Dal giornale

In salita la staffetta Lavevaz-Testolin Agli alleati dell’Union Valdôtaine non sono bastate le spiegazioni

In salita la staffetta Lavevaz-Testolin Agli alleati dell’Union Valdôtaine non sono bastate le spiegazioni
Dal giornale 05 Novembre 2022 ore 22:43

Il motivo della staffetta? «Non ci è stato spiegato e non è chiaro». Lo dicono gli alleati di governo dell'Union Valdôtaine dopo la riunione che, nel primo pomeriggio di ieri venerdì 4 novembre, ha messo di fronte i vertici del Leone rampante e il presidente in pectore Renzo Testolin alle delegazioni dei partiti alleati nella maggioranza regionale. Era assente l'attuale presidente Erik Lavevaz. L'Union Valdôtaine, guidata dalla presidente del Mouvement Cristina Machet, ha spiegato che il partito ha deciso per il cambio di presidente perché Renzo Testolin, nel 2020, è risultato il più votato e perché non ha più pendenze con la giustizia. Cristina Machet ha aggiunto che il perimetro della maggioranza resta a diciotto.

All'uscita, ha parlato a nome degli alleati dell'Uv - undici consiglieri tra Alliance Valdôtaine-Vallée d'Aoste Unie, Stella Alpina, Evolvendo e Federalisti Progressisti-Partito Democratico - il coordinatore di Alliance Valdôtaine e consigliere regionale Albert Chatrian: «Abbiamo chiesto questo incontro per capire i motivi del cambio al vertice deciso dell'Uv. Le motivazioni fornite sono state poche. Ora i singoli movimenti si confronteranno al loro interno. Sarà dura però presentare ai nostri queste poche, scarse argomentazioni». Non si sono ipotizzati né tempi per la staffetta, né per la composizione della nuova Giunta Testolin, per la quale non esiste ancora nessun incarico formale.

L'incarico dato dal Comité Fédéral dell'Union Valdôtaine a Renzo Testolin di formare un nuovo governo regionale «Non sconfessa i due anni di Erik Lavevaz. - dichiara invece da parte sua Cristina Machet - Il ragionamento che è stato fatto è di riconoscimento di dignità al Mouvement intero, perché quando ci furono queste inchieste fu l'Union Valdôtaine a essere colpita pesantemente. Quindi noi non facciamo un ragionamento personale, con tutto il rispetto di Renzo Testolin, ma facciamo un ragionamento che dà dignità anche al Mouvement in generale rispetto a quello che è accaduto».

«La motivazione dell'incarico a Renzo Testolin - ha aggiunto Cristina Machet - sostanzialmente è una. Il ragionamento è che Renzo è il candidato più votato dell'Uv. Nel 2020 non gli fu proposto di fare il presidente della Regione per una situazione esterna che pendeva si di lui e che oggi è venuta meno. Questo ragionamento di riconoscere e rispecchiare la democraticità totale è un ragionamento che l'Uv si è sentita di fare. Il fatto è che per competenza, capacità, ruolo e preparazione certamente Renzo nel 2020 avrebbe potuto fare il presidente. Fu lui a fare il passo di lato per questioni che conosciamo - l'inchiesta Egomnia su un presunto scambio elettorale politico mafioso alle regionali del 2018, archiviata nelle scorse settimane, ndr - e che in questo momento sono venute meno».

«Con i nostri colleghi di maggioranza abbiamo riconfermato che il perimetro resta a diciotto e che quanto è stato stabilito nelle passate commissioni politiche, ovvero di dare rappresentanza a tutte le forze resta in essere come linea. Quindi al di là di quella che può essere una scelta interna all'Uv, restano i presupposti che c'erano precedentemente». Quindi non si cambia idea rispetto all’ingresso in Giunta di Claudio Restano di Evolvendo. Rispetto all’investitura di Renzo Testolin, c’è da dire inoltre che lo stesso gruppo unionista in Consiglio Valle non aveva votato la «designazione» all’unanimità: cinque favorevoli e due contrari, Roberto Barmasse ed Erik Lavevaz.

Il presidente attuale Erik Lavevaz e quello «entrante» Renzo Testolin

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