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ETwinning, la scuola non si arrende Le attività sulla piattaforma europea

Dal giornale 05 Febbraio 2022 ore 06:06

I progetti eTwinning potrebbero aver salvato la speranza per il mondo della scuola di poter ancora formarsi e conoscere viaggiando in altri Paesi europei. Le attività sulla piattaforma europea per lo staff delle scuole sono continuate, anche solo online, e giovedì 10 febbraio si concluderanno gli appuntamenti “sportello”, su prenotazione da parte degli insegnanti, per consultarsi con l’ambasciatrice per la Valle d’Aosta e referente pedagogico Ornella Musella e la referente istituzionale Lara Arvat.

Cos’è eTwinning

Nato in ambito europeo nel 2005 come principale azione del Programma eLearning della Commissione europea, nel 2014 eTwinning è stato integrato in Erasmus+, il Programma europeo per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport. Oggi è finanziato attraverso Indire, l’Istituto nazionale per la documentazione, innovazione e ricerca educativa, che nella sua pagina Internet etwinning.indire.it riunisce, regione per regione, le informazioni e la rete di oltre 150 docenti esperti in eTwinning, referenti e ambasciatori, attiva dal 2009. Nell’Unione europea, il progetto oggi riunisce 1 milione e 21.200 insegnanti e 228.979 scuole, che interagiscono attraverso 134.264 progetti, che si possono proporre o scegliere su etwinning.net e gestire nello spazio etwinning live.

In Valle d’Aosta

Pioniere del progetto nelle scuole valdostane è stato il professor Costantino Soudaz, che ha ricoperto, dall’avvio dell’azione eTwinning nel 2010 fino al suo pensionamento a fine 2016, il ruolo di ambasciatore e formatore. Già docente di elettronica nelle scuole superiori della Bassa Valle, nel marzo 2020 è stato fra le vittime del Covid. E’ nata così l’idea di ricordarlo intitolandogli un premio, promosso dalla Sovraintendenza agli studi, che valorizza l’impegno delle istituzioni scolastiche, in ambito internazionale, motivandole, quindi, a usufruire pienamente delle opportunità offerte dai Fondi europei per il prossimo periodo di programmazione. La premiazione per la seconda edizione del premio sarà in aprile.

«Il primo progetto in Valle, nel 2010, si intitolava “Nos contes dans nos langues”. - racconta l’attuale ambasciatrice Ornella Musella - Alunni e docenti della Barone di Verrès, l’allora Walser et Mont Rose B, la Mont Emilius 1 e il Liceo linguistico Bérard si sono messi in relazione con altre istituzioni scolastiche di città francesi, come Perpignan, Montpellier, Carcassonne». Ornella Musella segue nel ruolo a Rita del Favero, referente all’interno della Sovraintendenza resta Gabriella Vernetto, dirigente tecnico per l'educazione bi-plurilingue. Oggi la scuola capofila è l’istituzione scolastica Luigi Barone di Verrès. La Barone ha anche ricevuto il «Label scuola eTwinning», che rientra nei Certificati di Qualità conferiti agli insegnanti per i loro progetti, sia a livello nazionale che a livello europeo.

«Un certificato internazionale è stato assegnato al Licam di Aosta - continua Ornalle Musella - dove la professoressa Tiziana Ester Esposito ha promosso una app al mese per scambiare informazioni con i partner: sul loro sito, hanno utilizzato forme come il diario di bordo e lo storytelling».

Prepararsi alla mobilità

La parte più ambita dei progetti è quella che permette lo scambio tra studenti, che a turno vengono ospitati nelle famiglie dei corrispondenti, vivendo esperienze uniche fin dalle scuole medie. «Con la pandemia ci siamo arrangiati organizzati come potevamo. - continua Ornella Musella, che insegna francese alla Barone - I ragazzi hanno realizzato biglietti e regalini che si sono spediti, hanno continuato ad incontrarsi online, tramite la piattaforma eTwinning. Ora speriamo che si possano riprendere, a poco a poco, anche gli scambi in presenza».

Normalmente, la formazione serve sia a preparare lo staff prima di partire per gli scambi, sia per progettare insieme la collaborazione a distanza, in video conferenza o in chat. «Potersi incontrare anche online è stato un punto di forza, in periodo di pandemia. - commenta la referente istituzionale Lara Arvat - Nelle formazioni con i docenti di ogni ordine e grado di scuola, ora stiamo lavorando in workshop su temi scelti, come le fake news, lo storytelling o l'inclusione». Le formazioni in vista delle mobilità Erasmus stanno riscontrando molto interesse, con punte che superano le 40 presenze in un incontro.

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