Dal giornale

Escort uccisa, gli inquirenti a caccia dell’arma del delitto

Escort uccisa, gli inquirenti a caccia dell’arma del delitto
Dal giornale 01 Maggio 2021 ore 01:13

Nell'alloggio di viale Partigiani ad Aosta, dove sabato 17 aprile scorso è stata uccisa la escort 32enne di origini rumene residente a Lucca Elena Raluca Serban, gli agenti hanno trovato tracce di sangue sul pavimento del soggiorno, una dozzina in tutto. Ma anche su quello della camera da letto, dove ne sono state rinvenute poi su un cuscino e su una tenda. Altre macchie erano su uno scalino della prima rampa condominiale, oltre nell'antibagno e in bagno, sul termosifone e a terra, dove la vittima è stata trovata sgozzata seminuda. Il posizionamento delle tracce di sangue può essere utile agli investigatori della Squadra Mobile per comprendere la dinamica di quanto avvenuto all'interno dell'alloggio nei 38 minuti in cui è entrato Gabriel Falloni, operaio edile di 36 anni, originario di Sorso, in provincia di Sassari, e domiciliato a Marsan di Nus, in carcere come unico indiziato dell'omicidio. L'autopsia disposta dalla Procura servirà a chiarire anche se la donna ha subito violenza sessuale. Da eventuali tracce biologiche sotto le sue unghie si potrebbe poi risalire all'aggressore. Secondo Polizia e Procura di Aosta, il presunto assassino aveva preso appuntamento con la donna dopo aver trovato il suo numero di telefono su un sito di annunci per escort. A incastrarlo ci sono i tabulati telefonici e le riprese delle telecamere di videosorveglianza del condominio. Negli ultimi giorni si sono susseguiti i sopralluoghi della Scientifica all'interno dell'alloggio, dove sono state effettuate diverse campionature per cercare materiale biologico. Mancano all'appello gli oggetti di valore. Addosso alla vittima sono stati trovati un orecchino tipo Swarovski e un bracciale, apparentemente in oro bianco e smeraldi. Nessuna traccia di denaro o di altri preziosi, come neppure di telefoni e dispositivi elettronici. Gabriel Falloni era uscito dall'alloggio con un borsone da ginnastica di marca Arena che non aveva al momento dell'ingresso nell’alloggio teatro dell’omicidio, annota il Gip nell'ordinanza di custodia cautelare, e che apparteneva alla vittima. L'uomo ha «Avuto il tempo di accedere all'appartamento, consumare il crimine, ripulire la scena, evidentemente riponendo sia l'arma del delitto che quanto adoperato per la ripulitura dell'abitazione nella borsa». Al momento dell'arresto, Gabriel Falloni era stato trovato in possesso di oltre 1.500 euro. Soldi che ha sostenuto essere suoi e non rubati in casa di Elena Raluca Serban.

Mercoledì 28 aprile, inoltre, gli investigatori della Polizia hanno cercato nella discarica di Brissogne l'arma con cui è stata uccisa Elena Raluca Serban. Con l'aiuto di una pala meccanica, è stata setacciata l’area dove i camion dell'igiene urbana hanno conferito i rifiuti indifferenziati nei giorni successivi all'omicidio. L'obiettivo era di trovare la lama con cui la donna è stata sgozzata. L'ipotesi degli investigatori è che Gabriel Falloni se ne sia disfatto insieme alla sacca sportiva della vittima. Prove che sarebbero decisive per arricchire il quadro probatorio degli inquirenti a carico dell'indagato.

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