Dal giornale

Guido Cossard: «La pensione non sarà un punto di arrivo ma di partenza»

Guido Cossard: «La pensione non sarà un punto di arrivo ma di partenza»
Dal giornale 27 Agosto 2022 ore 21:05

Da giovedì prossimo, 1° settembre, il professor Guido Cossard sarà in pensione. Il suo è un nome noto ad Aosta - e non solo - per le molteplici attività a cui si è dedicato: insegnante prima e dirigente scolastico poi nonché consigliere e assessore al Comune di Aosta. Inoltre è un appassionato studioso di archeoastronomia. Nato ad Aosta, il 31 agosto 1958, Guido Cossard ha frequentato il Liceo Scientifico e si è laureato in Fisica. La sua prima supplenza risale al 1977, però il primo incarico annuale è di alcuni anni dopo, in quello che allora era il Biennio Unitario Sperimentale.

Dirigente da 10 anni, ne ha trascorsi 2 all’Istituzione scolastica “Viglino” di Villeneuve e gli altri all’Istituzione scolastica Saint-Roch di Aosta. Negli anni 1983 - 1984 ha frequentato la Scuola Militare Alpina e ha prestato il servizio di prima nomina nel Battaglione Aosta con il grado di sottotenente.

Dal 1990 al 2000 è stato consigliere comunale. Dal 2000 al 2005 ha ricoperto l’incarico di assessore all’Urbanistica, Patrimonio e Ambiente per la Stella Alpina. Poi dal 2005 al 2010 è stato assessore alla Cultura, Sport e Politiche giovanili, «Un periodo che mi ha riservato molte soddisfazioni, - commenta Guido Cossard - tra le quali la realizzazione della Cittadella dei Giovani». Nel 2005 è stato eletto vicepresidente del Consiglio comunale. Lo stesso anno l’International Astronomical Union, l’unico organismo internazionale che ha facoltà di attribuire i nomi ai corpi celesti, gli ha dedicato il pianetino 4993, che da allora si chiama, appunto, Cossard. Tra le motivazioni vi sono i lavori svolti da Guido Cossard in Valle d’Aosta e l’interpretazione del calendario celtico di Coligny. Ha poi scritto numerosi libri, di cui uno tradotto in spagnolo (“Firmamentos Perdidos”) e diffuso in Messico e nell’America Latina, e uno con la celeberrima astronoma Margherita Hack scomparsa nel 2013 (“Il lungo racconto dell’origine”). Sposato con Cinzia Ruggiero ha 2 figli: Alessandro, 31 anni, laureato in Fisica dei Sistemi Complessi, a Torino, che attualmente sta terminando un dottorato alla Facoltà di Chimica di Torino, e Francesco, 23 anni, che ha appena terminato la prestigiosa Scuola Internazionale di Comics, a Roma, e si appresta a iniziare la sua carriera di fumettista.

Professor Cossard, da giovedì prossimo lei sarà in pensione. E' quindi tempo di bilanci: qual è stata la sua più grande soddisfazione professionale in questi anni?

«La più grande soddisfazione professionale, nell’ambito dell’astronomia, è stata la dedica di un pianetino per meriti scientifici. Come dirigente, invece, la più grande soddisfazione è stata quella di sentire la vicinanza è l’apprezzamento dei genitori nei confronti della nostra scuola. La nostra istituzione è sempre stata molto richiesta e non è sempre stato possibile accogliere tutte le domande di iscrizione. Questo risultato è stato raggiunto grazie alla grande professionalità e disponibilità di tutti: sto parlando di professori e insegnanti, appassionati e disponibili, ma anche del grande lavoro del tecnico e delle segreterie che è fondamentale e, purtroppo, non risulta sempre adeguatamente riconosciuto».

Si parla molto del sistema scolastico italiano: quali sono i principali pregi e quali invece i difetti di quello valdostano?

«I pregi del sistema scolastico valdostano sono sicuramente legati alla buona qualità del sistema nel suo insieme, sia per quanto concerne l’aspetto logistico che per quanto riguarda l’aspetto professionale; ne sono dimostrazione per esempio i recenti risultati INVALSI ottenuti dagli allievi valdostani. A mio avviso non esiste un problema specifico regionale, ma il più grosso limite del sistema scolastico è a livello nazionale, ed è rappresentato da un certa ingessatura delle indicazioni nazionali e una mancanza di coraggio nel rinnovare le discipline e le materie di studio. C’è una stacco troppo grande tra quello che insegniamo e quello che si aspettano i ragazzi. Nella nostra istituzione abbiamo tentato di avvicinarci al linguaggio degli allievi attraverso la tecnologia, in particolare la robotica. Inoltre esiste una eccessiva burocratizzazione della scuola, con troppo tempo e troppe risorse mentali dedicati a stesura di relazioni e documenti vari, oppure a riunioni, talvolta non strettamente indispensabili, rispetto al tempo di insegnamento e di formazione. Ho compilato più questionari in 10 anni da dirigente che in tutto il resto della mia vita».

Secondo lei il sistema scolastico valdostano ha affrontato correttamente l'emergenza Covid o si poteva fare di più e meglio?

«A mio giudizio, il sistema valdostano, e non solo quello scolastico, ma anche quello sanitario, ha affrontato correttamente e in modo efficace l’emergenza Covid. D’altra parte le variazioni di indicazioni improvvise, e non sempre chiarissime, che si susseguivano dal campo nazionale, non avrebbero consentito di fare di più».

Al di là della scuola, la sua grande passione è l'archeoastronomia: come è nato questo interesse e quali progetti ha nel cassetto?

«La passione è nata grazie all’Area megalitica di Saint-Martin-de Corléans ad Aosta. L’area era già nota negli ambienti scientifici e il professor Giuliano Romano, del’Università di Padova, uno dei precursori dell’archeoastronomia in Italia, mi ha contattato per svolgere uno studio congiunto, cosa che abbiamo realizzato nel 1991, trovando una grande quantità di allineamenti astronomici. Poi ho proseguito con uno studio sul cromlech del Piccolo San Bernardo e infine ho allargato gli orizzonti al territorio nazionale e non solo. Ho studiato siti in tutto il mondo, dal Messico al Senegal. Adesso ho intenzione di organizzare un corso di archeoastronomia, per aumentare il numero di persone in grado di svolgere certi lavori sul campo».

Lei è noto anche per il suo impegno politico: è una passione ancora viva?

«La passione per la politica è sicuramente ancora viva, ma la voglia di impegnarsi in prima persona lo è un po’ meno».

La pensione è un traguardo agognato da tutti: per lei è un punto d'arrivo o di (ri)partenza? A cosa si dedicherà nei prossimi anni?

«E’ sicuramente un punto di partenza. Nei prossimi anni intendo dedicarmi a quelli che sono i miei interessi, con conferenze, articoli e libri. In questo momento sto approfondendo l’astronomia dei Celti e poi voglio realizzare una sistematizzazione di tutto gli i lavori di ricerca che ho svolto in Valle d’Aosta».

Guido Cossard

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