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Il Parco del Gran Paradiso entra per la terza volta nella Green List

Il Parco del Gran Paradiso entra per la terza volta nella Green List
Dal giornale 01 Maggio 2021 ore 06:42

«Essere riusciti a confermare per la terza volta, dopo il 2014 e il 2017, la presenza del Parco del Gran Paradiso nella Green List dell’Unione internazionale per la conservazione della natura-IUCN è un grande risultato, frutto del lavoro collettivo svolto con competenza, professionalità e passione da tutto il personale amministrativo, tecnico e dal corpo di sorveglianza del Parco che deve essere orgoglioso per aver raggiunto questo grande obiettivo. Ciò evidenzia non solo l’efficienza nella gestione, soprattutto la capacità del Parco di saper dialogare con gli abitanti e con il territorio di riferimento».

Così esprime la propria soddisfazione Italo Cerise presidente dell’Ente Parco Gran Paradiso in merito al riconoscimento che conferma per la terza volta l’inserimento dell’area protetta nella Green List Iucn. Quest’ultima attualmente conta 59 aree protette in 16 paesi del Mondo. Per l’Italia oltre al Gran Paradiso vi sono il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Questo risultato non era scontato, spiega ancora Italo Cerise, «Soprattutto dopo che l’Unione internazionale per la conservazione della natura aveva definito i nuovi parametri per ottenere questa prestigiosa certificazione internazionale. L’inserimento del Parco nella Green List non deve essere considerato un punto d'arrivo, piuttosto come un punto di partenza per migliorare ulteriormente l'efficacia delle nostre attività a favore della conservazione e dello sviluppo sostenibile. Proseguire su questa strada è la sfida che il Parco dovrà affrontare e vincere nei prossimi anni».

La Green List è finalizzata a valorizzare la gestione efficace ed efficiente del capitale naturale delle aree protette nel mondo, che sappiano dimostrare a tutti gli effetti di essere le migliori sia in termini di conservazione naturalistica che in termini di gestione.

Evidenzia il presidente Italo Cerise che essere inseriti nella Green List non è cosa semplice, perché questo significa «Accettare di sottoporsi a una valutazione sulla propria attività, in questo caso parliamo di noi, cioè del nostro Parco, valutazione che è svolta da una commissione internazionale che si basa su 50 indicatori che analizzato tutto quanto il Parco svolge. Si va dalla ricerca scientifica alla pianificazione territoriale, al rapporto che si pone con il territorio e con le diverse attività legate allo sviluppo: turistiche, di promozione, centri visitatori, e tanto altro. Il concetto è che a ogni rinnovo bisogna ripartire da capo. Nel 2014 siamo stati segnalati dal Ministero dell’Ambiente, dopodiché nel 2017 siamo stati riconfermati. La questione si è ripetuta anche quest’anno. E questo vuole dire che siamo stati capaci di mantenere gli standard di alto livello. Da qui in avanti il Parco può solo migliorare la propria efficacia ed efficienza, espletando le finalità che gli sono state affidate come compito istituzionale. In estrema sintesi, la Green List è una procedura finalizzata a verificare la capacità del Parco di saper coniugare la conservazione della biodiversità che è il motivo per il quale è stato istituito, con lo sviluppo sostenibile delle comunità che vivono al suo interno e nelle aree limitrofe. Non più solo la salvaguardia di specie e habitat a rischio, anche le azioni a favore dell’economia locale secondo principi di sostenibilità».

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