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Giuseppe Romano, il direttore dell’Inail che amava il mare

Giuseppe Romano, il direttore dell’Inail che amava il mare
Dal giornale 23 Gennaio 2021 ore 12:00

Era severo ma giusto, un uomo che per il suo rigore e per le sue capacità professionali veniva rispettato e stimato da tutti. Giuseppe Romano, nato a Locri, in provincia di Reggio Calabria, il 2 dicembre 1942, ha iniziato la sua carriera all’Inail nel 1965. La sua gioventù non fu facile, dato che era il penultimo di 10 figli, ma con la determinazione che lo accompagnò per tutta la vita riuscì a diplomarsi al Liceo Classico e poi a laurearsi brillantemente in Scienze politiche. Vinto il concorso all’Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro venne assegnato alla Direzione regionale del Piemonte. Poi, dal 1993 al 1997, diresse la sede regionale dell’Inail di Aosta, sostituendo Domenico Garrone. Successivamente fu direttore delle sedi di Cuneo dal 1997 al 1998, e di Genova dal 1998 al 2000, anno in cui per pochi mesi ricoprì tale incarico anche per quella di Trento. Un percorso professionale importante che si concluse con la pensione il 1° febbraio 2006, dopo essere stato nominato vicedirettore regionale del Piemonte.

Giuseppe Romano - Pepé per gli amici - fu inoltre segretario per il Piemonte e la Valle d’Aosta del sindacato autonomo Fiap-Cisal. Un ruolo che assunse con grande impegno e che lo vide molto attivo nella difesa senza compromessi degli iscritti, i quali in lui erano certi di avere un punto di riferimento sicuro per ogni esigenza. Le sue capacità sono testimoniate anche dal fatto che fu tra i dirigenti selezionati dai vertici dell’ Inail a cui affidare le ispezioni nelle sedi dell’istituto nelle diverse regioni italiane. Un compito anche questo di elevata responsabilità, che poteva essere assegnato solo a chi univa una solida esperienza a doti professionali fuori dal comune. Al di là del lavoro, Giuseppe Romano nutriva una passione sconfinata per il mare, tanto che quando poteva tornava a Locri in Calabria, dove era nato. Aveva una barca e trascorreva intere giornate a pescare. Tutto ciò fino a quando le condizioni di salute glielo hanno permesso. Da tempo, infatti, lottava contro un male incurabile. È mancato nella sua casa in via Roma ad Aosta domenica scorsa, 17 gennaio. Ad assisterlo con infinito amore è stata la moglie Emilia Scotpaz. I funerali sono stati celebrati da don Luigino Da Ros nella chiesa dell’Immacolata martedì 19. Lascia il figlio Umberto Romano, stimato notaio di Torino, con le nipoti Vittoria e Costanza, e la moglie Emilia con le figlie Mara e Martina D’Amico, oltre ai piccoli André e Giada.

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