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Ferrovia Torino-Aosta, rivolta dei pendolari “Ripristinate subito le fermate soppresse”

Ferrovia Torino-Aosta, rivolta dei pendolari “Ripristinate subito le fermate soppresse”
Dal giornale 09 Gennaio 2021 ore 06:06

Una nuova iniziativa si unisce alle proteste messe già in atto da pendolari e istituzioni - Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Uncem e i sindaci canavesani - contro l’entrata in vigore, domenica 13 dicembre scorso, del nuovo orario ferroviario invernale sulla linea Torino-Chivasso-Ivrea-Aosta. La drastica riduzione delle fermate alle stazioni di Borgofranco, Strambino, Caluso e Montanaro ha inevitabilmente generato un grande disservizio per il trasporto locale di pendolari, studenti e lavoratori e scatenato una inevitabile mobilitazione del territorio che oggi si fa forte anche di una petizione on-line promossa in rete da Massimo Giugler, già consigliere comunale a Quassolo nella lista “Quassolo da vivere insieme”. L’iniziativa in pochi giorni ha raccolto circa 1.300 firme, con il fermo obiettivo arrivare a totalizzarne almeno 1.500.

Scopo della levata di scudi, come si legge nel testo della petizione, è sollecitare la richiesta di «un immediato ripristino delle fermate, come nel precedente orario, l’apertura di un tavolo di concertazione con le associazioni dei pendolari per elaborare un orario consono alle esigenze degli utenti nonché l’impegno delle 2 Regioni Piemonte e Valle d’Aosta per la valorizzazione della linea in questione».

La richiesta, intitolata “Una ferrovia per tutti”, si è ampiamente diffusa in rete e sui social, con un gran numero di condivisioni.

A Borgofranco d’Ivrea la fermata era stata inizialmente soppressa nel nuovo orario invernale, per poi essere ripristinata in extremis da Trenitalia, che ha fatto retromarcia a fronte del pressing della Regione Piemonte e dei sindaci canavesani.

Il primo cittadino di Borgofranco Fausto Francisca, da sempre in prima linea per difendere il trasporto ferroviario locale, ha definito l’iniziativa «un primo passo contro gli egoismi di una Regione che crede di poter calpestare i diritti di chi non gode dei suoi privilegi», con evidente allusione alla Valle d’Aosta.

La petizione in corso tende a rimarcare come il nuovo orario invernale di Trenitalia, pianificato dal gestore del servizio e imposto dalla Regione Valle d’Aosta (cui compete l’intero blocco dei treni sulla tratta Chivasso-Aosta, tranne per quelli che uniscono Ivrea a Novara, transitando per Chivasso e fermandosi in tutte le stazioni), sia stato imposto unilateralmente «senza alcuna concertazione con le associazioni degli utenti e in un periodo in cui si punta alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, incentivando l’uso del mezzo pubblico e collettivo. Una simile scelta comporterà, per gli utenti della linea, di spostarsi con mezzi propri e individuali alle stazioni di Ivrea, di Pont-Saint-Martin e Chivasso, con aggravio di costi per il cittadino, aumento di traffico e inquinamento».

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