“Case di comunità? Alla fine cambieranno solo i cartelli Sono questi gli interventi che servono alla cittadinanza?”

“Case di comunità? Alla fine cambieranno solo i cartelli Sono questi gli interventi che servono alla cittadinanza?”
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«Dubitiamo molto che si tratti di un vero potenziamento dell’assistenza». È critica la posizione del comitato Vallée Santé sull’annuncio dei lavori per la realizzazione di 2 future “Case della comunità” a Châtillon e a Donnas. «E’ pronto un altro “girotondo” di cantieri e lavori che nel nome del Pnrr porterà tanti soldi da destinare alle nuove Case di Comunità che dovrebbero sorgere in Valle. - scrive Vallée Santé - In tutto dovrebbero essere 13 articolate in intensità di cure “alta” (dette anche Hub ad Aosta e Donnas), “media” (dette anche Spoke a Morgex e Chatillon) e “bassa” (Courmayeur, Saint-Pierre, Variney di Gignod, Charvensod, Nus, Valtournenche, Verrès, Brusson e Gaby). Tutte strutture già esistenti. Nessun nuovo intervento. Ci dicono che, per ora, partiranno solo quelle di Donnas e Châtillon. Costeranno quasi 7 milioni di euro. Altri 7 dovrebbero arrivare per Aosta e Morgex. Crediamo che alla fine il tutto si tradurrà solo in un cambio di “cartelli segnaletici”. Al posto di “Poliambulatorio” avremo la scritta “Casa di Comunità”. Un cartello che costerà molto caro per non cambiare quasi nulla. Se, davvero, a livello locale, si fosse voluto dare corpo alla nostra autonomia decisionale, allora avremmo dovuto uscire un pochino dal seminato nazionale e guardare con più equilibrio e attenzione al territorio».

«Invece di spendere soldi per “rifare” quello che già (bene o male) esiste, forse bisognava investire su servizi più distribuiti sul territorio. - incalza Vallée Santé - Pensiamo alle località che resteranno disagiate (perché lontane dal centro) come Cogne, La Thuile, Champorcher, Gressoney. Per loro non sono previsti nuovi servizi. Resteranno tutti i disagi che già vivono oggi. Si parla tanto di avvicinare i servizi all’utenza e invece? Soliti bla-bla. Nella realtà non si tratta di un progetto scaturito da una accurata analisi locale dei bisogni ma la traduzione di quanto prevede il Pnrr che indica almeno una Casa di Comunità ogni 45mila abitanti circa. Sono previste 1.350 nuove strutture “hub” (o riconvertite) in tutta Italia entro la metà del 2026. Due di queste in Valle d’Aosta. Una considerazione finale si rende tuttavia utile legata ai soldi già spesi, negli ultimi anni, per interventi di ammodernamento del Poliambulatorio di Châtillon (rifatto attorno al 2010/2012 proprio come “Casa della salute in un distretto di Montagna” investendo circa 1 milione e 600mila euro), Donnas e Antey, realizzata con ingenti soldi pubblici come Consultorio polivalente e Microcomunità. Poi è rimasta solo la microcomunità ora esternalizzata e adesso si pensa di riutilizzare la palestra di riabilitazione. Si pensi che nel 2006 lo stesso Consultorio fungeva da Centro Prelievi, sede di continuità assistenziale, di sanità pubblica, del servizio veterinario, logopedia, ostetricia oltre che palestra di riabilitazione. Piano-piano tutto è stato cancellato. Forse anche chi controlla i conti degli enti pubblici dovrebbe meglio valutare queste spese perché, alla fine, si tratta di soldi pubblici. Soldi di tutti i valdostani».

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