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Carema piange Livio Fabiole, il falegname e allevatore che ha vissuto per la musica

Carema piange Livio Fabiole, il falegname e allevatore che ha vissuto per la musica
Dal giornale 24 Aprile 2021 ore 08:32

Il paese di Carema ha tributato sabato scorso, 17 aprile, l’estremo saluto a Livio Fabiole, 68 anni, scomparso 2 giorni prima all’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta. Originario di Carema, era un personaggio molto noto non solo nel Canavese ma anche in Valle d’Aosta e nel Biellese: di professione falegname e allevatore di reines - con grandi risultati ottenuti negli anni nel circuito piemontese -, si dedicava soprattutto alla musica, eccellente esecutore al flicorno baritono e al trombone, avendo militato dapprima nella filarmonica del paese, poi nella fanfara della Brigata Alpina Taurinense durante il servizio militare, infine nella Banda regionale della Valle d’Aosta e di Pont- Saint-Martin. Negli anni, Livio Fabiole aveva suonato praticamente in ogni storico sodalizio orchestrale del Canavese, in formazione anche nel quartetto che comprendeva Graziano Prola al sax, Fiorenzo Peraglie al basso, l’alternanza di Bruno Favetto, Pierino Martinetti, Giovanni Morino, Eligio Gonthier e Gianni Ceretto come fisarmonicisti e lo stesso Livio al trombone, conosciuto per la costante presenza nell’animazione di manifestazioni pubbliche, feste di coscritti o di famiglie del circondario. Del falegname-musicista fu molto amico il sindaco di Carema Flavio Vairos, che lo ricorda con sentita commozione. «Io e Livio siamo cresciuti insieme. - racconta - Nelle sue passioni era un talento naturale, riconosciuto anche da professionisti dei settori in cui si applicava e lo caratterizzava anche una profonda generosità. Ricordo che come falegname costruì negli anni Settanta e Ottanta una settantina di botti per il conferimento del vino, lavorando nel suo laboratorio, e come allevatore di bovini della razza nera recuperò una baita, rendendola funzionale. Siamo stati assieme nello stesso scaglione della banda di brigata torinese: lui era molto ben visto e in ottimi rapporti con il maresciallo di brigata. Se c’è stato un personaggio che ha saputo incarnare l’anima del nostro paese, attraverso il suo lavoro e le sue passioni, è stato proprio Livio». Il funerale svoltosi a Carema, alla presenza dei familiari, degli amici e dei colleghi musicisti e strumentisti, è stato accompagnato dalle arie della fisarmonica di Gianni Ceretto e del sax di Gianni Corzetto, in un commosso addio musicale.

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