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Comunioni e cresime, si prova a ripartire Le indicazioni del vescovo Franco Lovignana

Comunioni e cresime, si prova a ripartire Le indicazioni del vescovo Franco Lovignana
Dal giornale 16 Gennaio 2021 ore 03:15

Mercoledì scorso, 13 gennaio, il vescovo Franco Lovignana ha diffuso «Un breve aggiornamento delle disposizioni per questo tempo di pandemia».

Innanzitutto «Si possono celebrare battesimi, matrimoni e funerali con le medesime norme fino ad ora vigenti». Per quanto riguarda le prime comunioni da tempo rinviate, «Suggerisco, a prudente giudizio del parroco in dialogo con famiglie e catechisti, di valorizzare percorsi personalizzati di preparazione immediata e di celebrazione per piccoli gruppi a seconda della capienza della chiesa e del numero di fedeli abitualmente presenti». La celebrazione può avvenire nella Messa domenicale per più domeniche, anche consecutive, oppure in una o più celebrazioni ad hoc aggiunte al normale orario festivo. «Per le prime comunioni dell'anno in corso, suggerisco ai parroci, sempre in dialogo con famiglie e catechisti, di valutare innanzitutto se ci siano le condizioni sufficienti di preparazione per accedere al Sacramento o se sia più opportuno rinviare all'anno successivo. Qualora si giudichi sufficiente il cammino di preparazione, suggerisco di prevedere più gruppi per la celebrazione in diverse domeniche a partire da dopo Pasqua». Anche le prime confessioni vengano proposte in maniera scaglionata per piccoli gruppi, nel rispetto delle norme.

Per quanto riguarda le cresime più volte rinviate, «Io mi metto a disposizione a partire da sabato 23 gennaio e fino a quando sia possibile, secondo l'evolversi della situazione del contagio. Suggerisco di pensare a celebrazioni ad hoc, di sabato e di domenica, aggiunte al normale orario festivo, per questioni di numeri. Suggerisco anche di prendere in considerazione la possibilità di celebrare la cresima in Cattedrale» dove sono «Disponibili 300 posti in sicurezza». «Credo che non si debba avere fretta di recuperare le celebrazioni rinviate; - riferisce il Vescovo - si privilegi il cammino di catechesi e di esperienza di fede che prepara ad una fruttuosa recezione del sacramento. Chiedo pertanto ai parroci di confrontarsi con famiglie e catechisti e poi di contattarmi per valutare insieme modalità, orari e luoghi. Per le cresime dell'anno in corso, io mi rendo disponibile da dopo Pasqua e anche durante tutta l'estate, ferma restando la valutazione di opportunità in base al cammino di preparazione compiuto».

Monsignor Franco Lovignana chiede poi «Di valutare con grande prudenza se esistano le condizioni necessarie per incontri in presenza nella catechesi dell'iniziazione cristiana e nella catechesi dei giovani, degli adulti e delle famiglie. Nel caso affermativo, si utilizzino spazi più ampi e adeguati, come ad esempio la chiesa, e si rispettino rigorosamente le norme igienico-sanitarie richieste. Venga comunque valorizzata l'eucaristia festiva come momento centrale di incontro in presenza, facendola eventualmente precedere o seguire da un breve momento di catechesi opportunamente preparato. Non si escluda anche la catechesi a distanza utilizzando tutti gli strumenti che in questo periodo abbiamo imparato a conoscere e valorizzare. Anche il consiglio pastorale parrocchiale può essere convocato in videoconferenza; qualora il parroco ritenga di doverlo riunire in presenza, lo faccia utilizzando la chiesa, nel rispetto di tutte le norme previste».

L'Ufficio pastorale per la Famiglia, di concerto con i parroci e le coppie animatrici, «Valuti se esistano le condizioni per proporre in sicurezza i singoli corsi di preparazione al matrimonio e, nel caso, scelgano spazi adatti, ad esempio le chiese, e le modalità necessarie per il rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie prescritte».

Restano sospesi gli incontri in presenza dei consigli diocesani, dei ritiri spirituali, della formazione del clero e dei religiosi, comprese le riunioni di zona di sacerdoti e diaconi.

A tutti i sacerdoti, conclude il Vescovo, «Chiedo di stare vicini ai fedeli loro affidati, innanzitutto con la preghiera e poi cercando ogni forma possibile per mantenere una relazione di prossimità, di ascolto e di accompagnamento personali, anche attraverso il telefono o altre modalità oggi a disposizione, soprattutto con quanti non possono prendere parte alle celebrazioni in chies».

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