Dal giornale

Gilbert Savoye, il portalettere benvoluto da tutti

Gilbert Savoye, il portalettere benvoluto da tutti
Dal giornale 13 Marzo 2021 ore 09:57

Aveva un bel sorriso con lo sguardo che brillava di simpatia come la neve al sole, Gilberto Savoye, solo Gilbert per i tanti amici. La sua è stata per anni una figura familiare per gli abitanti di Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen, Allein e Etroubles. Era, infatti, il portalettere e ogni volta che suonava il campanello non mancava di scambiare due chiacchiere con i destinatari delle missive che doveva consegnare. La grande anima di Gilbert Savoye è tornata in cielo lunedì 8 marzo. Era nella casa di Signayes che la figlia Gabriella aveva affittato accanto alla sua, al fine di accudirlo amorevolmente con il compagno Adolfo Cerlogne dopo la diagnosi di una malattia incurabile. I funerali sono stati celebrati da don Claude Duverney nella chiesa di Bosses mercoledì scorso, 10 marzo. Gilbert Savoye era nato nel 1951 e il prossimo 11 aprile avrebbe perciò compiuto 70 anni. I suoi genitori, Antonio Savoye e Antonietta Ronc, abitavano a Cuchepache e lui era l’ultimo di 3 fratelli, dato che era venuto alla luce dopo Renato e Franca. La sua gioventù è stata quella di tanti enfants du pays cresciuti aiutando la famiglia che traeva sostentamento dall’agricoltura e dall’allevamento. Una vita semplice, con le montagne negli occhi a due passi dal cielo terso. Il primo vero lavoro, quando era ancora un ragazzo, lo vide impegnato come battipista a Champoluc di Ayas. Poco dopo venne assunto come postino, un impiego che lo accompagnò fino alla pensione. La decisione di mettere su famiglia giunse quando conobbe Isabella Prada, una bella ragazza milanese che con i genitori trascorreva le vacanze estive nella casa di famiglia a Laval. La coppia si sposò nel 1984 e il 10 luglio dell’anno dopo nacque la figlia Gabriella, oggi spedizioniere doganale al Traforo del Gran San Bernardo. Purtroppo Gilbert Savoye perse prematuramente la moglie nel 1996 ma, nonostante l’immenso dolore, il suo spirito di servizio per la comunità non venne meno. Era sempre pronto ad aiutare il prossimo, collaborando con la Pro Loco di Saint-Rhémy-en-Bosses, dove gli era spesso affidato il compito di preparare la polenta, e ricoprendo per anni il ruolo di capogruppo degli alpini. Ora riposa in pace e i suoi cari ritroveranno per sempre negli occhi della nipotina Greta di 4 anni lo sguardo buono e sincero di quel nonno così speciale.

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