Dal giornale

Il Savt: «Dietro a quella sentenza si cela un attacco all’Autonomia»

Il Savt: «Dietro a quella sentenza si cela un attacco all’Autonomia»
Dal giornale 30 Luglio 2022 ore 22:15

«Noi onoriamo la sentenza e pagheremo le spese, abbiamo 60 giorni per decidere se andare in Cassazione. Ma chi mette in dubbio l'operatività del Savt e chi vorrà usare la sentenza in modo strumentale, lo porteremo fino all'ultimo grado di giudizio». Claudio Albertinelli, segretario generale del Savt, è molto duro nei confronti di Cisl e Uil che, nella vicenda che ha portato in Tribunale l’Istituto musicale pareggiato per comportamento antisindacale, hanno preso una posizione che ha spaccato il fronte sindacale. «Siamo stati zitti per un anno e mezzo - sottolinea Claudio Albertinelli nell’incontro con gli organi di stampa di mercoledì 27 luglio - ma ora ne dobbiamo parlare».

In nome della minoranza linguistica

Nella sentenza di primo grado, il 25 maggio 2021, il Savt si era visto riconoscere il diritto a contestare un comportamento antisindacale dell’Istituto musicale per aver aperto una trattativa a parte, e non congiunta, con gli altri sindacati, in merito alla discussione sulla banca ore dei docenti. All’esito del ricorso si erano opposti lo stesso Conservatorio, insieme a Uil Plf VdA, Cisl Fp Valle d’Aosta, Fp Cgil Valle d’Aosta. «Siamo rimasti molto stupiti - commenta Claudio Albertinelli - che lo stesso avvocato che difende i lavoratori si fosse messo dalla parte del datore di lavoro». Il 14 luglio 2021 Istituto musicale e Savt erano arrivati ad una conciliazione che, appunto, prevedeva la discussione sulla banca ore in un tavolo separato. I sindacati si erano opposti ma il Tribunale, il 21 febbraio 2022, li aveva condannati a pagare le spese al Savt. Questo però aveva provocato la reazione di Cisl e Uil, che avevano presentato ricorso alla Sezione lavoro della Corte d’Appello di Torino: ad essere messa in dubbio, con particolare evidenza, è la rappresentatività nazionale del Savt in relazione al suo essere una «Associazione di lavoratori appartenenti ad una minoranza linguistica». Senza contare gli oneri, il Savt viene condannato a rimborsare alle appellanti 3.200 euro per le spese di entrambe le fasi del giudizio di primo grado, e altri 1.830 euro per il nuovo grado di giudizio. Ora il Savt prevede un ulteriore appello, per quanto si prepari a pagare le spese, ma il non essere riconosciuti sindacato di una minoranza non va giù. «Nessuna delle fonti normative - si legge nella motivazione della sentenza - contiene disposizioni che attribuiscano la legittimazione ad agire per la repressione della condotta antisindacale anche ad associazioni sindacali radicate in una sola regione, e non diffuse, almeno, “su gran parte del territorio nazionale”», per cui il Savt avrebbe potuto agire solo «Nella materia della previdenza e delle assicurazioni sociali». Secondo i giudici, il sindacato non avrebbe neppure potuto agire come associazione di lavoratori di minoranze linguistiche, e quindi estendendo ad essa le competenze di un sindacato nazionale, «Perché - scrivono i giudici - il Savt non è un’associazione sindacale costituita “tra lavoratori appartenenti alla minoranza linguistica”, come risulta dallo Statuto della stessa associazione, che nei suoi 16 articoli non contiene alcun riferimento alla rappresentatività della minoranza linguistica e che dichiara espressamente che “al Savt possono iscriversi le persone appartenenti alle categorie citate in preambolo anche se non residenti né operanti in Valle d’Aosta”».

«Non condividiamo la sentenza nel passaggio in cui riporta che il Savt non è sindacato della minoranza linguistica - sostiene Claudio Albertinelli - ma questo è negare l'evidenza. Lo statuto è chiaro. La Valle d’Aosta è una minoranza e sono le istituzioni ad occuparsi di difenderla, gli articoli della Costituzione e le leggi che tutelano la minoranza francofona. Quelli che ci hanno portato a sentenza sono quelli che lavorano con noi da 70 anni. Abbiamo il sospetto che si stia cercando di strumentalizzare, ma attaccare il Savt è un modo per attaccare il sistema dell'autonomia valdostana». Intanto, per l’anniversario della fondazione, il sindacato ha previsto una commissione che si occupi di aggiornare lo statuto. «È possibile che dopo 70 anni sia necessario precisare alcune cose. - dichiara Claudio Albertinelli - La commissione sta già lavorando sulle cariche e il sistema elettivo. Considereremo anche gli aspetti sottolineati dalla sentenza».

La versione di Cisl e Uil

Il giorno successivo alla conferenza stampa del Savt, Cisl e Uil contestano la corretta ricostruzione della vicenda giudiziaria e sottolineano «L’assoluta erroneità di quanto asserito». Inoltre nella nota delle 2 sigle sindacali «Si ribadisce come l’autonomia valdostana nulla abbia a che vedere con la vicenda giudiziaria derivata solo ed esclusivamente dalla volontà del Savt, forte di appoggi politici, di imporre le proprie volontà agli altri sindacati e, quindi, ad ogni singolo iscritto ad ogni sigla sindacale: è detto atteggiamento totalitario e di pensiero unico a risultare quanto meno lesivo della storia che ha portato alla conquista dell’autonomia valdostana».

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