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Castello di Introd e fondi Pnrr a Fontainemore: nessun reato

Castello di Introd e fondi Pnrr a Fontainemore: nessun reato
Dal giornale 17 Settembre 2022 ore 23:53

La Procura di Aosta ha chiuso senza indagati né ipotesi di reato l'indagine sul caso della compravendita - poi non andata a buon fine - del Castello di Introd.

Il fascicolo modello 45 (per atti non costituenti notizia di reato) era stato aperto all'inizio del maggio scorso, dopo un esposto della Regione Valle d'Aosta, e affidato al pm Luca Ceccanti. L'avvocatura regionale puntava il dito su un aspetto in particolare della raccomandata a mezzo Pec in cui veniva chiesto all'ente pubblico di manifestare la propria volontà riguardo al diritto di prelazione esercitabile sul castello entro il 10 maggio. Gli attuali proprietari, i conti Caracciolo, il 10 marzo avevano stipulato un contratto di vendita per 4,8 milioni di euro con una società che si occupa di mediazione immobiliare: a destare l'attenzione della Regione era una condizione sospensiva secondo la quale l'atto avrebbe perso di efficacia se l'acquirente non avesse versato una determinata somma al venditore entro il 28 luglio. Inoltre la Regione aveva segnalato che il prezzo fissato nella compravendita, benché considerato entro i limiti in base a una perizia disposta dallo stesso ente pubblico, sarebbe stato superiore a quello ottenibile in una libera trattativa di compravendita.

Il sindaco di Introd Vittorio Anglesio, appreso dell’archiviazione dell’inchiesta, commenta: «Sono felice che la vicenda giudiziaria non abbia ravvisato irregolarità. Peraltro resto convinto che il nostro paese ha con questo maniero un bene storico e culturale prezioso e noi proseguiremo la gestione in convenzione con la proprietà che è della famiglia Caracciolo di Brienza. Auspichiamo che la Regione decida di comprare il castello con un investimento che avrebbe una ricaduta importante per il nostro territorio».

Il caso Fontainemore

La Procura di Aosta ha chiuso senza indagati né ipotesi di reato anche il fascicolo sull'assegnazione al Comune di Fontainemore - poi revocata a favore di Arvier - dei 20 milioni di euro per uno dei 21 progetti pilota del piano di rilancio dei Borghi previsto dal Pnrr.

Gli inquirenti non hanno ravvisato fattispecie di reato.

L'8 marzo scorso la Giunta regionale aveva individuato Fontainemore quale comune assegnatario dei 20 milioni. Una decisione che il giorno 24 aveva provocato l'apertura del fascicolo modello 45 (per atti non costituenti notizia di reato) da parte della procura di Aosta (pm Luca Ceccanti). A destare l'attenzione degli investigatori era stata la mancata astensione, nel voto sula delibera che aveva approvato il progetto nel febbraio scorso, dei membri della Giunta comunale di Fontainemore che avevano interessi diretti su immobili da riqualificare. Inoltre il comune di Bard, che era giunto terzo in graduatoria, si era rivolto al Tar: i giudici amministrativi, nel mese di maggio, avevano poi bocciato il ricorso. Il 7 aprile l'esecutivo regionale aveva annullato la propria delibera destinando i fondi ad Arvier, comune che era giunto secondo in graduatoria. «Gli accertamenti della magistratura hanno verificato la corretteza del nostro operato» è lo stringato commento della sindaca di Fontaimemore Speranza Girod.

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