Dal giornale

«Entro il 30 aprile l’avanzo di amministrazione al quale attingere per i ristori anti crisi»

«Entro il 30 aprile l’avanzo di amministrazione al quale attingere per i ristori anti crisi»
Dal giornale 30 Gennaio 2021 ore 23:23

«Stiamo lavorando per l'approvazione del Documento di economia e finanza (Defr) entro il 28 febbraio, al cui interno verranno inseriti i primi interventi inerenti il Covid. In parallelo, stiamo procedendo con il rendiconto 2020, da approvare entro il 30 aprile, così da avere a disposizione l'avanzo di amministrazione che risulta essere la fonte finanziaria alla quale attingere per poter iniettare nel tessuto economico valdostano i fondi necessari per far fronte alla crisi senza precedenti che la Valle d'Aosta sta incontrando. Questo processo, partito subito dopo l'approvazione del bilancio, permetterà di avere fondi disponibili nel minor tempo possibile». Parole dell’assessore regionale alle Finanze, Carlo Marzi, che mercoledì scorso, 27 gennaio, in Consiglio Valle ha risposto a una interpellanza con la quale la Lega Vallée d'Aoste ha chiesto approfondimenti sul piano di azioni per fronteggiare l'emergenza economica. Una volta quantificato l’avanzo di amministrazione si partirà con il nuovo disegno di legge per i ristori.

“Adeguati provvedimenti per il turismo”Intanto Federalberghi ha lanciato una petizione «Per rappresentare la situazione di grave difficoltà in cui si trovano le attività del settore e per sollecitare il Governo ad adottare adeguati provvedimenti a sostegno delle imprese e dei lavoratori del turismo». Tra le richieste avanzate «La liquidazione di ristori efficaci e adeguati, la proroga sino al 31 dicembre 2022 dei termini di pagamento delle rate relative a prestiti, mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale, l'elevazione sino a 20 anni della durata dei finanziamenti "garantiti" dallo Stato, l'esonero dal pagamento della seconda rata Imu per l'anno 2021, la proroga del credito d'imposta sui canoni di locazione sino al 31 dicembre 2021 ed elevazione della misura all'80 per cento, la cancellazione della Tari e del canone Rai per gli anni 2020 e 2021, la proroga dell'esonero dal pagamento dei contributi per l'assunzione del personale stagionale, il rinvio sino a fine 2021 delle scadenze per il pagamento di imposte, l'introduzione di un credito d'imposta del 110 per cento per la riqualificazione delle strutture turistico ricettive, la proroga della cassa integrazione per gli assunti a tempo indeterminato». «Tale iniziativa - ha commentato il presidente dell'Associazione valdostana degli albergatori, Filippo Gérard - non è pensata unicamente a tutela delle strutture turistico alberghiere, a chiunque e a qualunque titolo operi e viva di turismo. Ritengo doveroso che ciascuno di noi si faccia promotore e sostenitore della petizione verso i colleghi imprenditori e tutti coloro che sono sensibili rispetto alla situazione di grave difficoltà del settore turistico». E’ possibile aggiungere la propria firma (già superata quota 23mila), sottoscrivendo la petizione online, sulla piattaforma change.org, all’indirizzo https://www.change.org/salviamo-le-imprese-e-i-lavoratori-del-turismo”. Bar e ristoranti, l’appello dei fornitori Esclusi dai ristori perché sono aperti. Però i loro clienti - bar, ristoranti, hotel - sono chiusi. E’ la situazione paradossale delle aziende valdostane attive nella produzione e nella vendita di prodotti alimentari e servizi nel canale Horeca (acronimo di Hotellerie-Restaurant-Café). I fornitori di alberghi, ristoranti e bar per intenderci. Digel di Saint-Marcel, Pellissier VdA di Verrayes, Ristorfoods e Lavanderia industriale di Pollein giusto per fare qualche esempio. Nei giorni scorsi i titolari di queste aziende hanno scritto una lettera al presidente della Regione Erik Lavevaz, con 13 firme. Nel documento si parla di crollo dei fatturati con decrementi fino al 95 per cento, per mesi consecutivi; deperimento di molte derrate alimentari, che hanno superato i termini di scadenza, e non piu? vendibili; mantenimento degli impegni verso i fornitori, che sono nella quasi totalita? aziende di respiro nazionale ed internazionale, che non tollerano insoluti e che agiscono con rigidita?. Generano difficoltà anche il mantenimento del pagamento dell’Imu sui capannoni di proprieta? o leasing e l’impossibilita? di parametrare alle flessioni dei fatturati la gran parte dei costi fissi aziendali.

«Le nostre aziende - si legge nella lettera - danno occupazione ai valdostani. La nostra funzione non e? solo quella prettamente legata alla fornitura del bene, anche quella creditizia, dovendo riconoscere dilazioni di pagamenti, nella quasi totalita? dei casi senza garanzie legali, subendo con regolarita? perdite di crediti, che gravano sui nostri bilanci».

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