Dal giornale

“Chiudere subito la discarica di Pompiod”

Dal giornale 01 Maggio 2021 ore 17:29

“La misura è colma”. Inizia così - in modo inequivocabile - la lettera che il comitato per la “Discarica Sicura di Pompiod” ha inviato mercoledì scorso, 28 aprile, alla Giunta regionale, al Difensore Civico, alla Forestale e all’Arpa, senza dimenticare però la Procura della Repubblica di Aosta e la Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Regione. Quattro pagine che contengono i motivi per i quali le autorità dovrebbero revocare la concessione alla Ulisse 2007, la società che dal 2010 lavora al confine tra Aymavilles e Jovençan.

Tra i destinatari della missiva firmata dal presidente del comitato Ernesto Pison anche i sindaci dei 2 Comuni Loredana Petey e Riccardo Desaymonet. Il comitato, però, ha voluto allargare il suo raggio d’azione, sostenendo che il problema ambientale di Pompiod abbia un interesse più generale: ecco perché anche i primi cittadini e i commissari di Gressan, Sarre, Villeneuve e Saint-Pierre sono stati messi al corrente.

Secondo Ernesto Pison, “Sulla base di quanto emerso in questi due anni di approfondimenti e di confronto l’Amministrazione regionale il deposito di Pompiod deve chiudere in via definitiva”. Le irregolarità riscontrate, già oggetto di una causa in tribunale, sono molteplici secondo i vertici del comitato: vi sono il mancato aggiornamento della valutazione di impatto ambientale e il mancato rispetto dei criteri di ammissibilità per rifiuti inerti definiti dalla normativa europea e statale, “Come peraltro evidenziato dal parere rilasciato da Arpa Valle d'Aosta il 10 giugno del 2010”. Secondo Ernesto Pison “L'autorizzazione allo smaltimento in discarica dei rifiuti conferibili a Pompiod è in palese contrasto con la pianificazione regionale della Valle d'Aosta, che prevede unicamente la presenza di impianti finalizzati alla raccolta di materiali inerti provenienti da attività di demolizione o ricostruzione, senza contemplare la gestione di rifiuti speciali non pericolosi”.

C’è poi la questione della distanza, visto che l’impianto è situato a meno di “Settanta metri dall'abitato di Pompiod, in un contesto contornato da vigneti, frutteti, pascoli ed allevamenti di bestiame e attività apistiche, con adiacente un deposito di fontine. Una collocazione che disattende ampiamente il principio di precauzione citato all'articolo 191 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea”. Sempre secondo il comitato la vicinanza con le abitazioni non garantisce una adeguata distanza di sicurezza igienico-sanitaria e la documentazione progettuale “E’ carente dal punto di vista delle indagini geotecniche sui materiali sui quali appoggia la discarica e delle verifiche di stabilità riguardo ai cedimenti dei rifiuti”.

Ernesto Pison punta il dito anche sulla carenza del piano di sorveglianza e controllo dell’area, su un sistema di monitoraggio delle acque sotterranee che “Non rispetta le prescrizioni di legge” e sui disagi della popolazione relativi alla viabilità e alle le emissioni diffuse di polveri in atmosfera. “Inoltre - sottolineano ancora dal comitato - la presenza della discarica decisamente mal si concilia con gli obiettivi e gli sforzi intrapresi per la creazione di una rete turistica di notevole valore e importanza legata a un'offerta enogastronomica del territorio di Aymavilles e dei Comuni limitrofi”.

La lettera del comitato è arrivata alla vigilia di una sentenza del Tar che - neanche a farlo apposta - non può che far felici gli esponenti del comitato di Aymavilles. Giovedì scorso, 29 aprile, il Tribunale Amministrativo Regionale della Valle d’Aosta ha infatti respinto, ritenendolo infondato, il ricorso con cui la società Ulisse 2007 si opponeva alla sospensione del procedimento amministrativo attuata dalla Regione. Per i magistrati il provvedimento di piazza Deffeyes è “Stato adottato avendo come riferimento l’avvio di un procedimento penale a carico del rappresentante legale e del direttore tecnico della società per l’ipotesi di attività di gestione di rifiuti non autorizzata”. Il processo è ancora in corso, con la prossima udienza in calendario per giovedì 27 maggio.

In edicola
Prima pagina
Archivio notizie
Maggio: 2022
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  
Abbonamento Digitale La Valléè