura l'unico modo di evitare la malattia è prevenirla. Sono arrivate 195 fiale per un totale di 975 dosi ma in realtà una nota dell’Agenzia Italiana del Farmaco precisa che da una fiala si possono ricavare 6 vaccinazioni, per cui di fatto sono arrivate 1.170 dosi». Oggi, sabato 2 gennaio, si procede alla somministrazione del vaccino anti-Covid a un gruppo di ospiti della microcomunità per anziani di Gressan. «Si tratta di un primo passo - precisa una nota dell’Usl - necessario alla programmazione degli interventi vaccinali che saranno messi in atto in tutte le strutture residenziali della Regione a partire da lunedì 11 gennaio».

Domenica 27 dicembre

le prime vaccinazioni

Peraltro domenica scorsa, 27 dicembre, in occasione del Vaccine Day celebrato in tutta Europa, Maurizio Castelli era nel gruppo dei primi 20 sanitari a essere vaccinati in Valle d’Aosta. «Di fronte ad un’emergenza sanitaria come quella creata dal virus Covid-19, l’unica risposta possibile è la vaccinazione, perché è l’unica soluzione durevole che permette in maniera rapida la riduzione del contagio e una reale ripresa della quotidianità, a tutti i livelli. - dichiara l’assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse - È quindi importante il gesto, dalla forte valenza simbolica, dei sanitari che si sono sottoposti alla prima dose del vaccino. Un gesto che speriamo molti capiscano perché l’immunità di gregge passa soltanto attraverso la consapevolezza che il vaccino è l’unico strumento oggi a nostra disposizione, per proteggerci, per proteggere i nostri cari e, soprattutto, per proteggere chi è più fragile di fronte al virus».

Il presidente della Regione Erik Lavevaz osserva: «L’inizio del piano di vaccinazione in tutta Italia è un primo passo verso il ritorno alla normalità. Un ringraziamento doveroso lo rivolgo ai sanitari che hanno dato l’esempio, sottoponendosi per primi al vaccino. Dopo i sanitari, il piano prevede il coinvolgimento degli operatori e degli anziani che si trovano nelle microcomunità e nelle Rsa, perché per loro un ulteriore diffondersi del contagio potrebbe essere pesante. Il gesto dei nostri sanitari, così come di tutti quelli che in tutta Italia si sono sottoposti al vaccino, è un gesto sociale, che darà a tutta la comunità la possibilità di guardare con più fiducia al futuro».

Oltre al dottor Maurizio Castelli, a essere vaccinati per primi tra medici, infermieri e operatori socio sanitari sono stati Monica Meucci, Corrado Allegri, Lea Belgio, Sandro Benvenuti, Pierluigi Berti, Stefania Camera, Giovanni Luca Cavoretto, Bruna Dagnes, Giulio Doveri, Andrea Fadda, Chiara Lavinia Galotto, Sandra Ganio, Silvia Magnani, Milena Montrosset, Patrizia Persico, Roberto Rosset, Samuele Stefanoli, Elena Mirella Toma e Marina Giulia Verardo. Le dosi di vaccino sono state inoculate nell’ambulatorio 28, a lato della piastra dell’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta dove le fiale vengono conservate in frigoriferi speciali. Il vaccino prevede una prima dose e il successivo “richiamo” tra i 19 e i 23 giorni.

Le adesioni dei sanitari

alla campagna di vaccinazione

Complessivamente in Valle d'Aosta hanno aderito alla campagna di vaccinazione 1.514 operatori del mondo della sanità. Tra il personale sanitario dell'azienda Usl - medici, infermieri, operatori socio assistenziali, tecnici di radiologia e laboratorio e assistenti sanitari - l'adesione è stata di 903 su 1.785, pari al 50,6 per cento. Una cifra che sale al 69,2 per cento - 90 su 130 - tra i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le Unità speciali di continuità assistenziale-Usca e i convenzionati. Dai sanitari dell'Inps non è giunta risposta all'Usl mentre dall’Inail è arrivato un “sì” da 5 su 6. Piena adesione - 9 su 9 - all'ospedale da campo allestito dall'Esercito all’Espace Aosta. Dalle farmacie - 42 in totale - sono arrivate 93 adesioni. Le adesioni di operatori sanitari di microcomunità per anziani e strutture psichiatriche valdostane, dipendenti delle Unités des communes, sono 255 su un totale di 875, pari al 29,1 per cento.

La prima vaccinata: «Solo

un lieve mal di testa»
La prima in assoluto ad essere vaccinata è stata la dottoressa Monica Meucci, medico rianimatore all’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta e coordinatrice regionale per la donazione di organi e tessuti. A distanza di qualche giorno, la dottoressa Meucci assicura: «Sto bene, non ho avuto alcun problema a parte un po’ di mal di testa». Qual è il suo suggerimento ai tanti colleghi che non hanno ancora aderito alla campagna di vaccinazione? «Spero che cambino idea - risponde Monica Meucci - e diano il loro contributo a questo progetto che è importante per fermare la pandemia. Posso in parte capire i timori di qualcuno ma se questo vaccino è stato reso disponibile vuol dire che è sicuro perché ha superato tutti i controlli prescritti. È chiaro che per via delle caratteristiche di questo virus non avrà una copertura lunghissima e che dovrà essere ripetuto come accade per i vaccini anti-influenzali». Ora il dibattito politico a livello nazionale è se rendere obbligatorio o no il vaccino. Lei che ne pensa? «Bisogna rispettare le posizioni di tutti - afferma la dottoressa Meucci - ma per un operatore sanitario farlo è quasi un dovere morale».

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