Condominio all’Arco d’Augusto, Area Democratica torna all’attacco: «Sette punti ancora da chiarire»

Condominio all’Arco d’Augusto, Area Democratica torna all’attacco: «Sette punti ancora da chiarire»
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I lavori annunciati per la ristrutturazione di “Maison Nouchy”, che si affaccia sull’Arco d’Augusto, ad Aosta, non sono partiti e Valle d'Aosta aperta, la coalizione che raccoglie Area democratica, Adu Valle d’Aosta e Movimento 5 stelle, ne chiede conto, muovendo anche l’associazione Italia Nostra. Nell’incontro di mercoledì scorso, 26 giugno, con i giornalisti, Adriana My e l’architetto Guido Peagno sono stati ospiti, in videoconferenza, dei padroni di casa, la consigliera regionale di Progetto Civico Progressista Erika Guichardaz e il coordinatore Raimondo Donzel. «Si è trovato il modo, non cambiando le leggi regionali, di riuscire ad aggirarle» sostiene Guido Peagno, mentre Raimondo Donzel sottolinea: «Non è mai successo che fossero inascoltati 4 pareri negativi della commissione edilizia. A domanda diretta di chiarimenti ci hanno scritto “leggetevi gli atti”». Però, rimarca Erika Guichardaz, «I documenti che abbiamo ricevuto riportano chiaramente il divieto di divulgarne i contenuti».

La ristrutturazione del “condominio vista mare sull’Arco”, come l’hanno soprannominato gli esponenti di Valle d’Aosta aperta, aveva sollevato il loro interesse giovedì 6 aprile 2023 in Consiglio Valle, quando il consigliere Antonino Malacrinò aveva sollecitato l’intervento di Pcp. Il giorno dopo la consigliera Erika Guichardaz aveva avviato l’attività ispettiva in sede regionale e comunale e giovedì 15 giugno 2023 il Comune di Aosta aveva annunciato che dopo 10 anni di avvicendamenti progettuali era stato concesso il permesso di costruire. «L’Amministrazione comunale, rispetto al caso in questione, - precisava il comunicato e la consigliera Erika Guichardaz l’ha sottolineato - condivide le conclusioni critiche espresse dalla Commissione edilizia circa l’inserimento “fuori scala” del nuovo edificio, cui avrebbe preferito una diversa articolazione volumetrica». I punti da definire, oggi, restano 7: «Abbiamo chiesto chiarimenti - elenca Erika Guichardaz - sul titolo edilizio di nuova costruzione, la ricollocazione dei volumi tra cui il vano scale, la verifica dei volumi con l’aumento di 2 piani, la destinazione d'uso, la realizzazione di un'autorimessa, la deroga al tetto in lose e il ruolo della Commissione edilizia. E’ come se il piano casa potesse basarsi su altre normative, anzi ora in Consiglio Valle è arrivata una bozza di deliberazione che va a modificare o meglio precisare alcuni elementi del piano casa, come il vano scale, l’unione di più edifici e l’innalzamento di più di un piano». «Ma anche così il progetto sfora altri parametri - osserva Raimondo Donzel - Come è stato possibile un intreccio normativo che lo permette? E chi dà le deroghe?».

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