Il volontariato, la musica, il calcio: Aymavilles perde Corrado Belley

Il volontariato, la musica, il calcio: Aymavilles perde Corrado Belley
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La musica lo accompagnava in ogni momento del giorno, gesti veloci, passo svelto, ritmato come dalle note di un pentagramma per Corrado Belley. Stessa musica che gli era stata compagna ed amica nelle gallerie di Cogne, nel frastuono della miniera dove era arrivato da ragazzo, lui nato il 27 marzo del 1935 a Cheriettes di Aymavilles, il suo villaggio per sempre. Aveva ventinove anni quando divenne messo comunale del paese, lasciando per sempre la magnetite di Cogne ma imparando a salire e scendere le strade ed i sentieri di Aymavilles, su fino a Vieyes e Ozein, accompagnando il progresso, passando dalle lunghe camminate all’uso dell’auto, seguendo i bambini delle scuole, conoscendo tutti, casa per casa, patendo per l’abbandono della montagna.

La musica era la sua vita, cantava salendo e scendendo, passando per lavoro dalla Dora agli alpeggi. Sempre cantando si occupava del vecchio campo sportivo di Aymavilles, perché il calcio era l’altra passione di Corrado Belley, piccola e scattante ala, giocatore di fascia del Saint-Léger fino nella Seconda categoria, poi gestore del terreno erboso, occasione per rimanere nell’ambiente e raccontare le avventure del calcio valdostano e quelle del Milan dei suoi idoli.

Nel settembre del 1965 aveva sposato Miriam Comiotto di Cogne, mancata dieci anni fa, con viaggio di nozze a San Lorenzo al Mare in Liguria e la successiva nascita di Patrizio del 1966 ed Ivo del 1969. La pensione arrivata a metà degli anni Ottanta era stata l’occasione per aumentare il suo impegno, sia con la squadra del paese che nel volontariato, a cominciare dalla cantoria di Aymavilles, nella quale era entrato da giovane, proprio per cantare. E lo faceva così bene che negli anni Novanta era stato selezionato a fare parte del Choeur Emile Chanoux che si esibiva nelle occasioni ufficiali a cominciare dal Concert pour l’Autonomie in Cattedrale, dove Corrado elegantissimo nel suo abito scuro e con gli occhiali dalle lenti spesse si distingueva sempre per la sua bella voce.

Solo nello scorso novembre, Corrado Belley ha dovuto rinunciare a cantare a Aymavilles, nella chiesa dove è stato salutato lunedì scorso, 13 maggio, dopo essere mancato nella sua casa di Cheriettes sabato. Per lui l’affettuoso ricordo di un’intera comunità, che lo ha avuto amico e puntuale volontario da vent’anni alla Casa di riposo Saint-Léger, occupandosi dell’orto, del verde intorno alla struttura e soprattutto aiutando tutti i giorni le persone non autosufficienti.

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