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Cogne Acciai Speciali, la famiglia Marzorati ha venduto al gruppo taiwanese Walsin Lihwa

Cogne Acciai Speciali, la famiglia Marzorati ha venduto al gruppo taiwanese Walsin Lihwa
Dal giornale 04 Giugno 2022 ore 06:06

L'obiettivo è «implementare un ambizioso percorso di sviluppo internazionale», con un focus sui mercati asiatici. Il gruppo taiwanese Walsin Lihwa Corporation entrerà nel capitale della Cogne Acciai Speciali con una quota di maggioranza del 70 per cento, operazione da 210 milioni di euro. Il contratto «sarà firmato nelle prossime settimane - si legge in una nota - ed il closing dell'accordo rimane soggetto alle normali autorizzazioni delle autorità competenti, che si prevede di ricevere entro il 2022». L'ingresso nel capitale della Walsin Lihwa Corporation - gruppo quotato alla borsa di Taipei attivo in diversi settori, che conta 7.000 dipendenti e un fatturato di 4,7 miliardi di euro - assicurerà all'acciaieria valdostana «importanti sinergie e l'accesso a tutti i vantaggi derivanti da un grande gruppo quotato, in particolare per quanto riguarda la presenza sui mercati asiatici».

La famiglia Marzorati rimarrà impegnata nel lungo periodo nella società per supportare il percorso di crescita pianificato in Europa nonchè in Nord e Sud America.

«Siamo particolarmente contenti ed onorati che la lunga tradizione siderurgica della nostra famiglia, che ha portato la Cogne Acciai Speciali ad essere un leader globale riconosciuto nel nostro settore, possa incrociare la traiettoria di successo del gruppo Walsin Lihwa Corporation» afferma Giuseppe Marzorati, presidente dell'acciaieria valdostana, che nel 2021 ha fatturato 645 milioni di euro e conta 1.413 dipendenti, «con il quale condividiamo gli stessi valori, la stessa concretezza e la stessa strategia, per creare il più grande gruppo al mondo nella produzione di acciai inossidabili lunghi speciali, con ambizioni concrete di allargare ulteriormente il perimetro di operatività in Europa e nelle Americhe».

Dopo un'apertura in forte rialzo, con il titolo schizzato fino a più 4,40 per cento, il titolo della Walsin Lihwa Corporation mercoledì ha chiuso la seduta della Borsa di Taipei, a Taiwan, con un rialzo dell'1,40 per cento. La Borsa di Taipei ha chiuso in ribasso dello 0,79 per cento.

Le rassicurazioni

di Monica Pirovano

«L'intesa con il gruppo Walsin rappresenta per Cogne acciai speciali un'occasione unica di espansione ulteriore sia verso i mercati già consolidati che verso ulteriori mercati».

Lo ha detto il direttore generale della Cogne Acciai Speciali, Monica Pirovano, in merito all'accordo con il gruppo di Taiwan per l'ingresso nel capitale sociale con il 70 per cento delle quote.

«E', altresì, premura dell'azienda - prosegue - sottolineare che, le condizioni economiche e normative del lavoro rimarranno tutelate dalla legge italiana come fonte di rango primario, dal contratto collettivo per le aziende metalmeccaniche ed installazione impianti e dagli eventuali accordi di secondo livello. Parlando di lavoro e di condizioni di lavoro, l'azienda ha apprezzato e posto come condizione necessaria per la finalizzazione dell'intesa, l'attenzione che Walsin dimostra per le proprie persone. Un valore che Cogne Acciai Speciali non solo condivide, ma che ha messo al centro della propria progettualità».

Le richieste della Regione

Il futuro sviluppo aziendale della Cogne Acciai Speciali di Aosta dovrà comportare «una conferma degli impegni di investimento nel sito produttivo di Aosta, un significativo aumento delle risorse umane qui impiegate, confermando se non migliorando le tutele contrattuali sin ad ora adottate». È quanto hanno chiesto il presidente della Regione Erik Lavevaz e gli assessori regionali allo Sviluppo economico Luigi Bertschy e alle Partecipate Luciano Caveri, richiamando il quadro degli accordi che intercorrono tra la Regione e l'azienda siderurgica, durante un incontro che si è svolto nella mattinata di mercoledì scorso a Palazzo regionale con l'amministratore delegato della Cogne acciai speciali spa Eugenio Marzorati e la direttrice generale Monica Pirovano. Durante la riunione, i referenti dell'azienda hanno confermato come questo riassetto societario «si collochi all'interno di un percorso che mira a potenziare lo sviluppo dell'attività industriale, mantenendo la centralità della sede valdostana».

