Inaugurato il Santuario di Machaby restaurato Il Vescovo: “Ora tenerlo aperto è un obbligo”

Inaugurato il Santuario di Machaby restaurato Il Vescovo: “Ora tenerlo aperto è un obbligo”
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Un luogo di fede e di memoria, il cui nome era sinonimo di “casa” nelle lettere dei soldati dal fronte durante la Prima Guerra Mondiale, nei cui dintorni si ritrovavano i partigiani che organizzavano la Resistenza alla fine della Seconda. I cui 2 patroni - il 5 agosto e la prima domenica di maggio - hanno scandito la vita di generazioni di abitanti di Arnad e non solo. E proprio il 5 maggio - domenica scorsa - tantissime persone si sono ritrovate al Santuario di Machaby per la gioiosa cerimonia che ne ha sancito l’inaugurazione dopo i lavori di restauro iniziati nel 2021 e conclusi nel 2023. Vedere il grande spiazzo davanti alla chiesa gremito di persone ha sorpreso i più giovani e commosso i più anziani, che hanno rivissuto il ricordo di quando il Santuario era meta di migliaia di pellegrini da tutta la Valle d’Aosta, dal Canavese e dal Biellese, di quando al “Patrón Matsabe” proprio lì, su quel prato, le bancarelle dei venditori ambulanti proponevano, per la meraviglia dei bambini, ricordini, giocattoli, palloncini. Poi gli anni hanno sbiadito quelle memorie e scrostato i muri. Addirittura una pianta aveva messo radici sulla cuspide del campanile. Un luogo del cuore che cadeva a pezzi.

Come ha ben spiegato la direttrice dell’Ufficio Beni culturali ecclesiastici ed Edilizia di Culto della Diocesi Roberta Bordon, la realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla sinergia tra enti pubblici e privati e la popolazione. Fondamentale è stato il ruolo svolto dalla Fondazione Crt che, mediante il bando “Santuari e Comunità - Storie che si incontrano” ha dato l’impulso ad avviare la progettazione del restauro del Santuario assegnando un contributo di 225mila euro. La Diocesi di Aosta ha ottenuto altri 2 importanti finanziamenti: uno dalla Conferenza Episcopale Italiana, che destina ogni anno parte dei fondi derivanti dall’8x1000 per il restauro degli edifici di culto, ammontante a 310.500 euro, e uno dalla Regione, pari a 300mila euro. Il Comune di Arnad, che fin dall’inizio ha sostenuto l’iniziativa, ha inoltre erogato un contributo di 30mila euro. L’intervento ha previsto il restauro strutturale e architettonico della chiesa e del campanile, degli intonaci interni ed esterni, dei materiali lapidei, la realizzazione di un’intercapedine per fermare l’umidità di risalita, la sistemazione della pavimentazione sotto il porticato e il restauro della facciata che ha permesso di riportare in luce le antiche e delicate pitture settecentesche. E’ stata sistemata la tettoia per il riparo e il ristoro dei pellegrini e costruito un bagno accessibile ai disabili nella cosiddetta casa del pellegrino. Grazie a una raccolta fondi tra la popolazione proposta in collaborazione con il Comune di Arnad e l’associazione Lo Doil, nei mesi compresi tra agosto e dicembre 2023 è stata poi raccolta l’importante cifra di 26.700 euro a cui si aggiungerà un altro stanziamento della Fondazione Crt, che permetteranno il restauro delle pitture e degli intonaci delle cappelle dei Misteri del Rosario: un cantiere avviato proprio in questi giorni.

“Investimento per il futuro di una comunità”

«Ci onora aver potuto contribuire come Amministrazione regionale al percorso comune che ha portato al restauro del Santuario, simbolo di una fede che viene dal profondo» ha dichiarato il presidente della Regione Renzo Testolin al termine della Messa celebrata dal vescovo monsignor Franco Lovignana e animata dai canti del Coro Verrès e della Cantoria parrocchiale di Arnad.

«Si tratta di investimenti per il futuro di una comunità intera, per rendere la storia viva e disponibile per gli altri» ha proseguito il presidente Renzo Testolin.

“Un luogo di patrimonio materiale e immateriale”

«I canti del Coro e della Cantoria ben rappresentano un patrimonio immateriale che si abbina a quella materiale del Santuario. - ha rimarcato l’assessore regionale ai Beni culturali Jean-Pierre Guichardaz - Ricordo che 40 anni fa ero capo dei Lupetti e ogni tanto entravamo qui in chiesa e ci stupiva vedere tutti gli ex voto alle pareti, tutte quelle stampelle… Quanta speranza e quanta devozione sono state accolte ed espresse in questo luogo bellissimo!».

“Simbolo della volontà della gente di Arnad”

«Questo luogo, così importante anche per la storia della Resistenza, simboleggia la forza e la volontà d’animo della gente di Arnad» ha detto con emozione il sindaco Alexandre Bertolin, che ha anche voluto ringraziare pubblicamente il suo predecessore Pierre Bonel, durante il mandato del quale è stato avviato il progetto.

Il vescovo Lovignana: “Eccocome viene usato l’8x1.000 alla Chiesa”

«Adesso tocca a voi. - ha ricordato il vescovo monsignor Franco Lovignana - Mi rivolgo agli abitanti di Arnad e ai fedeli di tutta l’Unità parrocchiale: tenere aperto il Santuario adesso è un obbligo! Dopo il restauro, questo luogo deve rimanere una realtà viva, la sua porta non può essere nuovamente chiusa».

«Quando nel 2018 l’allora presidente della Crt Giovanni Quaglia ci annunciò il nuovo bando a favore delle Diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta il mio pensiero è corso subito al Santuario di Machaby - ha rivelato monsignor Franco Lovignana - e adesso è una grande soddisfazione vedere questi lavori realizzati. Mi piace anche sottolineare l’importanza che hanno avuto in quest’opera i fondi dell’8x1.000 alla Chiesa cattolica: ecco a cosa servono concretamente le vostre firme».

Tantissime persone hanno partecipato domenica all’inaugurazione del Santuario

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