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E’ Julien il primo nato del 2021 Maternità, nel 2020 numeri in calo

E’ Julien il primo nato del 2021 Maternità, nel 2020 numeri in calo
Dal giornale 02 Gennaio 2021 ore 18:42

Fiocchi rosa e azzurri nel passaggio all’anno nuovo all’Ospedale Beauregard di Aosta. Il primo nato del 2021 è Julien (3,440 chilogrammi, 52 centimetri), venuto alla luce alle 5.40 di ieri, venerdì 1° gennaio, per la gioia di mamma Elena Comé - coadiuvante dell’azienda agricola di famiglia - e di papà Albert Ouvrier, allevatore e dipendente dell’Institut Agricole Régional. La famiglia vive a Jovençan.

«Non potevamo iniziare l’anno in modo migliore. - confessa Albert Ouvrier - Voglio fare un grande ringraziamento a tutto il personale del reparto: sono stati gentili e molto efficienti».

Julien Ouvrier è nato 15 ore dopo l’ultimo del 2020, una bimba, venuta alla luce alle 14.13 di giovedì 31 dicembre.

Si chiude così un anno in cui la struttura valdostana è stata premiata dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna del Ministero della salute anche per i servizi offerti nei reparti di ostetricia e ginecologia. Nel 2019 ci sono stati 807 parti, di cui alcuni plurimi, per un totale di 821 nati, di cui 412 femmine e 409 maschi. Il 65,90 per cento dei parti, cioè 541, è stato spontaneo. Nel 2020 i parti sono scesi a 745, con 7 gemellari, per un totale di 754 nati, di cui 392 femmine e 361 maschi.

«Abbiamo avuto, rispetto all’anno scorso, un calo del 7,6 per cento. - spiega Livio Leo, direttore del Dipartimento Materno Infantile e della struttura complessa Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Beauregard - Il decremento delle nascite è un fenomeno che interessa anche la Valle d’Aosta, tuttavia bisogna anche sottolineare che quest’anno non abbiamo avuto i flussi attivi dal Piemonte, per quanto riguarda i parti, in quanto la regione si è chiusa per il confinamento.

Circa il 10 per cento della nostra attività di clinica ginecologica e ostetrica arriva da fuori regione, dobbiamo analizzare meglio i dati, ma possiamo dire che il decremento reale in Valle d’Aosta è intorno al 3 per cento».

«L’attività del nostro Centro di fecondazione - continua Livio Leo - è incrementata grazie anche all’assunzione di personale specializzato e soprattutto grazie alla progettualità: sono già stati stanziati dalla Regione i fondi necessari e l’ampliamento del Centro è stato bloccato solo a causa del Covid».

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