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Confini chiusi, zona rossa e anche il freddo Per i saldi è una partenza da dimenticare

Confini chiusi, zona rossa e anche il freddo Per i saldi è una partenza da dimenticare
Dal giornale 09 Gennaio 2021 ore 18:54

In Valle d'Aosta è partita ufficialmente sabato scorso, 2 gennaio (in zona rossa, con tanti negozi chiusi e spostamenti limitati), la stagione dei saldi invernali che terminerà mercoledì 31 marzo prossimo. In tempi di Coronavirus gli affari stentano a decollare, complice anche la chiusura dei confini regionali. «Dopo una settimana - sottolinea Adriano Valieri, direttore di Confcommercio - in Valle d'Aosta abbiamo riscontrato poche situazioni positive e qualche situazione tragica soprattutto nelle aree a forte attrazione turistica come Courmayeur e Cervinia che non possono vivere di una economia locale a differenza ad esempio di Aosta dove qualcosa si è mosso però con numeri decisamente inferiori agli anni scorsi. In questo momento non c’è turismo, le persone uscendo poco spendono meno per il vestire e a questo si aggiunge il grande freddo di questi ultimi giorni che è stato un ulteriore deterrente».

«Abbiamo avuto i nostri clienti di Aosta e dintorni - sostiene Paolo Guichardaz, titolare di 5 negozi di abbigliamento in città - mentre manca totalmente l’afflusso del turismo sia di stranieri sia dei piemontesi, lombardi e liguri che solitamente in questo periodo riempiono la Valle d’Aosta. I primi 5 giorni di gennaio normalmente sono in assoluto le giornate più «forti» dell’anno. Purtroppo in questa occasione ce li siamo trovati in mezzo a 2 periodi di zona rossa che di fatto hanno pesantemente condizionato le vendite. Speriamo che quando le associazioni di categoria tratteranno per i nostri ristori, si andranno a vedere i fatturati effettivi degli anni passati. Finora sono stati presi dei riferimenti che lasciano il tempo che trovano».

«Avendo un codice Ateco aperto anche in zona rossa - commenta Luca Reverchon titolare di 5 negozi di ottica in Valle d’Aosta - siamo stati aperti dal primo giorno di saldi e quindi dal 2 gennaio. Non abbiamo registrato una grande attenzione per gli sconti, c’è anche da dire che mancano totalmente i turisti che solitamente approfittavano delle offerte. Infine, nei primi giorni il tempo non ha sicuramente aiutato». Per Egon Boccadelli, titolare del negozio di articoli sportivi Technosport di Plan Felinaz a Charvensod, sarebbe meglio differire la data di inizio dei saldi: «Siamo regolarmente partiti con i saldi invernali come da calendario però mentre negli ultimi anni avevamo sempre concentrato in questo periodo delle giornate aggiuntive con sconti e promozioni più incisive, oggi questo non lo possiamo fare per evitare pericolosi assembramenti in negozio. Se lo scopo dei saldi è quello di finire le scorte di magazzino, nella nostra regione dal punto di vista commerciale sarebbe meglio spostare la data verso la fine della stagione. Al momento i saldi hanno inciso molto poco sulle vendite e i clienti stanno acquistando in base alle necessità. In generale risentiamo della mancanza dei turisti sia nazionali che stranieri e se anche lavoriamo tanto con la gente del posto, è venuta a mancare una buona fetta di fatturato».

Da Cisalfa Sport - in località La Maladière a Saint-Christophe - la corsa ai saldi sembra dipendere principalmente dal colore della nostra regione, come spiega il responsabile del punto vendita Guido Mestieri: «Siamo sempre stati aperti perché il nostro codice Ateco lo ha permesso. Nei primi giorni di saldi, quando eravamo in zona rossa, le vendite sono state abbastanza fiacche mentre quando siamo entrati in quella arancione, quindi da lunedì 4 gennaio, abbiamo avuto il negozio praticamente sempre pieno di gente e così è stato anche dopo l’Epifania, quando le restrizioni si sono nuovamente allentate. Possiamo quindi dire che si lavora non tanto in base ai saldi, piuttosto a seconda del colore della nostra regione. E’ mancato il turista sia straniero che italiano, quello che gli anni scorsi nelle giornate di brutto tempo invece di dedicarsi allo sci veniva a trovarci per fare shopping. Siamo stati chiusi 2 mesi e, nonostante tutto quello che è successo, il nostro anno commerciale 2020/2021 è in linea con quello precedente. Questo è un dato sicuramente positivo. Adesso siamo prossimi a trasferirci in un locale a fianco dell’attuale punto vendita, che è grande il doppio e quindi tutto sommato possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti».

Davide Dell'Innocenti, fondatore di High Floors in via Monsignor de Sales ad Aosta, riferisce: «Il nostro negozio non segue la strategia dei saldi perché non riusciremmo ad essere competitivi offrendo un prodotto di alta qualità. La sensazione però è quella che manca tra la gente il giusto entusiasmo e vi è sostanzialmente poca voglia di spendere. A dicembre abbiamo lavorato ad intermittenza e anche la mancanza delle giuste informazioni ha fatto sì sia stato un mese sottotono».

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