Cento anni di Baton d’Or, il fiolet festeggia il suo primo secolo a Brissogne

Cento anni di Baton d’Or, il fiolet festeggia il suo primo secolo a Brissogne
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“Sono orgoglioso di essere il presidente del centenario - evidenzia Edi Chenal - perché il 2024 segna anche per me un anniversario, 20 anni nel direttivo, vice presidente dal 2004 e dal 2008 presidente, quindi è come chiudere un ciclo, una parte importante della mia vita. In autunno avremo nuovamente le elezioni e non credo, al momento, di rimettermi in gioco. Per me domenica sarà una grande soddisfazione premiare i protagonisti del centennale, visto che il Baton d’Or è la competizione più antica che abbiamo in Valle d’Aosta e una delle veterane in Italia. Il fiolet è in salute e proprio nel 2024 ha beneficiato dei progetti della Fent di valorizzazione degli sport popolari nelle scuole, tanto che celebreremo domenica anche l’incremento di squadre e di giocatori, con un settore giovanile in crescita, così come quello femminile.”

Non nasconde la propria emozione Edi Chenal per l’attesa festa di domani, domenica 5, abbinata alla gara “storica” della nostra regione, legata non solo alle tradizioni popolari ma anche allo sport ed a quello che rappresenta, per gli aspetti sociali e culturali. D’altronde quando nacque l’idea di creare una manifestazione legata al Baton d’Or nel 1925 ad Aosta, la finalità fu proprio quella di perpetuare un gioco popolare - il baculot - che già si sentiva minacciato di sparizione. Eppure in quegli anni il fiolet del tempo era molto praticato, in particolare ad Aosta e nei prati che la circondavano, fino alla collina di Porossan e di Senin, di Arpuilles e Excenex, il Planet di Gignod e su in alto sino a Bosses. D’altronde la caratteristica pietra di fiume su poggiare il fiolet trovava origine nella Dora Baltea e il campo preferito di gioco era il Plot, il vasto prato che separava la città dal faubourg di Saint-Genis, dove si trovava pure il Jeu de l’Arquebuse per gli appassionati tiratori.

Allora non mancavano le sfide appassionanti tra il borgo di Sant’Orso e gli altri quartieri, come il faubourg de Saint-Etienne, con la sua forte squadra che con Joseph Jean-Savy vinse la prima edizione del Baton d’Or, portandosi a casa per 1 anno il bastone intagliato, commissioonato a quello che all’epoca era un artigiano rinomato, Maurice Lavy di Saint-Nicolas, premiato alla Foire de Saint Ours per le sue realizzazioni artistiche.

Con il Baton d’Or arrivò pure il primo regolamento e il baculot passò al grado successivo, quello di un’attività ludica normata. Da allora molto è cambiato, ad Aosta negli ultimi anni è pure scomparsa l’attività dopo l’abbandono della sezione di Saint-Martin de Corléans ma è rimasta all’opera la sezione di Arpuilles che così rappresenta le tradizioni della città che è stata la culla del fiolet.

Dal 1925, il Baton d’Or si disputò ancora, prima della Seconda Guerra Mondiale, altre 5 volte, l’ultima nel 1934. Poi l’artistico bastone venne posto al sicuro e riapparve alla fine degli anni Quaranta ma solamente nel 1959 fu nuovamente messo in palio ogni anno. Il protagonista della ripresa fu Albert Cerise di Allein, primo vincitore non aostano della storia del concorso. Da allora il classico appuntamento non è mai mancato, fatta eccezione per il 2020, come non è mai venuto meno l’orgoglio di vincerlo: Damien Borre di Gignod nel 1962 fu il primo a superare i 60 punti, nel 1963 il cretoblen Richard Pasquettaz della sezione di Senin toccò i 72, nel 1964 fu il valpeulenen Aimé Chenal studioso del nostro francoprovenzale ad arrivare a 81, con quindi 3 record in 3 edizioni, poi nel 1970 l’aostano del Porossan Candide Marthyn portò il record a 91 e nel 1975 il campionissimo Daniele Olivier di Gignod (10 vittorie) superò per primo quota 100, segnando addirittura 110 punti. Un record battuto solo nel 1997 da Gianni Collomb di La Thuile, altro gigante, con 111, score eguagliato nel 2004 da Paolo Comé di Charvensod, vincitore in 5 occasioni, preceduto solo da Olivier e dall’aostano Enrico Francesia con 7 successi.

Il detentore attuale è un altro specialista di Charvensod, Christian Comé, impostosi nel 2014 e nel 2023 appunto, che domani - domenica a Brissogne - lo difenderà dall’assalto di altri 11 super e da tutti i partecipanti, già pronti per mercoledì scorso, 1° maggio, ma rinviati a domenica vista la pioggia. Comunque nella serata di martedì, ultimo giorno di aprile, il fiolet ha chiamato a raccolta i suoi amici e ha presentato, oltre al campione in carica Christian Comé, i suoi più accreditati sfidanti, i super appunto Simon Charbonnier, André Zanivan, Ezio Gemelli, Ivo Nex, Carlo Francesia, François Vierin, Mathieu Cerisey, Gabriel Pareyson, Ezio Marguerettaz, Patrick Parleaz ed Alberto Collé.

La manifestazione inizierà già alle 8.30 e si giocherà su 7 campi, con i super protagonisti dalle 15.

Sempre per ricordare l’evoluzione del fiolet attraverso il suo simbolo che è il Baton d’Or una ricerca etnografica ed antropologica è stata realizzata dal Centre d’études francoprovençales René Willien di Saint-Nicolas per analizzare il gioco e la passione per questo sport: sono stati intervistati 24 champions, 5 presidenti dell’Association valdôtaine fiolet e altre personalità, condividendo i ricordi che diventeranno un libro da presentare il prossimo anno.

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