Dal giornale

«Dalle istituzioni solo una misera elemosina a chi non può lavorare»

Dal giornale 01 Maggio 2021 ore 06:54

Sono una genovese di 53 anni,vivo da 4 anni in Valle d’Aosta e purtroppo da un anno sono senza lavoro stabile e continuativo a causa delle misure per l’emergenza sanitaria. Lavoravo nel turismo come stagionale. Nel gennaio 2021 ho fatto richiesta del Reddito di cittadinanza all’Inps, mi è stato negato a causa del superamento del limite per accedervi, poiché nel 2019 ho lavorato e il mio Isee del 2019 era poco sopra il limite. Ma è davvero insensato fare riferimento all’Isee di 2 anni prima. Io non ho lavorato per tutto il 2020 e nonostante ciò non ho potuto accedere al Reddito di cittadinanza. Ma allora a cosa serve questo aiuto economico se non viene erogato a chi ne ha fatto richiesta perché si trova in difficoltà?

Nell’aprile 2021 la regione Valle d’Aosta ha aperto il bando per accedere alla misura Covid per i disoccupati, ma con dei parametri davvero assurdi. Si può accedere a questa misura solo se si ha lavorato fino a marzo 2021 o se si ha ricevuto la Naspi fino a novembre 2020. E tutti gli altri che non lavorano da un anno e non hanno più potuto usufruire della Naspi, dove prendono i soldi? Inoltre la misura prevede una cifra irrisoria, tra i 1.000 e i 1.500 euro contro al guadagno perso per una stagione di circa 5.000 euro, come minimo.

In aprile la regione Valle d’Aosta ha aperto il bando per il bonus affitto e anche a questo non ho potuto accedervi, perché sono previsti almeno 4 anni di residenza in ed io sono riuscita a prenderla solo un anno fa nonostante io viva qui da 4 anni. Tutto questo “racconto” per testimoniare quanto il popolo non conta per le istituzioni e per il Governo in particolare.

Nell’articolo 38 della Costituzione italiana, per il cui ottenimento hanno dato la vita molte persone, si legge chiaramente: “I lavoratori hanno diritto che siano previsti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di disoccupazione involontaria”.

Siamo in molti ad essere stati bloccati per il lavoro, ma le istituzioni ci hanno abbandonato o hanno provveduto con una misera elemosina.

Non si vuole questa misera elemosina ma si vuole lavorare. E se non possiamo lavorare deve essere riconosciuto almeno il 75 per cento, se non di più, dello stipendio mensile che si è perso.

Io mi vergogno di essere un’italiana e di essere governata da persone incompetenti, persone non messe dal popolo a guidare l’Italia e di avere avuto il coraggio di far cadere il Governo nella situazione di emergenza del Paese oltre all’assenza di azioni giuste, concrete e immediate per aiutare economicamente la popolazione. Perché ogni deputato senatore. consigliere e sindaco non ha donato una parte del proprio stipendio per aiutare le persone se, come dicono, in Italia non ci sono soldi? L’umanità , nel senso profondo della parola, non esiste più.

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