Dal giornale

Fondazione Montagna Sicura, le priorità restano la formazione e il cambiamento climatico

Fondazione Montagna Sicura, le priorità restano la formazione e il cambiamento climatico
Dal giornale 09 Gennaio 2021 ore 19:31

Nel suo intervento, in occasione della rielezione per un triennio alla presidenza di Fondazione Montagna Sicura (avvenuta martedì 29 dicembre scorso) Guido Giardini, primario di Neurologia all’Ospedale regionale Umberto Parini di Aosta - e in quanto Presidente della Fondazione nominato dal presidente della Regione Erik Lavevaz nell’Unità di supporto e coordinamento per l’emergenza Coronavirus - ha evidenziato 2 priorità: l’uscita dalla pandemia con la ripresa di tutte le attività, in particolare di quelle formative in presenza; l’impatto degli effetti del cambiamento climatico sui territori di alta quota, che incide sulle attività di monitoraggio e di prevenzione dei rischi svolte dalla Fondazione.

«Le attività formative si sono svolte quasi tutte online, tranne quelle che richiedevano esercitazioni pratiche con le guide» spiega Guido Giardini. «Appena possibile torneremo ai corsi in presenza, non penso prima dell’autunno del 2021».

«Nonostante le difficoltà legate alla pandemia abbiamo cercato di mantenere aperti l’ufficio che si occupa del monitoraggio dei ghiacciai e l’ufficio neve e valanghe, che con le abbondanti nevicate di inizio gennaio è attualmente il più strategico», illustra Guido Giardini.

«Il primo ufficio realizza analisi sofisticate, e i ghiacciai di Planpincieux e Whymper in Val Ferret sono gli “osservati speciali”, che il Dipartimento regionale che si occupa dei rischi idrogeologici e glaciali consegna ai decisori politici. - precisa Guido Giardini - Ha tutto l’anno un glaciologo in sede, reperibile pure d’estate, che è la stagione più critica. Il secondo, grazie a 6 tecnici nivologi nella sede di località Amerique a Quart, emette il bollettino neve e, grazie a una convenzione con il Celva, supporta le commissioni valanghe dei Comuni».

La Fondazione Montagna Sicura fa parte di diverse reti transfrontaliere con istituti di ricerca francesi e svizzeri su temi che riguardano i rischi glaciali, la nivologia e la medicina di montagna. «Stiamo lavorando per presentare progetti per la nuova programmazione europea 2021-2027. Per ora ne abbiamo 15 relativi alla programmazione precedente, di cui uno insieme alla Svizzera su telemedicina e assistenza alle patologie tempo-dipendenti, quelle in cui l’intervento tempestivo è cruciale per la prognosi. Nei primi mesi di quest’anno ci dedicheremo ai cambiamenti climatici, alla telemedicina e all’impatto delle nuove tecnologie su entrambi questi campi».

A livello regionale sono attive 2 convenzioni istituzionali: con l’Assessorato delle Finanze, dell’Innovazione, delle Opere pubbliche e del territorio - relativa a rischi glaciologici, neve e valanghe - e con l’Assessorato dell’Ambiente, dei Trasporti e della Mobilità sostenibile, nell’ambito della quale è rilevante l’attività svolta per l’Espace Mont Blanc, ente italo-franco-svizzero che si riunisce ogni 6 mesi e che promuove iniziative comuni che riguardano il Monte Bianco, in particolare il dossier che lo promuove come patrimonio dell’Unesco.

Sono molteplici inoltre le attività di collaborazione con le Province autonome di Trento e Bolzano e con i loro enti analoghi alla Fondazione - tra questi l’Eurac Research di Bolzano - e con le università lombarde che lavorano a progetti europei sugli stessi temi, e con la Società italiana di medicina di montagna, con la quale è in atto una convenzione sulla formazione.

Nella prossima riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione Montagna Sicura (del quale oltre al presidente Guido Giardini fanno parte Barbara Frigo e Andrea Cargnino nominati dalla Giunta regionale, Iris Hélène Voyat, vicepresidente, nominata dal Comune di Courmayeur e Pietro Giglio, rappresentante delle Guide alpine - Unione Valdostana Guide di Alta Montagna e Soccorso Alpino valdostano) sarà confermato il precedente comitato scientifico, al quale partecipano come componenti esperti internazionali, dell’Università di Zurigo per i rischi glaciali, dell’Istituto di Davos per neve e valanghe, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, del Politecnico di Torino e dell’Università della Valle d’Aosta per gli aspetti di economia del turismo di montagna. «Con il comitato abbiamo messo a punto l’attività triennale 2021-23 della Fondazione. Ora darà idee e pareri sui progetti della futura programmazione europea», conclude Guido Giardini.

Tra gli obiettivi nella comunicazione social (si sono superati i 14.000 like sulla pagina Facebook e i 1.800 followers su Instagram), figurano una maggiore sinergia istituzionale e l’apertura di un dialogo con i frequentatori della montagna, sia professionisti sia giovani, nella stagione invernale ed estiva.

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