«L’ingresso di un grande gruppo internazionale come quota di maggioranza nella società della Cogne Acciai Speciali è una notizia di grande rilievo: - aggiungono il presidente della Regione Erik Lavevaz e l’assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy - auspichiamo che questa scelta, operata in autonomia dalla proprietà, possa rafforzare il percorso di espansione globale dell’azienda e favorire la crescita economica e l'occupazione nella nostra regione. Abbiamo già programmato un incontro con i vertici dell’azienda per confrontarci sugli effetti di questa variazione societaria».

Sull'acquisizione del 70 per cento della Cogne Acciai Speciali da parte del gruppo taiwanese Walsin Lihwa Corporation, il Presidente della Regione e l'assessore regionale Luigi Bertschy «comunichino tutte le informazioni divulgabili in apertura del prossimo Consiglio regionale convocato per l'8 e il 9 giugno, così da poter informare tutta la popolazione e in primis i lavoratori sul futuro di questa importante azienda». Lo chiedono i consiglieri del gruppo Pour l'Autonomie, Marco Carrel e Augusto Rollandin. «Negli anni - affermano i 2 consiglieri, riferendosi alla Cogne - l'Amministrazione regionale l'ha sostenuta con rilevanti investimenti che ne hanno permesso l'evoluzione e il raggiungimento di significativi risultati sia a livello nazionale che internazionale».

Sindacati all’attacco

Scontro totale tra la Cogne Acciai Speciali e i sindacati confederali. Martedì, dopo l'annuncio a freddo della cessione del 70 per cento delle azioni della Cogne al gruppo taiwanese Walsin Lihwa Corporation, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil avevano disertato un incontro con l'azienda fissato alle 14 per «comunicazioni organizzative». All'incontro ha partecipato solo il Savt Met, sindacato autonomo valdostano. Fiom, Fim e Uilm ne hanno poi chiesto uno nuovo. Ora denunciano: «I vertici aziendali rifiutano di incontrare i rappresentanti dei lavoratori. Cercano di togliere la dignità ai rappresentanti sindacali, ma non ci riusciranno. Il nostro intento era quello di avere un incontro costruttivo con l'azienda per salvaguardare e tutelare le lavoratrici e i lavoratori». I 3 sindacati attaccano: «Nonostante i proclami e gli annunci spot dei vertici della Cogne per apparire belli, buoni e generosi con le organizzazioni sindacali, dopo le ultime notizie l'azienda rifiuta di incontrarci. I vertici della Cogne usano modalità da inizio '900, poco consone al periodo che stiamo vivendo. La diffusione di una notizia così importante, senza un confronto informativo con i rappresentanti dei lavoratori, è una delle peggiori pagine della storia sindacale della Cogne, una “medaglia” che gli attuali vertici potranno sfoggiare con disinvoltura. Come si fa a dare notizie di questo genere senza un confronto approfondito con le parti sociali? E chi pensa ai lavoratori?». Cgil, Cisl e Uil concludono: «I vertici aziendali dovrebbero ricordare che chi tenta di sbattere la porta in faccia ai sindacati, pensando di fare una prova di forza, sbaglia perché la porta sbattuta in faccia a noi è la stessa che viene chiusa ai lavoratori. Siamo la voce dei lavoratori, e non ci facciamo sicuramente intimidire da azioni che di costruttivo hanno poco o nulla. Nel momento che sarà definito il nuovo assetto societario, ci auguriamo di non sentire pronunciare neanche una volta la parola esubero».

Da parte sua l'azienda fa sapere che «non vi è nessuna chiusura al tavolo sindacale. Martedì peraltro era stato indetto un incontro apposito che è stato disertato dalle organizzazioni sindacali. Unica presenza quella del Savt. Mercoledì mattina abbiamo incontrato il Presidente della Regione e due Assessori e abbiamo comunicato loro che l'incontro richiesto sarà possibile e auspicabile a valle della firma ufficiale dell'accordo tra le 2 società, previsto nelle prossime settimane».

Il Savt Met è stato l'unico sindacato a partecipare, nel pomeriggio, al faccia a faccia con i vertici Cogne. «L'acquisizione è avvenuta all'insaputa di tutti - si legge in una nota del Savt - per non compromettere la trattativa ed evitare speculazioni finanziarie sul titolo» dell'azienda orientale, quotata alla Borsa di Taipei. «A oggi l'azienda non prevede variazioni nella produzione e nell'occupazione» però «l'obiettivo futuro è di espandersi in altri mercati, con eventuali assunzioni e investimenti mirati, nell'ottica della crescita». Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno scelto di non partecipare all'incontro. «Noi abbiamo deciso di andare comunque, per capire i contenuti dell'entrata nel capitale sociale. Non andare sarebbe stato un errore» dice Edy Paganin, della segreteria del Savt Met.

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